PSD, il congresso rilancia: “San Marino ha bisogno di una scossa”

da | 26 Mar 2026

Il PSD definisce la propria linea politica e organizzativa nel documento approvato dall’Assemblea Congressuale del 25 marzo 2026, indicando come priorità il rafforzamento del partito e una maggiore capacità di incidere nella fase attuale del Paese, definita nel testo come “una fase sospesa”.

Il documento parte da una definizione identitaria netta: “Il PSD non è semplicemente un partito tra gli altri, ma il punto di sintesi di una storia politica più ampia”, con radici che affondano nella costruzione della democrazia sammarinese e nello sviluppo dei diritti. Un’identità che, si legge, rappresenta anche “una responsabilità attuale”.

Viene ribadito inoltre il posizionamento internazionale del partito, che “è oggi parte integrante della famiglia del socialismo europeo”, aderisce al Partito del Socialismo Europeo e all’Internazionale Socialista, e ha rafforzato i rapporti con il Partito Democratico italiano. Una collocazione che definisce “con chiarezza il campo politico: quello della socialdemocrazia europea, riformista, popolare, di governo”.

Dal punto di vista interno, il documento sottolinea il risultato elettorale del 2024 come superamento di una fase complessa e come base per un rilancio politico. Da qui l’indicazione strategica: “il progetto politico del PSD è il PSD stesso”, escludendo l’idea di contenitori o operazioni esterne e puntando su un soggetto “autonomo, strutturato, riconoscibile”.

La priorità indicata è quindi una: “investire nel rafforzamento del Partito”. Questo significa consolidare organizzazione e presenza nella società, anche attraverso strumenti già avviati come “la ricostituzione del Giovanile” e “l’attività dei gruppi di progetto”, ma anche con una nuova fase territoriale basata sulla creazione dei circoli. Questi vengono definiti nel documento come “presidi attivi del Partito sul territorio, strumenti di ascolto, partecipazione e presenza nelle comunità”.

Il testo dedica ampio spazio anche alla lettura del contesto politico, definito come una fase caratterizzata da attesa e rallentamento decisionale. In particolare, si evidenzia come “l’attesa della firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea… ha finito per generare una dinamica di attesa”, che ha indebolito la capacità di iniziativa.

A questo si aggiunge la vicenda della Banca di San Marino, che secondo il documento ha inciso sul clima politico e istituzionale. Il PSD rivendica una posizione già espressa, sottolineando che “era necessario muoversi con la massima prudenza” e che i fatti successivi hanno confermato tale impostazione.

Il passaggio centrale del documento è sintetizzato in una formula che viene indicata come linea politica: “ci vuole una scossa”. Una posizione che si traduce nell’invito a non subire la fase attuale ma a governarla, superando la logica dell’attesa.

Sul fronte europeo, il PSD indica una direzione chiara: “la strada è una sola: continuare a fare, anche prima della firma, tutto ciò che serve al Paese”. Il concetto chiave è quello della preparazione, che riguarda amministrazione, competenze, strumenti normativi e organizzativi. “Il punto non è solo arrivare alla firma. Il punto è essere pronti”, si legge.

Ampio spazio è dedicato anche al sistema bancario, considerato un nodo centrale per la credibilità del Paese. Il documento sottolinea che il memorandum con la Banca d’Italia rappresenta “uno snodo politico e istituzionale fondamentale” e richiama la necessità di rafforzare fiducia e cooperazione. Viene inoltre posto il tema del futuro del sistema bancario, con una domanda esplicita: “che cosa facciamo nel frattempo per le nostre banche?”.

Tra le riforme indicate come prioritarie c’è anche quella dell’IVA, definita “la riforma che chiude il cerchio di integrazione nel mercato unico”, con un impatto diretto su trasparenza, tracciabilità e credibilità del sistema economico.

Il documento individua poi nello sviluppo il nodo politico centrale della legislatura. “Senza sviluppo non si governa il futuro del Paese”, si legge, con un richiamo alla necessità di superare frammentazione e lentezze decisionali. Viene indicata l’esigenza di “mettere ordine”, diversificare il modello economico e rafforzare la capacità amministrativa.

Accanto a questi temi, il PSD ribadisce le proprie priorità storiche: welfare, sanità, istruzione, lavoro, casa, sostenibilità ambientale e riduzione delle disuguaglianze, definite “le priorità permanenti”.

Sul piano politico, il partito conferma l’attuale assetto di governo, escludendo modifiche agli equilibri ma indicando la necessità di rafforzare il funzionamento della coalizione. “Non è il momento di rimettere in discussione le alleanze, ma di farle funzionare meglio”, si legge nel documento.

In chiusura, il PSD sintetizza la propria posizione tra responsabilità di governo e autonomia politica. “Non minimizzare i problemi, ma neppure subirli”, è la linea indicata, insieme alla necessità di “tornare alla politica del fare”.

Il messaggio finale riprende il concetto centrale dell’intero documento: “oggi più che mai non basta aspettare. Ci vuole una scossa”.

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