Consiglio, lunedì il giorno dei saluti e delle tensioni: chiusura del semestre e partita aperta sulla Privacy

da | 22 Mar 2026

Non sarà solo la giornata degli ordini del giorno. Il Consiglio Grande e Generale di lunedì porterà con sé anche un passaggio istituzionale dal forte valore simbolico: il discorso conclusivo del semestre dei Capitani Reggenti, Matteo Rossi e Lorenzo Bugli.
Un intervento atteso, non soltanto per il rito, ma per il contenuto. Sarà l’occasione per ripercorrere sei mesi che hanno attraversato dossier complessi, tensioni politiche e passaggi delicati sul piano internazionale. Un bilancio che, inevitabilmente, sarà anche una lettura dello stato della Repubblica, tra ciò che è stato fatto e ciò che resta ancora aperto.
Ma accanto ai saluti istituzionali, la seduta di lunedì rischia di accendersi su un altro fronte tutt’altro che secondario: la nomina dell’Autorità per la Protezione dei Dati Personali.
Una scelta rinviata nei giorni scorsi e calendarizzata proprio per lunedì, su accordo maturato in Ufficio di Presidenza. Un rinvio che non è stato neutro e che ha già lasciato intravedere possibili tensioni tra le forze politiche.
Il tema è delicato. Non si tratta di una semplice nomina tecnica, ma di un ruolo che negli anni ha assunto un peso crescente, sia per la tutela dei diritti dei cittadini sia per l’equilibrio tra istituzioni, economia digitale e rapporti internazionali. L’Autorità Privacy è oggi un presidio strategico, soprattutto in una fase in cui San Marino si confronta sempre più con standard europei e dinamiche globali sulla gestione dei dati.
Ed è proprio questa centralità a rendere la scelta particolarmente sensibile. Perché dietro un nome si gioca molto di più: credibilità istituzionale, indipendenza dell’organo, continuità o discontinuità rispetto al lavoro svolto in questi anni.
Lunedì, dunque, sarà una giornata a doppio binario. Da una parte il tono istituzionale dei saluti reggenziali, dall’altra il rischio concreto di nuove fibrillazioni politiche su una nomina che difficilmente passerà inosservata. In mezzo, come sempre, il Consiglio. E un Paese che osserva.

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