Di seguito l’intervento integrale pronunciato ieri in Consiglio Grande e Generale dal consigliere Francesco Mussoni (PDCS) nel corso del dibattito seguito all’annuncio del completamento della procedura di approvazione dell’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea.
Francesco Mussoni (PDCS): «Io penso che in questo momento si rischi di essere un po’ ripetitivi, ma credo che sia assolutamente il momento giusto per fare certe riflessioni.
Voglio riconoscere al Segretario Luca Beccari il merito di aver finalizzato questo percorso nel migliore dei modi: anche se lui parla giustamente di un “ultimo chilometro” all’interno di un cammino molto più lungo, la sua capacità di mantenere una postura istituzionale corretta e una grande dignità di fronte a provocazioni, attacchi e momenti di estrema difficoltà è stata esemplare. Penso che il suo comportamento sia la testimonianza di un profondo rispetto per le istituzioni ed è doveroso riconoscerlo, non solo perché appartiene al mio stesso partito, ma perché gli va data prova di questa sua capacità.
Vorrei fare un ragionamento più ampio su come siamo arrivati a questo accordo, partendo da lontano, ovvero dal 2014. In quegli anni San Marino si trovava in black list, eravamo sotto attacco e non eravamo affatto riconosciuti come un interlocutore collaborativo; il Paese era considerato quasi un covo di persone poco raccomandabili e non godeva di alcun appoggio internazionale.
Proprio da quel governo di allora è iniziato il percorso per scegliere di avvicinarsi all’Unione Europea, e il risultato di oggi rappresenta un accreditamento e un riconoscimento essenziale di importanza epocale. Secondo me, questo accordo è il vero sigillo di garanzia per lo sviluppo e per la prospettiva politica ed economica della nostra Repubblica per i prossimi decenni.
Era esattamente quello che volevamo raggiungere quando ci sentivamo accerchiati da un clima negativo, e vedere che dopo circa dodici anni di lavoro costante, portato avanti da diversi governi e forze politiche diverse, siamo arrivati a questo traguardo, dimostra che la politica sammarinese ha saputo mantenere la barra dritta.
Con questo risultato si chiude il primo grande obiettivo di questa e delle scorse maggioranze; usciamo finalmente dall’isolamento istituzionale e apriamo un rapporto che non è più solo bilaterale con l’Italia, ma diretto con l’Unione Europea. Si tratta di un innalzamento significativo della nostra posizione che rappresenta la sfida del prossimo futuro per tutta la classe dirigente.
Il percorso di associazione ci metterà alla prova, richiedendo cambiamenti nelle relazioni istituzionali, nelle abitudini e nelle prassi quotidiane. Io credo che da un lato ci sarà una revisione graduale dei comportamenti per adottare i regolamenti comunitari, ma dall’altro dovremo elevare e intensificare la nostra “sammarinesità”, ovvero la nostra identità e le caratteristiche di un piccolo Stato storicamente riconosciuto.
Avverto una grande soddisfazione e anche un pizzico di commozione per questo passaggio di rinnovamento e di sfida che richiederà l’impegno di tutti noi.»





