Ugolini alla Sanità: buon lavoro, Segretario. E che sia la volta buona per le liste d’attesa

da | 22 Lug 2026

Lunedì, subito dopo il giuramento, Massimo Andrea Ugolini ha ricevuto l’incarico di Segretario di Stato alla Sanità, raccogliendo l’eredità di Mariella Mularoni. Un passaggio di consegne non banale, arrivato dopo settimane di trattative interne al PDCS, ma che ha già trovato in Ugolini — già Segretario alla Giustizia nella scorsa legislatura — una figura con esperienza istituzionale solida per affrontare un dossier delicato come quello sanitario. A lui, da queste pagine, va il primo augurio di buon lavoro.

Nella sua prima uscita pubblica, Ugolini ha indicato con chiarezza la rotta richiamando l’ordine del giorno approvato il 27 febbraio scorso: certo, c’è il progetto del nuovo ospedale, di cui si continuerà giustamente a discutere nei prossimi mesi tra studi di fattibilità e bandi. Ma il Segretario ha voluto mettere in cima alla lista qualcosa di più immediato e concreto per i sammarinesi: lo smaltimento delle liste d’attesa, il potenziamento della medicina territoriale, l’attenzione alle persone più fragili, lo sviluppo della RSA Casale La Fiorina, le politiche per la disabilità, l’assistenza domiciliare e la tutela dei minori. È su questo terreno — quello che le famiglie toccano con mano ogni giorno — che si misurerà gran parte del suo mandato, ed è un terreno su cui il lavoro impostato negli ultimi mesi offre già basi solide da cui ripartire.

Le liste d’attesa: un cantiere già avviato

Lo smaltimento delle liste d’attesa resta l’obiettivo che più sta a cuore ai cittadini, ed è positivo che Ugolini lo abbia messo al primo posto. Il Comitato esecutivo dell’ISS ha già messo in campo alcune misure di efficientamento che vanno nella direzione giusta: dodici nuovi posti il sabato dedicati alle risonanze magnetiche, l’apertura di un hospice temporaneo ricavato dai locali dell’ex reparto Covid, e un uso più mirato del robot chirurgico — riservato ai soli interventi complessi — che porta con sé un risparmio stimato di 250mila euro per il 2026. Sono esempi concreti di come si possa fare di più senza necessariamente spendere di più, semplicemente riorganizzando meglio le risorse esistenti. Ugolini raccoglie un percorso già impostato, e il compito che ha davanti è quello di dargli continuità e, dove possibile, accelerarlo.

Sono esempi concreti di come si possa fare di più senza necessariamente spendere di più, semplicemente riorganizzando meglio le risorse esistenti.

L’efficientamento silenzioso che conta più dei titoli

È proprio sul fronte dell’efficientamento gestionale che la sanità sammarinese sta mostrando segnali incoraggianti, spesso poco raccontati rispetto al grande dossier ospedaliero. L’accordo in fase di perfezionamento con l’Emilia-Romagna per accedere alla centrale unica acquisti permetterà di risparmiare su strumenti e farmaci, mettendo a fattor comune l’esperienza di un sistema sanitario più grande. Sul fronte del personale, si lavora sui profili di ruolo e sulla valutazione degli occupati, per usare meglio le competenze già presenti in organico. E il nuovo centro sanitario di Borgo Maggiore, atteso entro fine anno, rafforzerà proprio quella medicina territoriale che Ugolini ha indicato come priorità: più assistenza vicino a casa, meno pressione sul pronto soccorso. Sono tasselli che, messi insieme, valgono probabilmente più di un singolo grande annuncio.

Fragilità, RSA e minori: capitoli che meritano attenzione costante

Colpisce, e va segnalato positivamente, che il nuovo Segretario abbia citato uno per uno anche i temi meno “mediatici” del welfare sanitario: lo sviluppo della RSA Casale La Fiorina, le politiche per la disabilità, il rafforzamento dell’assistenza domiciliare territoriale, la tutela dei minori. Sono i capitoli su cui si misura la qualità reale di un sistema di cura, spesso silenziosi finché non si è direttamente coinvolti — un genitore che invecchia, un figlio con bisogni speciali, una famiglia che ha bisogno di essere seguita a casa. Tenerli nell’agenda fin dal primo giorno è un buon segnale di metodo.

Il nodo dei medici

Resta, come sfida trasversale, quella di attrarre professionisti qualificati: a dicembre, in Pediatria, una dottoressa ha coperto 67 ore settimanali per garantire il servizio, un carico di lavoro che racconta bene quanto sia necessario rafforzare gli organici. Ugolini ha indicato la capacità di attrarre “medici di alto livello” come obiettivo esplicito, ed è probabilmente la condizione abilitante per far funzionare tutto il resto: senza personale sufficiente, anche il miglior piano di efficientamento trova un limite.

Buon lavoro, Segretario

Ugolini si presenta con il linguaggio della continuità, richiamando esplicitamente il lavoro di Mularoni e l’intenzione di “dare le gambe” ai progetti già avviati. È un approccio serio, che riconosce il valore di quanto già impostato invece di ripartire da zero per inseguire l’annuncio a effetto. Il compito, ora, è trasformare misure di efficientamento già in corso — le risonanze del sabato, la centrale acquisti con l’Emilia-Romagna, il centro di Borgo Maggiore — in risultati che i sammarinesi possano toccare con mano nei tempi di attesa reali. Buon lavoro, Segretario Ugolini: la strada è tracciata, ora tocca percorrerla.

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