Sono iniziate a Teheran le cerimonie funebri per la Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nell’attacco israelo-americano del 28 febbraio. Il programma durerà sei giorni e proseguirà anche nelle città sante iraniane di Qom e Mashhad, oltre che a Najaf e Karbala, in Iraq.
Migliaia di persone si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Mosalla, dove è stata esposta la bara di vetro di Khamenei. Tra bandiere e striscioni rossi, simbolo di vendetta, la folla ha scandito slogan come “Morte all’America” e “Vendetta, vendetta”. Secondo la televisione di Stato, i fedeli sono arrivati da tutto il Paese e il governo prevede una partecipazione complessiva di circa 20 milioni di persone.
Nel corso della giornata sono arrivate anche nuove minacce contro Stati Uniti e Israele. Il comandante della Marina dei Pasdaran, Ali Ozmaei, ha dichiarato che “la vendetta divina non è lontana”, mentre il ministero dell’Intelligence iraniano ha promesso che la risposta di Teheran porterà alla “punizione” dei responsabili e al loro definitivo allontanamento dalla regione.
Intanto, secondo quanto riferisce il New York Times, Mojtaba Khamenei avrebbe espresso il desiderio di partecipare il 9 luglio alla tumulazione del padre nel santuario sciita dell’Imam Reza, a Mashhad, dove dovrebbe recitare la preghiera per i defunti.





