Il Consiglio Grande e Generale ha aperto i lavori odierni con il giuramento del nuovo Segretario di Stato per la Sanità, Massimo Andrea Ugolini, e del consigliere Massimo Maiani, subentrato nei banchi del Pdcs, per poi concentrare il confronto politico sulla prima lettura della variazione al Bilancio di previsione 2026 e sulla nomina della Commissione consiliare d’inchiesta relativa alla vicenda della tentata acquisizione di Banca di San Marino. Il dibattito è stato caratterizzato da un confronto serrato tra maggioranza e opposizione: da un lato il Governo ha rivendicato il miglioramento dei conti pubblici e della credibilità internazionale del Paese, dall’altro le forze di minoranza hanno contestato l’assenza di una strategia di sviluppo, la gestione del debito e le risorse stanziate per il contenzioso internazionale legato al caso bulgaro.
Presentando il progetto di legge di assestamento, il Segretario di Stato per le Finanze Marco Gatti ha definito il provvedimento una “variazione tecnica” destinata a recepire gli aggiornamenti dell’andamento finanziario dello Stato in vista della seconda lettura prevista per l’autunno. Il Segretario ha evidenziato il miglior andamento delle principali entrate tributarie, l’aumento prudenziale di 8 milioni del gettito IGR, la riduzione di 6,5 milioni degli interessi sul debito pubblico e una situazione di liquidità che, allo stato attuale, non rende necessario ricorrere a nuovi mutui a pareggio. Tra le misure contenute nel testo figurano anche l’emissione di ulteriori 50 milioni di titoli destinati alla sostituzione del debito irredimibile detenuto da Cassa di Risparmio, lo stanziamento di 2 milioni per l’eventuale arbitrato internazionale, 700 mila euro per la partecipazione all’Expo di Belgrado e il rifinanziamento di alcune spese obbligatorie.
La maggioranza ha letto l’assestamento come la conferma della solidità del percorso avviato negli ultimi anni. Sandra Stacchini (Pdcs) ha parlato di “miglioramento sostanziale dei conti dello Stato”, sottolineando che “abbiamo maggiori entrate, una liquidità stabile e una gestione del debito sempre più orientata all’efficienza”. Matteo Rossi (Psd) ha evidenziato il “trend estremamente positivo” certificato dagli upgrade delle agenzie di rating, sostenendo che “oggi siamo in un’ottima congiuntura” anche in vista dell’Accordo di associazione con l’Unione europea. Maddalena Muccioli (Pdcs) ha precisato che l’aumento del gettito IGR “non rappresenta 8 milioni di maggiore pressione fiscale”, ma deriva da effetti prudenzialmente stimati della riforma tributaria. Michele Muratori (Libera) ha invitato a evitare “facili trionfalismi, ma nemmeno catastrofismi”, ricordando il lavoro svolto nella legge finanziaria per contenere la spesa. Oscar Mina (Pdcs) ha definito la variazione “una scelta di responsabilità”, mentre Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha indicato l’espansione della base imponibile come segnale di una “economia in ripresa”. Manuel Ciavatta (Pdcs) ha sostenuto che il bilancio potrebbe chiudersi in attivo per il secondo anno consecutivo, mentre Gemma Cesarini (Libera) ha parlato di “una manovra di consolidamento e non di emergenza”. Anche Luca Gasperoni (Pdcs) ha rivendicato il recupero di “credibilità, stabilità finanziaria e capacità di programmare il futuro”.
Sul fronte dell’opposizione sono invece emerse forti riserve. Emanuele Santi (Rete) ha riconosciuto gli effetti positivi dell’aumento del gettito e del minor costo del debito, ma ha contestato l’incremento delle spese correnti, affermando che “qualche riflessione seria su questo bilancio va fatta”. Matteo Casali (Repubblica Futura) ha criticato un assestamento “monco”, privo della parte relativa agli enti del settore pubblico allargato, mentre Carlotta Andruccioli (Domani-Motus Liberi) ha sostenuto che il documento “manca totalmente di una visione”. Nicola Renzi (Rf) ha chiesto maggiore trasparenza sugli effetti della riforma IGR e sulle future esigenze dell’ISS, lamentando una progressiva riduzione del controllo parlamentare sulla gestione del debito. Gaetano Troina (D-ML) ha invitato a non confondere il miglioramento del rating con la crescita dell’economia reale: “Il rating misura la capacità di pagare i debiti, non la forza del sistema economico”. Antonella Mularoni (Rf) ha parlato di un “libro dei sogni” privo di riscontri concreti nel testo di legge, mentre Fabio Righi (D-ML) ha osservato che “migliorare i numeri di un bilancio non significa disegnare la prospettiva del Paese”. Enrico Carattoni (Rf) ha riconosciuto il risparmio ottenuto sul costo del debito, ma ha criticato l’utilizzo immediato delle risorse liberate e lo stanziamento di 2 milioni per l’arbitrato internazionale.
Uno dei temi più discussi è stato proprio quello dell’arbitrato internazionale collegato alla vicenda dell’investitore bulgaro. Le opposizioni hanno attribuito allo stanziamento per la difesa legale una precisa responsabilità politica del Governo. “Se non ci fossimo messi in quella condizione probabilmente non avremmo dovuto spenderli”, ha affermato Santi. Renzi ha parlato del “conto che arriva per cose che sono esclusivamente vostre”, mentre Andruccioli ha chiesto spiegazioni su costi destinati a crescere. Dalla maggioranza è arrivata invece la difesa della scelta prudenziale: Manuel Ciavatta ha sostenuto che “è un atto di prudenza del Governo”, mentre Gemma Cesarini ha invitato a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda senza trarre conclusioni anticipate.
Altro elemento di confronto è stata la partecipazione di San Marino all’Expo 2027 di Belgrado. La maggioranza ha sostenuto convintamente lo stanziamento dei 700 mila euro previsti, definendolo un investimento strategico per le relazioni internazionali e la promozione del Paese. Matteo Rossi ha parlato di “evento importante”, mentre Michele Muratori ha sottolineato la necessità di “prepararsi al meglio”. Più articolato l’intervento del Segretario Federico Pedini Amati, che ha ricordato come la partecipazione fosse stata inizialmente esclusa nel bilancio di dicembre: “Non dobbiamo essere schizofrenici: non si può tagliare una voce a dicembre per poi dirci a luglio che partecipare è indispensabile”. Pur salutando con favore il cambio di orientamento della maggioranza, Pedini Amati ha espresso preoccupazione per i tempi ormai molto stretti dell’organizzazione.
Sul fronte delle prospettive di sviluppo, il dibattito si è allargato anche alle infrastrutture strategiche. Dai banchi della maggioranza Sandra Stacchini (Pdcs) ha indicato tra le priorità un data center, il potenziamento della rete mobile, l’ampliamento del bacino di accumulo delle acque e la realizzazione di un termovalorizzatore, definito uno strumento utile “sia per lo smaltimento dei rifiuti che per la produzione di energia”, nell’ottica dell’autonomia energetica del Paese. Anche Tomaso Rossini (Psd) ha richiamato la necessità di investire nell’autonomia energetica e idrica, mentre il Segretario Federico Pedini Amati ha sollecitato una strategia complessiva di rilancio infrastrutturale, osservando che “se parliamo continuamente solo di tagli senza avere una visione di dove vogliamo andare, io inizio a preoccuparmi”. Le opposizioni hanno però contestato l’assenza di un piano organico: Sara Conti (Rf) ha ironizzato sul fatto che “ci informano, a nostra totale insaputa, che si faranno il termovalorizzatore, il bacino imbrifero e persino un data center”, mentre Antonella Mularoni (Rf) ha parlato di un “libro dei sogni” non supportato da progetti concreti. Sul tema Guerrino Zanotti (Libera) ha invitato alla prudenza sul termovalorizzatore, ricordando le ridotte dimensioni del territorio sammarinese e osservando che un impianto di questo tipo richiederebbe probabilmente l’importazione di rifiuti dall’esterno, mentre ha espresso pieno sostegno agli investimenti per l’autonomia energetica e idrica.
Nelle conclusioni Marco Gatti ha respinto le critiche dell’opposizione, ribadendo che la variazione di bilancio non introduce una nuova politica economica ma aggiorna le previsioni già approvate. “Non siamo di fronte a un bilancio di previsione ma a una variazione di bilancio”, ha ricordato. Il Segretario ha rivendicato la crescita del PIL, passato da 1,4 a 2 miliardi di euro in sei anni, il calo del debito pubblico e l’avanzo primario registrato dal 2022, assicurando che il Governo continuerà a perseguire una gestione prudente della spesa e investimenti nei settori energetico, idrico e infrastrutturale.
L’altro momento politicamente più rilevante della seduta è stato l’avvio della Commissione consiliare d’inchiesta sulla vicenda della tentata acquisizione di Banca di San Marino. La nomina degli otto componenti è stata preceduta da un ampio dibattito. Nicola Renzi ha espresso dubbi sulla composizione non paritetica tra maggioranza e opposizione e sui criteri di incompatibilità adottati, auspicando un’indagine “dall’inizio alla fine” che accerti tutte le responsabilità. Fabio Righi ha definito la vicenda “uno spartiacque storico” per la Repubblica, sostenendo che la commissione dovrà “cercare la verità, non trovare scuse”. Gian Matteo Zeppa (Rete) ha chiesto che non vengano ostacoliti gli approfondimenti, invitando il rappresentante del suo gruppo a denunciare pubblicamente eventuali tentativi di limitare i lavori.
La maggioranza ha invece richiamato con forza l’esigenza di affrontare l’indagine senza pregiudizi. Matteo Rossi ha ricordato che la missione della commissione sarà “cercare la verità e accertare i fatti”, mentre Gerardo Giovagnoli ha raccomandato la massima riservatezza affinché gli atti non possano essere utilizzati nell’arbitrato internazionale. Giuseppe Maria Morganti ha invitato i commissari a “sgombrare il campo da ogni pregiudizio”, Gian Carlo Venturini (Pdcs) ha respinto l’idea che la maggioranza abbia voluto costruire una commissione sbilanciata e Maria Luisa Berti (Ar) ha auspicato un lavoro “con la massima obiettività”.
Il Segretario di Stato Stefano Canti ha confermato che tutta la documentazione disponibile è stata messa a disposizione delle forze politiche e ha ribadito che il compito della commissione sarà esclusivamente quello di valutare eventuali responsabilità politiche e amministrative senza interferire con il procedimento penale in corso. “Bisogna basarsi esclusivamente sugli atti e sulle prove”, ha dichiarato, difendendo l’operato della magistratura, di Banca Centrale e dell’Agenzia di Informazione Finanziaria. Ilaria Bacciocchi (Psd) ha sostenuto che “meno male che questo investitore è rimasto fuori dalla porta”, sottolineando la necessità di comprendere se il coordinamento tra politica, vigilanza, autorità giudiziaria e diplomazia abbia funzionato correttamente.
La commissione è stata quindi approvata a maggioranza con 48 voti favorevoli, nessun contrario e due astensioni.
Nel prosieguo della seduta il Consiglio ha affrontato una serie di nomine, tra cui quelle relative alla Commissione per l’edilizia residenziale e alla Commissione per le politiche giovanili, dibattendo anche sull’opportunità di una futura revisione normativa dell’organismo dedicato ai giovani. È stata inoltre ratificata la designazione degli esperti del Comitato garante per la contrattazione collettiva.
Via libera anche alla ratifica di alcuni accordi di pubblico impiego riguardanti l’Azienda autonoma di Stato per i servizi pubblici e la Funzione pubblica. Il Segretario Andrea Belluzzi ha spiegato che gli accordi sono finalizzati soprattutto alla riorganizzazione degli orari e all’introduzione della reperibilità, illustrando anche lo stato delle trattative aperte sul rinnovo del contratto del pubblico impiego e sul comparto scuola. Il Segretario Alessandro Bevitori ha definito strategico l’accordo relativo agli autisti, collegandolo allo sviluppo del servizio di mobilità SMUVI e ringraziando il personale “per aver accettato questa sfida”.





