San Marino scommette sui Patti di collaborazione: così pubblico e privato si prendono cura del territorio

da | 26 Mar 2026

Non solo manutenzione, non solo recupero di spazi. A Repubblica di San Marino prende forma un’idea più ampia: mettere insieme pubblico e privato per rimettere mano a luoghi, servizi e aree della comunità che da soli, spesso, faticano a trovare nuova vita.

Il concetto è quello dei Patti di collaborazione pubblico/privato, uno strumento che punta a valorizzare il territorio, creare legami e trasformare spazi esistenti in occasioni concrete di socialità, decoro e sviluppo. Il messaggio è semplice: quando istituzioni, associazioni, attività economiche e cittadini si muovono nella stessa direzione, il territorio cambia davvero. Il progetto viene presentato come un modo per “valorizzare il territorio, creare comunità e generare opportunità”

Tra i casi citati c’è quello di Serravalle, con il Parco Laiala “Viridis”, dove il contributo del privato viene indicato come decisivo per completare un’opera pubblica e rendere l’area più verde, più curata e più fruibile. L’obiettivo, in sostanza, è quello di consegnare ai cittadini uno spazio migliore rispetto a quello di partenza, non solo sul piano estetico ma anche su quello dell’utilizzo quotidiano.

Un altro fronte riguarda Borgo Maggiore, dove si lavora sulle Cantinette Storiche. Qui la collaborazione con la Giunta di Castello viene presentata come la chiave per riaprire spazi legati alla tradizione e riportarli al centro della vita pubblica. L’idea non è soltanto conservare, ma far tornare quei luoghi a essere vissuti, attraverso eventi, iniziative e nuove occasioni di frequentazione del centro storico.

Sempre a Borgo Maggiore c’è poi il progetto “Terra Tavola”, che punta al recupero di un locale sfitto in sinergia con il Bar Funivia. In questo caso il senso dell’operazione è ancora più chiaro: prendere uno spazio fermo, inutilizzato, e trasformarlo in un punto di riferimento legato al territorio, al gusto e alla dimensione comunitaria. Un intervento che tiene insieme rigenerazione urbana e identità locale.

Infine c’è il Parco Montecchio, dove la collaborazione coinvolge APAS e l’Associazione Micologica. Qui il patto si traduce in un’azione molto concreta: riqualificazione del parco, nuovi giochi, attenzione agli spazi e cura degli animali. Un esempio pratico di come il concetto di collaborazione possa incidere sulla qualità della vita quotidiana, soprattutto in luoghi frequentati da famiglie, bambini e cittadini.

La direzione è chiara: meno spazi lasciati a se stessi, più luoghi vissuti. E soprattutto un’idea di amministrazione che non si limita a gestire, ma prova a costruire alleanze. Perché quando un territorio torna a essere abitato, curato e usato, smette di essere solo uno sfondo e ricomincia a essere comunità.

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