Un intervento pubblico strutturato sul mercato degli affitti, con misure chiare, verificabili e parametrate al reddito, per evitare che i canoni elevati finiscano per escludere le famiglie con redditi ordinari dall’accesso alla casa. È la richiesta avanzata da Comunità e Territorio San Marino, che interviene sul tema dell’emergenza abitativa partendo da un caso concreto.
Nel comunicato l’associazione spiega di voler portare all’attenzione pubblica la testimonianza di un padre di famiglia, con moglie e due bambini piccoli, costretto a lasciare la propria abitazione e quindi a cercare in tempi rapidi una nuova sistemazione in affitto. Durante questa ricerca, si legge nel testo, dopo aver visitato un appartamento e aver manifestato interesse, alla famiglia sarebbe stato richiesto “un canone di circa mille euro mensili”. Successivamente, secondo quanto riferito, “l’immobile non è stato destinato a questa famiglia sammarinese, ma a un residente atipico in grado di garantire condizioni economicamente più vantaggiose per il proprietario”.
L’associazione precisa che l’obiettivo non è entrare nel merito di una singola vicenda privata, ma richiamare una questione che considera ormai di interesse generale. “Il punto non è entrare in dinamiche personali, ma richiamare una questione che ha ormai un evidente rilievo pubblico”, si legge nel comunicato, dove si aggiunge che è lecito chiedersi “quante altre famiglie possano aver vissuto esperienze simili senza renderle note”.
Per Comunità e Territorio il caso raccontato è indicativo di un problema più ampio, che riguarda il modello abitativo che si sta consolidando nella Repubblica. Nel testo si sottolinea infatti che “se una famiglia che lavora, spende e paga le tasse in Repubblica si trova penalizzata nella ricerca di una casa, siamo davanti a una situazione che impone una riflessione seria sul modello abitativo che si sta consolidando a San Marino”.
Il comunicato insiste sul fatto che si tratta di “un nucleo familiare pienamente inserito nella vita del Paese”, che “contribuisce al tessuto sociale, economico e scolastico della Repubblica”. Da qui la domanda politica che l’associazione pone in maniera diretta: “quale priorità si intende riconoscere a chi costruisce ogni giorno il territorio con lavoro, presenza e responsabilità?”.
Accanto alla denuncia, Comunità e Territorio prova a indicare anche una linea di intervento. L’associazione sostiene che lo Stato debba costruire una risposta pubblica capace di rendere sostenibile l’accesso alla casa per le famiglie con redditi normali o medio-bassi. Nel comunicato si afferma che “lo Stato deve farsi carico di costruire una risposta equilibrata, attraverso strumenti pubblici capaci di rendere sostenibile l’accesso all’abitazione per le famiglie con redditi normali o medio-bassi”.
Tra le ipotesi indicate compaiono il rafforzamento dell’edilizia sociale, l’introduzione di canoni calmierati e anche forme di sostegno diretto all’affitto. Il testo precisa che si potrebbe “introdurre forme di sostegno all’affitto parametrate al reddito, in modo che la quota a carico della famiglia resti entro un limite realmente sostenibile e la parte eccedente possa essere assorbita, in tutto o in parte, da un intervento pubblico chiaro, regolato e verificabile”.
La richiesta finale è quella di aprire rapidamente un confronto politico e istituzionale sul tema. Comunità e Territorio San Marino definisce infatti la questione abitativa “un tema così importante” e chiede che venga affrontata senza ulteriori rinvii. Nel comunicato si legge che “la questione abitativa non può continuare a essere affrontata come un problema secondario, perché riguarda direttamente la stabilità delle famiglie, la coesione sociale e la possibilità, per tanti cittadini, di costruire il proprio futuro nella Repubblica”.




