Clima tesissimo in Consiglio Grande e Generale, dove la maggioranza ha scelto di bloccare ancora prima della discussione il progetto di legge dell’opposizione sulla commissione d’inchiesta. Una decisione che ha provocato la dura reazione delle forze di minoranza, che hanno parlato apertamente di “democratura” e di una forzatura senza precedenti recenti. La vicenda è stata riportata da L’Informazione.
Secondo quanto emerso in Aula, la maggioranza ha presentato una mozione per impedire direttamente il confronto sul testo dell’opposizione, scegliendo invece di portare avanti il proprio progetto di legge. Una mossa che ha acceso immediatamente lo scontro politico.
Molto duro Matteo Zeppa di RETE, che ha accusato la maggioranza di voler soffocare il dibattito: “Vi dovete solo vergognare”, ha dichiarato in Aula. Anche Matteo Casali ha definito il provvedimento un atto “violento”, auspicando che uno strumento simile non venga più utilizzato.
Nel frattempo Alleanza Riformista ha ritirato il proprio progetto di legge per convergere sul testo della maggioranza, che contiene alcuni emendamenti ritenuti particolarmente delicati dall’opposizione. Tra questi, la partenza della commissione fissata al primo settembre e nuove incompatibilità giudicate dalla minoranza come norme “ad personam”.
Nel dibattito sono arrivati attacchi diretti anche alla Democrazia Cristiana. Fabio Righi di DML ha sostenuto che la situazione non sia casuale ma legata a precise responsabilità politiche, ricordando le polemiche sulla gestione dell’istituto bancario e i legami tra alcuni membri del Cda ed esponenti di governo.
Sulla stessa linea Sara Conti di RF, che ha accusato la maggioranza di assumere oggi atteggiamenti che in passato contestava all’opposizione. Zeppa, infine, ha chiesto chiarezza sui rapporti tra politica e governance degli enti coinvolti, sostenendo che in Aula ci sarebbe chi avrebbe sostenuto la vendita ai bulgari.





