“San Marino alla Biennale per aprire ponti nel mondo: arte, suono e identità culturale al centro del Padiglione 2026”

da | 21 Mag 2026

Per la 61ª Biennale di Venezia la Repubblica di San Marino ha scelto di affidarsi all’artista nordirlandese Mark Francis con il progetto Sea of Sound. Come è nata questa scelta e quali elementi vi hanno convinto che fosse l’artista giusto per rappresentare San Marino in un contesto internazionale così prestigioso?
FR Istituto d’Arte Contemporanea S.p.A. svolge un ruolo di galleria d’arte da oltre vent’anni, e già da diversi guarda con interesse e tratta il lavoro dell’artista nordirlandese Mark Francis. La scelta dell’artista, gestita da FR e dal comitato scientifico, è ricaduta su Mark Francis, dopo un naturale percorso di crescita formale e stilistica dell’artist, da un lato, e dopo la pubblicazione ufficiale del titolo della Biennale di Venezia 2026 definito da Koyo Kouoh, In Minor Keys. Il titolo della Biennale, infatti, fa riferimento al mondo musicale, che nell’ultimo lavoro di Mark Francis è centro indiscusso della sua poetica.

Quest’anno il Padiglione sammarinese trova spazio al Tana Art Space, in una posizione strategica tra Arsenale e Giardini. Quanto è stato importante individuare una sede con queste caratteristiche per rafforzare la visibilità internazionale della Repubblica di San Marino alla Biennale?

Tutto è nato dalla necessità di trovare di uno spazio espositivo che fosse posizionato strategicamente rispetto al flusso turistico, sulla strada più veloce che dai Giardini porta all’Arsenale, nel cuore della Biennale. Posizionato a pochi metri dall’ingresso dell’Arsenale, Tana Art Space, il Padiglione della Repubblica di San Marino, per questa edizione della Biennale, è imperdibile per chiunque sia a Venezia. Uno spazio bipartito, con doppio accesso sulla calle, con due stili completamente differenti che valorizzano il lavoro dell’artista Mark Francis sia in un contesto di white cube, sia in un ambiente mattonato più “in stile veneziano”.

Il progetto curatoriale mette al centro il rapporto tra arte, suono e scienza, temi che attraversano tutta la ricerca di Mark Francis. Quale esperienza vivrà il visitatore entrando nel Padiglione di San Marino?

Appena entrati nel padiglione, ci si ritrova in una stanza completamente oscurata, immersi in un forte suono. Illuminate, solo due grandi opere dell’artista Mark Francis. Un’esperienza sensoriale coinvolgente che immerge lo spettatore in una realtà estraniata dall’esterna vita veneziana in cui pittura e suono collaborano e si intersecano. Viene presentato in questa stanza il primo progetto video realizzato da Mark Francis, Listening Field.
Attraverso un cortile veneziano, si accede poi al secondo ambiente, luminoso, in cui le opere dell’artista vengono presentate riempiendo quasi interamente lo spazio visivo. Si viene invasi dai colori e diventa possibile rivedere e approfondire il lavoro dell’artista. Un percorso di conoscenza che attraverso il buio, il suono, la luce, porta il visitatore a conoscere il mare del suono di cui parla Mark Francis.

FR Istituto d’Arte Contemporanea torna a occuparsi dell’organizzazione del Padiglione. Qual è oggi la visione culturale che guida il vostro lavoro e quanto conta, per un piccolo Stato come San Marino, investire nell’arte contemporanea come strumento di identità e diplomazia culturale?

FR Istituto d’Arte torna per la quarta edizione ad occuparsi della Biennale di Venezia. Un onore per FR ricoprire questo ruolo di organizzatore per la Repubblica, frutto di anni di collaborazione, aggiustamenti che nel tempo hanno portato sempre più frutto. Una collaborazione, quella tra pubblico-privato, che ha visto quest’anno un positivo riscontro nell’interesse sia sammarinese che internazionale e che, a pochi giorni dall’inaugurazione del Padiglione sammarinese, possiamo definire, un successo sia per FR, sia per la Repubblica di San Marino. Presenziare alla Biennale di Venezia, significa per San Marino posizionarsi alla pari degli altri paesi del mondo, e aprire ponti di dialogo internazionale. Utilizzare la cultura come motivo di dialogo, è da sempre uno dei punti fermi che hanno reso, e rendono tutt’oggi la Repubblica un polo importante a livello internazionale e una voce tutt’altro che minore.

Dopo l’esperienza veneziana, esiste già l’idea di portare Sea of Sound e il lavoro di Mark Francis anche sul territorio sammarinese, permettendo ai cittadini di vivere da vicino un progetto nato per la Biennale?
Obbiettivo di FR e della Segreteria per la Cultura, è garantire non solo un ritorno di immagine della Repubblica nel mondo, ma anche rinnovare l’interesse per l’arte e la cultura alla popolazione sammarinese. Sea of Sound, con gran parte delle opere esposte a Venezia, verranno portate a San Marino al termine della Biennale, prevista per fine novembre 2026, e saranno visibili a Palazzo SUMS, da dicembre a fine febbraio 2027. Un’occasione, questa, per presentare il nostro lavoro e sensibilizzare la popolazione sammarinese e le istituzioni. Cogliamo l’occasione per invitare caldamente i sammarinesi a visitare il padiglione della Repubblica di San Marino a Venezia prima (presso Fondamenta de la Tana 2111), e a Palazzo SUMS da dicembre.

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