Di seguito l’intervento integrale pronunciato ieri in Consiglio Grande e Generale dal consigliere Lorenzo Bugli (PDCS), nel corso del dibattito seguito all’annuncio del completamento della procedura di approvazione dell’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea.
Lorenzo Bugli (PDCS): «C’è un momento preciso nella vita politica in cui tutta la fatica accumulata smette finalmente di essere tale e si trasforma in quella che possiamo chiamare una vera vittoria, e io penso che oggi sia esattamente uno di quei giorni memorabili per la nostra Repubblica. Lo dico perché ieri abbiamo assistito alla votazione positiva presso il COREPER, che ha fatto seguito a quanto già avvenuto in sede EFTA, dove finalmente si è sbloccato quello stallo, quell’impasse che ci preoccupava tanto. È stata raggiunta la piena unanimità di tutti i paesi che compongono l’Unione Europea e oggi abbiamo finalmente la notizia in cui tutti gli Stati si sono espressi favorevolmente e a questo passaggio seguirà l’atto fondamentale della firma dell’accordo di associazione.
Secondo me questo risultato rappresenta una vittoria per l’intero Paese, proprio perché è un traguardo portato avanti con costanza attraverso diverse legislature e da tutte le componenti che siedono all’interno di quest’aula consiliare. Quasi tutti i partiti presenti hanno toccato con mano questo incarico anche in ruoli di governo negli anni passati e hanno avuto modo di sostenere convintamente il percorso di associazione con l’Unione Europea.
Questo è stato possibile grazie a un grande lavoro, come ho ripetuto più volte durante i commi comunicazioni, svolto dalla Segreteria per gli Affari Esteri che ha saputo cambiare marcia, effettuando quello “switch” fondamentale che ci ha permesso di non restare incatenati semplicemente ai pareri tecnici. Portando la questione sul piano politico, siamo riusciti ad avanzare con una certa celerità negli ultimi anni della precedente legislatura e in questo inizio della nuova.
Questo passaggio è stato decisivo perché ha permesso di arrivare al grande risultato di oggi attraverso quella rete diplomatica forte e capace che il nostro Paese, nella sua storia, ha sempre saputo rappresentare con forza. Io ho sempre sostenuto nei miei interventi che San Marino possiede un’unica vera ricchezza, che non è il petrolio, non è l’oro e non sono nemmeno le grandi aziende in senso stretto, ma è proprio la nostra capacità diplomatica di tessere relazioni e di farci protagonisti nei contesti internazionali; questo accordo è il frutto maturo di tale capacità.
Adesso però c’è ancora molto lavoro da fare e non possiamo limitarci a festeggiare, perché dobbiamo pensare che ora ci aspetta la fase della ratifica. Quel lavoro diplomatico, che è la nostra risorsa più importante, sarà ancora più cruciale perché dovremo interloquire con tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, i quali dovranno esprimersi all’interno dei propri parlamenti nazionali per appoggiare pienamente quanto già fatto in questi giorni in sede EFTA e COREPER.
Il lavoro quindi non si ferma affatto, ma va continuato con tenacia, mantenendo salde le relazioni con i singoli Stati e portando avanti quell’ottimo lavoro che anche il Presidente della Commissione Affari Esteri sta svolgendo attraverso i gruppi di amicizia parlamentare; secondo me sono proprio questi gruppi, insieme al corpo diplomatico, il “sale” effettivo della nostra ricchezza relazionale.
Oltre al fronte diplomatico esterno, c’è un lavoro interno al Paese che deve essere portato avanti con estrema celerità perché è necessario trovarci pronti per i recepimenti normativi che arriveranno qui in Consiglio Grande e Generale. Dobbiamo ragionare su come recepire al meglio le direttive e su come coinvolgere tutti gli attori sociali e gli uffici pubblici in questo piano di ammodernamento.
C’è poi un altro compito importante, che a volte vedo trascurato o caricato di troppi tecnicismi, ed è il lavoro di cultura e conoscenza all’interno del Paese. Molti cittadini chiedono giustamente che questo percorso venga spiegato meglio e io penso che servano più iniziative per illustrare i contenuti dell’accordo. So bene che a volte siamo stanchi di doverlo fare continuamente, ma è un dovere perché purtroppo c’è chi lavora in maniera oscura per alimentare un infelice populismo, continuando a scrivere e a gridare che arriveranno i migranti o chissà quali altre sciagure, alimentando la paura dell’ignoto.
Questo populismo va bloccato perché genera scontri, specialmente sui social network, che non fanno bene al Paese e non aiutano un dialogo sano e democratico, soprattutto quando queste critiche arrivano da chi quei dossier li ha visti o ha fatto parte di governi che hanno sostenuto l’accordo. Non ci si può trovare improvvisamente smarriti davanti al testo; si deve invece lavorare per farlo comprendere, magari anche opinando su tempistiche o peculiarità, ma sempre all’interno di un confronto costruttivo.
Passata la gioia del brindisi per la vittoria, inizia il tempo della responsabilità. Partiti come il mio tengono moltissimo al concetto di responsabilità e di lavoro, ed è una responsabilità che va allenata ogni giorno per non cadere nella tentazione di pensare di aver già fatto tutto. Ci sono ancora tante risposte che dobbiamo dare ai cittadini, ai nostri giovani e alle nostre imprese che ci sollecitano con documenti formali e che non possono più essere rimandate.
Noi come partito, insieme a tutta la maggioranza, porteremo avanti con tenacia un’agenda che oggi è diventata prioritaria, perché per dirla come si direbbe in Italia, oggi ai “franchi tiratori” è andata male; adesso bisogna voltare pagina e lavorare per portare a casa questo grande riconoscimento con concretezza.»





