Dal caro casa a Cuba, dalla CEDU all’Accordo Ue, fino a violenza di genere e social ai minori: tutti i voti del Consiglio sugli ordini del giorno

da | 21 Lug 2026

Il Consiglio Grande e Generale, nella seduta di martedì 21 luglio 2026, riparte dal comma 11: votazione ordini del giorno presentati nelle precedenti sessioni consiliari. 

Il dibattito si concentra in prima battuta sull’ordine del giorno presentato da Domani Motus Liberi sull’emergenza casa. Carlotta Andruccioli (D-ML) sostiene che l’aumento dei prezzi di vendita e dei canoni di locazione, unito alla diminuzione degli alloggi disponibili, stia comprimendo il diritto all’abitare e chiede un piano straordinario per incrementare l’offerta di case, monitorare gli effetti delle residenze atipiche, rivedere i criteri per i benefici sulla prima casa e contrastare la speculazione immobiliare, sottolineando che “è una questione che non si risolve con gli slogan, ma con interventi mirati e programmati”. Il Segretario di Stato Matteo Ciacci riconosce la gravità del fenomeno ma invita a leggere il caro affitti nel contesto più ampio dell’aumento del costo della vita. Rivendica quindi i risultati già ottenuti con la legge sull’emergenza casa, dalla riduzione del 50% delle residenze atipiche per pensionati all’aumento dei mutui prima casa e delle ristrutturazioni, sostenendo però che serviranno ulteriori interventi. Antonella Mularoni (RF) annuncia il voto favorevole all’ordine del giorno, ma giudica insufficiente l’azione del Governo, affermando che “la casa è un bene primario” e che “le politiche messe in campo non hanno prodotto i risultati sperati”, chiedendo anche maggiori controlli sulle residenze e nuove garanzie per chi concede immobili in affitto. Dalla maggioranza Paolo Crescentini (PSD) riconosce che il tema è molto sentito ma ritiene prematuro giudicare una legge approvata solo un anno fa, osservando che “una legge da sola non può risolvere tutti i problemi, tantomeno nell’immediato” e annunciando il voto contrario perché il Governo starebbe già lavorando su ulteriori misure. Gaetano Troina (D-ML) replica che il problema resta attuale e invita tutta l’Aula ad approvare il testo, ricordando che le residenze atipiche per sportivi continuano a incidere sul mercato e che occorre aggiornare anche la normativa sulle locazioni. Matteo Zeppa (Rete), pur riconoscendo al Segretario Ciacci il merito di “metterci la faccia”, ritiene riduttivo limitarsi a respingere l’ordine del giorno, sostenendo che il problema della casa è il risultato di più fattori, dall’inflazione alla perdita del potere d’acquisto, e che sia necessario mantenere un monitoraggio costante e riferire periodicamente al Consiglio. Al termine del confronto, nonostante il sostegno delle opposizioni, l’ordine del giorno viene respinto dalla maggioranza. 

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Il secondo ordine del giorno affronta la situazione umanitaria di Cuba e l’embargo statunitense. Giuseppe Maria Morganti (Libera) presenta il testo, elaborato anche con il contributo della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, chiedendo che San Marino continui a promuovere nelle sedi internazionali iniziative diplomatiche per la cessazione dell’embargo e per favorire l’accesso della popolazione cubana a beni essenziali, medicinali e servizi fondamentali. Il Segretario di Stato Luca Beccari esprime il pieno sostegno del Governo, ricordando che “siamo sempre stati assolutamente al fianco del popolo cubano” e ribadendo che l’embargo rappresenta “una pratica che disconosciamo a livello internazionale”, ritenendo necessario ricostruire il dialogo con un Paese ormai allo stremo. Matteo Zeppa (Rete) annuncia il voto favorevole, sostenendo che San Marino debba continuare a far sentire la propria voce negli organismi internazionali e definisce l’embargo “una pratica internazionale dissennata”. Sara Conti (Repubblica Futura) esprime solidarietà al popolo cubano e condanna l’embargo, ma contesta un’impostazione che considera incompleta perché, a suo giudizio, trascura le responsabilità del regime. Sottolinea che “sarebbe intellettualmente disonesto ignorare che Cuba vive da oltre sessant’anni sotto un regime autoritario” e richiama la necessità di distinguere “fra il popolo e il regime che lo governa”, annunciando quindi l’astensione del suo gruppo. Gian Nicola Berti (Alleanza Riformista) spiega invece il sostegno all’ordine del giorno sottolineandone il carattere prevalentemente umanitario. Pur definendo Cuba “un’isola finita nelle mani di una dittatura”, ritiene che le restrizioni colpiscano soprattutto la popolazione e non chi detiene il potere, motivo per cui auspica che la diplomazia sammarinese continui a operare per alleviare le sofferenze del popolo cubano. Al termine del confronto, l’ordine del giorno viene approvato a maggioranza.

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Segue l’Odg di Repubblica Futura “per impegnare il Governo a ritirare il bando per la selezione del Giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per San Marino e a riemetterlo con la richiesta della cittadinanza o della residenza in Repubblica quale requisito”. Antonella Mularoni (RF) critica duramente il bando, sostenendo che rappresenti “la punta dell’iceberg” di una progressiva svalutazione delle professionalità giuridiche sammarinesi e chiede di revocarlo per pubblicarne uno nuovo riservato ai cittadini o ai residenti, ricordando che “chi meglio di un cittadino di quel Paese può conoscere il diritto nazionale?”. Il Segretario di Stato Luca Beccari replica che la procedura è disciplinata in larga parte dal Consiglio d’Europa e precisa che non si tratta di un normale concorso pubblico, ma di una selezione finalizzata a individuare una terna da sottoporre a Strasburgo. Sottolinea inoltre che l’apertura ai candidati esterni “non pregiudica a priori la possibilità per un sammarinese di essere selezionato” e ribadisce la convinzione che vi siano professionisti sammarinesi pienamente in grado di competere. Giulia Muratori (Libera) conferma che il Consiglio d’Europa attribuisce grande importanza ai requisiti dei candidati e, pur auspicando la scelta di un sammarinese, ritiene corretto mantenere una procedura che garantisca una terna di alto profilo, ricordando che il bando prevede già una preferenza per cittadini e residenti a parità di requisiti. Gaetano Troina (D-ML) si schiera invece a favore dell’ordine del giorno, sostenendo che San Marino dovrebbe “iniziare ad avere un approccio diverso nella selezione delle persone chiamate a rappresentare la Repubblica all’estero” e proponendo un primo bando riservato ai sammarinesi, da estendere eventualmente all’esterno solo in un secondo momento. Dalla maggioranza Silvia Cecchetti (PSD) osserva che “il criterio fondamentale deve essere sempre il merito, la competenza, l’imparzialità e la sensibilità necessaria per operare nella tutela dei diritti fondamentali”  aggiungendo che restringere la platea dei candidati non significherebbe tutelare i sammarinesi, ma limitare le opportunità. Sulla stessa linea Gian Nicola Berti (AR), che definisce “priva di senso” una limitazione preventiva della selezione, ricordando le difficoltà di un piccolo Stato nel reperire figure con tutti i requisiti richiesti, e Manuel Ciavatta (PDCS), secondo il quale il bando “non squalifica i sammarinesi”, ma amplia semplicemente il bacino dei candidati per garantire la migliore qualità possibile della terna da presentare alla Corte di Strasburgo. L’Odg viene respinto.

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Il confronto sull’ordine del giorno di Domani–Motus Liberi dedicato al Piano strategico di sviluppo economico e allo studio di impatto dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea ruota attorno a una questione di fondo: per D-ML serve ancora una pianificazione condivisa per accompagnare l’attuazione dell’Accordo, mentre la maggioranza sostiene che quel lavoro sia già stato svolto durante il lungo negoziato. Fabio Righi (D-ML) presenta il documento chiedendo l’elaborazione di una strategia di sviluppo di lungo periodo e di un’analisi organica degli effetti economici dell’Accordo, affermando che “questo lavoro rimane comunque necessario” e invitando l’Aula a costruire insieme un percorso condiviso, senza pregiudizi politici. Il Segretario di Stato Luca Beccari respinge però l’impostazione dell’ordine del giorno, spiegando che il Governo non può accettare “la narrazione secondo la quale tutte le persone che hanno lavorato a questo dossier… avrebbero operato in maniera cieca”, ricordando che il negoziato è stato preceduto da anni di studi e approfondimenti e ribadendo la disponibilità a confrontarsi, ma partendo dal lavoro già svolto. Gerardo Giovagnoli (PSD) definisce la proposta tardiva, osservando che il percorso verso l’Accordo è il risultato di “anni di cambiamenti” e sostenendo che oggi la priorità non sia rifare le analisi ma “applicare l’Accordo il prima possibile per garantire il maggiore sviluppo possibile al Paese”. In replica, Righi ribadisce che il tema non riguarda la scelta tra associazione e adesione, ma la definizione del modello di sviluppo successivo alla firma dell’Accordo. Sottolinea che “il compito della politica è costruire il futuro, non limitarsi a garantire una normalizzazione” e chiede di conoscere quali siano i settori sui quali il Paese intenda puntare, gli investimenti necessari e i costi dell’adeguamento della pubblica amministrazione. Michela Pelliccioni (indipendente) critica invece la posizione di Domani–Motus Liberi, ritenendo che il partito stia portando avanti “un’azione scomposta” e sostenendo che insistere su referendum e contestazioni all’Accordo rappresenti un approccio ormai isolato rispetto al percorso condiviso dalla maggior parte delle forze politiche e del sistema economico sammarinese.

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L’ordine del giorno dedicato alla carenza di personale nel settore turistico – proposto da Michela Pelliccioni (indipendente) – viene approvato all’unanimità. Pelliccioni illustra il testo condiviso da tutta l’Aula, spiegando che, oltre all’aggiornamento dei termini temporali, sono stati inseriti nel tavolo di lavoro anche l’ULPA e la Consulta dei cittadini sammarinesi all’estero. Sottolinea come la difficoltà nel reperire personale non riguardi soltanto San Marino, ma l’intero contesto europeo, evidenziando che dopo il Covid “i giovani cercano maggiori certezze, una migliore flessibilità e risposte più vicine alle proprie esigenze”. Per questo propone un piano di medio-lungo periodo che coinvolga istituzioni, scuola, università, parti sociali e categorie economiche, con l’obiettivo di ripensare l’organizzazione del lavoro e rafforzare la formazione nel comparto turistico. Il Segretario di Stato Federico Pedini Amati accoglie con favore l’iniziativa, osservando che la presenza delle firme di tutte le forze politiche dimostra come “per una volta, l’intera Aula condivide pienamente l’impostazione proposta”. Condivide la necessità di un tavolo di lavoro per migliorare orari, flessibilità e condizioni dei lavoratori del turismo e del commercio, sottolineando che il settore fatica sempre più a trovare personale proprio per le caratteristiche dell’attività. 

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L’Aula esprime un voto unanime anche a favore dell’Odg di Rete che mira ad “impegnare il Congresso ad inserire – entro tre mesi dall’approvazione dello stesso – un comma all’interno dei lavori del Consiglio Grande e Generale per garantire e fornire dati aggiornati sulla base della Relazione dell’Authority per le Pari Opportunità”. Matteo Zeppa (Rete) presenta inizialmente la proposta chiedendo che il Congresso di Stato porti periodicamente all’attenzione del Consiglio dati aggiornati basati sulla relazione dell’Authority per le Pari Opportunità. Nel suo intervento denuncia il rischio di minimizzare il fenomeno, definendo “vergognoso, osceno e profondamente patriarcale” un recente articolo pubblicato online che ridimensionava il problema, e richiama i dati dell’Authority e del GREVIO, ricordando che gran parte delle violenze avviene in ambito familiare e spesso davanti ai minori. Il Segretario di Stato Andrea Belluzzi esprime il parere favorevole del Governo, proponendo però di trasferire il confronto in una seduta congiunta delle Commissioni competenti per consentire un approfondimento più organico e coordinato. Giulia Muratori (Libera) sottolinea che “i numeri riportati dimostrano chiaramente che il problema a San Marino esiste e non è una menzogna”, respingendo ogni tentativo di sminuire il lavoro del GREVIO. Denise Bronzetti (AR) insiste sulla necessità di partire dai dati già raccolti e di affrontare il tema in una commissione congiunta. Francesca Civerchia (PDCS) richiama l’importanza di rafforzare la prevenzione e di non trascurare altre forme di violenza, comprese quelle ai danni delle persone con disabilità. Silvia Cecchetti (indipendente) ribadisce che San Marino ha già compiuto passi significativi sul piano normativo, ma invita a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno. Giovanna Cecchetti (indipendente) evidenzia il valore delle indicazioni del GREVIO, ricordando che il basso numero di denunce non significa assenza di violenza e che occorre sostenere maggiormente le vittime. Enrico Carattoni (RF) osserva che la risposta non può limitarsi agli interventi legislativi, ma deve tradursi anche in misure concrete, proponendo di destinare immobili pubblici all’accoglienza delle vittime di violenza. Carlotta Andruccioli (D-ML) afferma che il fenomeno è reale e va affrontato con un approccio complessivo che unisca prevenzione, tutela delle vittime, repressione dei reati e cambiamento culturale. Al termine del dibattito Zeppa chiede una sospensione dei lavori per elaborare un testo condiviso con tutti i gruppi. Alla ripresa della seduta presenta un nuovo ordine del giorno sottoscritto dall’intera Aula, che impegna il Congresso di Stato a portare entro settembre 2026 il tema all’esame congiunto delle Commissioni competenti, fornendo dati aggiornati e sviluppando un percorso di approfondimento sulle criticità evidenziate dalla relazione dell’Authority per le Pari Opportunità. Il documento viene quindi approvato all’unanimità.

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Piena convergenza dell’Aula anche sull’Ordine del giorno della maggioranza “per impegnare il Governo ad intraprendere un percorso di approfondimento sull’utilizzo dei social network e delle piattaforme digitali da parte dei minori nella Repubblica di San Marino”. Matteo Rossi (PSD), illustrando la proposta a nome della maggioranza, sottolinea che il tema è ormai al centro del dibattito internazionale e richiama gli interventi già adottati in diversi Paesi europei. Ricorda inoltre lo studio dell’Università di San Marino sul benessere degli adolescenti e ribadisce che l’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma costruire un confronto fondato su dati scientifici e sull’educazione digitale, anche alla luce di fenomeni come cyberbullismo, disagio giovanile e utilizzo eccessivo dei dispositivi. Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini esprime il pieno sostegno del Governo, ricordando che anche l’Unione europea e diversi Stati stanno valutando misure sempre più restrittive sull’accesso dei minori ai social network. Sottolinea che San Marino ha già avviato percorsi di prevenzione nelle scuole contro bullismo e cyberbullismo, ma ritiene necessario un ulteriore salto di qualità, affermando anche che, a titolo personale, adotterebbe “quanto adotterà l’Unione Europea, quantomeno in termini di coprifuoco”. Michela Pelliccioni (indipendente) invita a non limitare il dibattito alla sola età di accesso ai social, sostenendo che il vero nodo riguarda il funzionamento degli algoritmi e delle piattaforme digitali. Matteo Casali (RF) condivide l’impostazione conoscitiva dell’ordine del giorno, pur chiedendo tempi e modalità più definiti per lo svolgimento del percorso di approfondimento. Gaetano Troina (D-ML) richiama invece la responsabilità degli adulti, osservando che il problema non può essere risolto soltanto con divieti e studi, ma richiede una vasta opera di sensibilizzazione rivolta a tutta la popolazione, affinché siano proprio gli adulti a sviluppare per primi un utilizzo consapevole delle tecnologie. L’Odg è approvato all’unanimità. 

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Respinto invece l’Odg, presentato da Repubblica Futura, che chiedeva al Governo di revocare con effetto immediato l’incarico conferito all’avv. Luciano Calamaro e di affidare il ruolo di agente del Governo al dirigente o a un funzionario dell’Avvocatura dello Stato, ritenendo che tale funzione dovesse essere ricoperta da professionalità interne, come previsto dalla normativa vigente. Enrico Carattoni (RF) sostiene che la decisione rappresenti un’ulteriore mortificazione delle professionalità sammarinesi e che contrasti con la legge del 2022, criticando inoltre il crescente ricorso a professionisti esterni in incarichi di particolare rilievo. Il Segretario di Stato Andrea Belluzzi respinge integralmente l’ordine del giorno, definendolo “assolutamente irricevibile” sia nei contenuti sia nelle conclusioni. Contesta l’utilizzo del termine “fedeltà”, ribadendo che l’unica fedeltà richiesta è quella verso lo Stato, e difende la scelta del Governo come parte di una più ampia riorganizzazione dell’Avvocatura dello Stato e della rappresentanza davanti alla Corte di Strasburgo. Nel dibattito Silvia Cecchetti (PSD) sostiene che il criterio fondamentale debba essere il merito e non la cittadinanza o la residenza, ritenendo che il Governo debba poter scegliere la figura più qualificata per un incarico così delicato. Antonella Mularoni (RF) insiste invece sul presunto contrasto tra la nomina e la normativa vigente, sostenendo che, se si vuole modificare l’assetto dell’Avvocatura dello Stato, occorra prima cambiare la legge e non intervenire con una semplice delibera del Congresso di Stato. Giuseppe Maria Morganti (Libera) condivide la necessità di valorizzare prioritariamente le professionalità sammarinesi e manifesta perplessità sul ricorso sistematico a consulenti esterni, ma ritiene eccessiva la richiesta di revocare immediatamente un incarico già conferito e annuncia quindi il voto contrario del suo gruppo.

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Il Consiglio Grande e Generale ha inoltre approvato all’unanimità un ordine del giorno della maggioranza e dei consiglieri indipendenti Giovanna Cecchetti e Michela Pelliccioni dedicato alle politiche giovanili. Il documento, illustrato in Aula da Tomaso Rossini (PSD), impegna il Governo a istituire uno Sportello InForma Giovani, individuare spazi pubblici da destinare all’aggregazione dei ragazzi, favorire le iniziative promosse dai gruppi giovanili, aderire alla rete europea Eurodesk, semplificare le procedure per l’organizzazione di eventi e affidare all’Università di San Marino una ricerca scientifica sull’utilizzo di social network e smartphone da parte dei più giovani, riferendo successivamente al Consiglio sullo stato di attuazione degli interventi. Il Governo ha espresso pieno sostegno all’iniziativa, confermando la disponibilità a sviluppare ulteriormente le politiche giovanili del Paese. 

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Con il comma 12, l’Aula procede alla ratifica di una serie di Decreti-Legge e Decreti-Delegati. Via libera al Decreto-Legge sulla proroga della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, con il termine di presentazione che, in via straordinaria, slitta dal 31 luglio al 31 agosto 2026 a causa dei ritardi negli aggiornamenti informatici resi necessari dalle recenti modifiche normative. Il secondo Decreto ratificato interviene invece sul settore dei carburanti, prorogando temporaneamente le misure fiscali e il sostegno previsto attraverso la San Marino Card per mantenere competitivo il prezzo dei carburanti rispetto all’Italia. Il Governo ha precisato che si tratta di un intervento transitorio, destinato a cessare alla fine del mese con la scadenza delle analoghe misure adottate dal Governo italiano. Ratificato, successivamente, il Decreto – Legge 3 luglio 2026 n.88 – Modifica degli articoli 12, 30, 31 e dell’Allegato E al Decreto Delegato 27 aprile 2012 n.44 “Codice Ambientale” e successive modifiche e proroga dei termini per gli interventi di sdoppiamento delle reti fognarie.

Alle 19.45 i lavori vengono sospesi. Riprenderanno domani alle ore 9.00. 

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