Violenza sulle donne, il Consiglio si compatta: unanimità sull’ordine del giorno

da | 21 Lug 2026

Il Consiglio Grande e Generale trova una posizione comune sul tema della violenza di genere, approvando all’unanimità un ordine del giorno condiviso da tutte le forze politiche che impegna il Congresso di Stato a riportare entro settembre 2026 la questione all’esame congiunto delle Commissioni competenti, corredandola con dati aggiornati basati sulla relazione dell’Authority per le Pari Opportunità e avviando un percorso di approfondimento sulle criticità emerse.

La discussione prende avvio dall’ordine del giorno presentato da Matteo Zeppa (Rete), che chiede un aggiornamento periodico al Consiglio sui dati relativi alla violenza di genere. Nel suo intervento il consigliere punta il dito contro chi tende a ridimensionare il fenomeno, definendo “vergognoso, osceno e profondamente patriarcale” un recente articolo pubblicato online che, a suo giudizio, minimizzava il problema. Zeppa richiama inoltre i dati contenuti nella relazione dell’Authority e quelli del GREVIO, ricordando come gran parte degli episodi di violenza avvenga in ambito familiare e, spesso, alla presenza di minori.

Il Governo esprime subito parere favorevole. Il Segretario di Stato Andrea Belluzzi condivide l’impostazione dell’iniziativa, proponendo però di sviluppare il confronto in una seduta congiunta delle Commissioni competenti, così da affrontare il tema in maniera più organica e coordinata.

Nel corso del dibattito emerge una sostanziale convergenza tra maggioranza e opposizione. Giulia Muratori (Libera) ribadisce che “i numeri riportati dimostrano chiaramente che il problema a San Marino esiste e non è una menzogna”, respingendo ogni tentativo di mettere in discussione il lavoro svolto dal GREVIO. Denise Bronzetti (Alleanza Riformista) insiste sulla necessità di partire dai dati già raccolti e di approfondire la questione in una commissione congiunta.

Anche Francesca Civerchia (PDCS) richiama l’importanza della prevenzione, invitando a non trascurare altre forme di violenza, comprese quelle che colpiscono le persone con disabilità. Silvia Cecchetti (indipendente) ricorda i passi avanti compiuti da San Marino sul piano normativo, sottolineando però che il fenomeno richiede un’attenzione costante. Giovanna Cecchetti (indipendente) evidenzia invece come il basso numero di denunce non possa essere interpretato come assenza di violenza, ribadendo la necessità di sostenere maggiormente le vittime.

Nel dibattito intervengono anche Enrico Carattoni (Repubblica Futura), che propone di affiancare agli strumenti legislativi misure concrete come la destinazione di immobili pubblici all’accoglienza delle vittime, e Carlotta Andruccioli (Domani Motus Liberi), secondo cui il fenomeno va affrontato con un approccio complessivo che coniughi prevenzione, tutela delle vittime, repressione dei reati e cambiamento culturale.

Al termine della discussione Zeppa chiede una sospensione dei lavori per elaborare un testo condiviso con tutti i gruppi consiliari. Alla ripresa della seduta viene presentato un nuovo ordine del giorno, sottoscritto dall’intera Aula, che recepisce le indicazioni emerse durante il confronto e impegna il Congresso di Stato a portare la questione entro settembre 2026 all’esame congiunto delle Commissioni competenti, corredandola con dati aggiornati e con un percorso di approfondimento sulle criticità evidenziate dalla relazione dell’Authority per le Pari Opportunità. Il documento viene approvato all’unanimità, chiudendo il dibattito con un voto condiviso da tutte le forze politiche.

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