Di seguito l’intervento integrale pronunciato ieri in Consiglio Grande e Generale dal consigliere Gian Matteo Zeppa (Rete) nel corso del dibattito seguito all’annuncio del completamento della procedura di approvazione dell’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea.
Gian Matteo Zeppa (Rete): «Io sono il primo esponente dell’opposizione a parlare in questo comma comunicazioni dopo anni e anni, credo che sia assolutamente logico e normale che sia così… Ne abbiamo già parlato anche ieri.
Io sono uno di quelli che ha applaudito quando il Segretario di Stato ha dato la notizia ufficiale del passaggio avvenuto in sede COREPER. Credo fermamente che si tratti di un passaggio molto importante, che segna per la Repubblica di San Marino il passaggio dall’età dell’adolescenza a quella adulta, coinvolgendo tutta la nostra cultura politica, sociale, economica e finanziaria.
Questa notte ci ho pensato un po’ su e mi sono fatto un’idea precisa della situazione di San Marino, anche se magari potrebbe essere sbagliata. Io ho sempre pensato che all’interno di questi nostri 61 chilometri quadrati siamo sempre stati un po’ come una sorta di setta, nel senso buono del termine, ovvero siamo stati autoreferenziali per anni e ne abbiamo pagato duramente lo scotto. Ce lo ricordiamo bene tutto quello che è successo dal 2008 in poi e ogni volta che qualcuno dall’esterno veniva a farci delle analisi precise sulla nostra situazione.
L’ultimo caso, di cui avrò modo di parlare più avanti discutendo un ordine del giorno specifico, riguarda ad esempio le risultanze del rapporto GREVIO sulla violenza contro le donne a San Marino. Abbiamo purtroppo dei personaggi che definisco “settari”, persone che fingono di essere degli editorialisti e a cui non va bene affatto che si parli apertamente della violenza sulle donne perché sostengono che non avremmo i numeri per parlarne; avrò modo di approfondire questo punto più tardi durante la presentazione dell’ordine del giorno.
Quindi ieri ero molto contento e oggi lo sono ulteriormente, a prescindere dal fatto che io sieda tra i banchi dell’opposizione; questo non dovrebbe affatto essere un discorso divisivo. Come ho detto, credo che siamo di fronte a un passaggio decisivo verso l’età adulta e questo significa iniziare finalmente a creare una vera cultura europea, con un respiro più ampio, uscendo da quella mentalità ristretta e settaria legata solo a questi 61 chilometri quadrati.
È stata proprio quella mentalità a permettere alla politica, alle associazioni, agli “amici degli amici” e ai banchieri che frodavano lo Stato di vantarsi persino di imperversare all’interno del nostro territorio. Io credo che questo accordo sia tutelante per tutti noi e, come ho già fatto ieri, voglio fare i complimenti al Segretario di Stato Luca Beccari che è stato il “finalizzatore” di questo percorso, nonostante il fuoco incrociato che si è scatenato contro di lui. Credo di essere stato uno dei pochissimi esponenti dell’opposizione a difenderlo anche pubblicamente.
Non si tratta di una questione di avvicinamento politico, perché la cultura politica è un’altra cosa; se uno esprime un apprezzamento per l’operato di un Segretario di Stato, non significa affatto che voglia avvicinarsi a quella fazione politica. Il punto è che siamo tutti esseri umani con pregi e difetti, si possono condividere o meno delle linee politiche, ma per me esiste una linea di demarcazione invalicabile: l’attacco personale basato sul nulla.
Ricordo bene la commissione mista dove sono intervenuti gli esponenti del Partito Socialista; gli hanno imputato di aver dato degli “ignoranti” ai cittadini, un’affermazione assolutamente falsa. Eppure continuano a scriverlo, non rispondono mai nel merito, non accettano il confronto e hanno passato mesi a ripetere questa falsità, salvo poi non presentarsi più agli incontri successivi. Questa per me è la “mala politica”, è una gestione sociale pessima operata da persone che utilizzano la propria capacità oratoria solo per diffondere nefandezze.
Detto questo, mi si consenta una riflessione sul trionfalismo di queste ore: è giusto che ci sia perché il Segretario ha finalizzato il percorso, ma come ho ricordato ieri, ci sono stati altri Segretari di diversi partiti e in diverse legislature che, a partire dal 2014, hanno iniziato questo cammino su mandato del Parlamento. Penso a Pasquale Valentini, Nicola Renzi, Antonella Mularoni e ovviamente allo stesso Luca Beccari; a tutti loro va riconosciuto il merito di aver mantenuto la stessa linea.
Allora, quando sento certi “saccenti” che si credono portatori di una cultura superiore affermare che siamo di fronte a una “democrazia fascista” o che questo percorso è portato avanti da un “parlamento fascista”, come è stato scritto proprio ieri, io dico che bisognerebbe studiare meglio la storia. Tutti i gruppi presenti in questa legislatura, sia di maggioranza che di opposizione, avevano come punto fermo nel programma la chiusura del negoziato. Non c’è nulla di fascista nel rispettare il voto dei cittadini: la gente ha votato il Pdcs, il Psd, ha votato tutti i partiti che sostenevano chiaramente questo obiettivo. Allora bisogna fare pace con il proprio cervello, perché non si può far finta di non vedere l’elefante nella stanza.
E l’elefante nella stanza è il blocco continuo operato dallo Stato bulgaro all’interno degli organismi EFTA e COREPER per la volontà di un cittadino privato, tale Assen, che millantava crediti non corretti verso il nostro Stato. Da lì è partita una narrazione che ha stoppato il percorso di San Marino, ma stranamente poche settimane fa parte di quei soldi sono stati dissequestrati e, magicamente, il percorso si è sbloccato in EFTA e COREPER.
L’elefante è lì e bisognerà fare valutazioni serie sul perché quelle somme siano state liberate; mi auguro che la commissione d’inchiesta faccia luce su questo, ma non possiamo far finta di niente e mi stupisce che quasi nessuno in maggioranza lo abbia accennato. Se dobbiamo fare tutti lo sforzo di diventare adulti e abbandonare il settarismo sammarinese, questo vale per la politica, per i corpi intermedi ma certamente anche per il tribunale e la Banca Centrale.
Dovranno finalmente spiegare come mai hanno bloccato 15 milioni di euro per poi sbloccarne una parte poco dopo, portando alla conclusione del percorso. Diplomaticamente trovo che sia stata una forzatura inaccettabile essere tenuti in scacco per la volontà di un privato cittadino bulgaro che faceva pressioni sul proprio governo, interferendo pesantemente contro la volontà di due Stati come San Marino e Andorra. Qualcuno in Banca Centrale o in tribunale dovrà venire a spiegare cosa è successo veramente, perché non possiamo limitarci a celebrare senza che qualcuno si assuma la responsabilità di quegli atti che hanno rischiato di fermare tutto. Questo è il discorso serio da fare, e non è affatto un modo per mettere le mani avanti.
Io ieri ero uno di quelli che durante la sospensione della Commissione Esteri è andato a brindare, perché per me questo accordo è “ossigeno” per il Paese. I cittadini e gli editorialisti possono scrivere quello che vogliono, possono anche “venire a prenderci a casa” come ho letto, ma io sono assolutamente convinto che l’entrata in Europa sia salvifica per San Marino.
Mi auguro però che ci sia anche un’evoluzione: un cittadino esprime una sua posizione sulla linea editoriale di RTV, un editorialista o presunto tale dice a un Segretario di Stato e alla TV di Stato di fare una contro replica e questi due organismi rispondono? Ma dov’è il ritegno di utilizzare anche l’informazione per attaccare le persone? Dov’è? E allora io mi auguro che questa Europa dia ampio respiro a tutti i cervelli, soprattutto a quelli di chi ha le idee ancora un po’ confuse.»





