La maggioranza consiliare sostiene convintamente l’ordine del giorno dedicato all’utilizzo dei social network da parte dei minori, ritenendo che si tratti di una questione che interessa direttamente le famiglie sammarinesi e che non possa più essere considerata marginale. A illustrarne le ragioni in Consiglio Grande e Generale, nella giornata di ieri in occasione del voto sull’Odg, è stato Matteo Rossi (PSD), che ha spiegato come il fenomeno sia ormai al centro del dibattito internazionale e richieda anche a San Marino un percorso di approfondimento.
“Riteniamo che il rapporto tra minori e strumenti digitali sia un tema che le famiglie della Repubblica di San Marino sentono in maniera molto forte. Non lo consideriamo un argomento marginale… ma un tema di estrema importanza“, ha affermato Rossi, ricordando come diversi Paesi europei abbiano già introdotto o stiano valutando restrizioni all’accesso dei minori alle piattaforme social.
Nel suo intervento il consigliere del PSD ha sottolineato che, soprattutto dopo la pandemia, è emersa una crescente consapevolezza degli effetti che un uso eccessivo di dispositivi digitali può avere sullo sviluppo dei ragazzi. “Ci si è resi conto, soprattutto dopo il Covid, che un utilizzo eccessivo di dispositivi digitali e piattaforme social può produrre effetti distorsivi sulla crescita, sul benessere psicofisico, sulla salute mentale dei ragazzi e favorire fenomeni pericolosi“, ha dichiarato.
Rossi ha richiamato anche lo studio realizzato dall’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, “Adolescenti tra mondo, scuola e futuro”, che ha coinvolto 937 giovani tra i 10 e i 17 anni, evidenziando problematiche quali cyberbullismo, rifiuto scolastico e disagio relazionale. Per la maggioranza, questi dati confermano la necessità di affrontare il tema in modo strutturato.
Il consigliere ha precisato che l’obiettivo dell’ordine del giorno non è quello di vietare o demonizzare i social network. “Non proponiamo soluzioni preconfezionate e non intendiamo demonizzare la tecnologia o i social. Vogliamo invece che la politica e l’intero Paese approfondiscano seriamente il fenomeno“, ha spiegato, ricordando come anche i movimenti giovanili abbiano espresso sensibilità diverse ma convergenti sulla necessità di investire nell’educazione digitale.
Secondo Rossi, il percorso dovrà coinvolgere non solo la Segreteria di Stato per l’Istruzione e le Politiche giovanili, ma anche le competenze relative alla famiglia e alla sicurezza sociale, partendo dall’osservazione delle abitudini quotidiane dei bambini, sempre più esposti ai dispositivi digitali fin dalla prima infanzia.
Nel suo intervento è stato richiamato anche il recente episodio avvenuto in via Gino Giacomini, che ha visto coinvolti gruppi di minorenni organizzatisi anche attraverso i social network. Un elemento che, secondo la maggioranza, rafforza la necessità di approfondire il fenomeno.
Concludendo il suo intervento, Rossi ha ribadito il senso dell’iniziativa: “Chiediamo un impegno serio, perché è in gioco il futuro, la salute e il benessere delle nuove generazioni e, di conseguenza, dell’intero Paese“.





