Parità salariale, USL: “Basta disparità tra uomini e donne”
Parità salariale, USL: “Basta disparità tra uomini e donne”
Il sindacato chiede un cambio di mentalità e più tutele per le lavoratrici
Serve un deciso cambio di passo per superare le disparità economiche tra uomini e donne. È il messaggio lanciato dall’Unione Sammarinese Lavoratori, che torna a porre al centro del dibattito il tema della qualità del lavoro femminile e della conciliazione tra vita professionale e familiare.
Negli ultimi anni USL ha spinto per riportare l’attenzione su questioni cruciali, a partire dalle tutele per le madri lavoratrici. Un aspetto che resta centrale: se è vero che la donna non si esaurisce nel ruolo di madre, è altrettanto evidente che senza maternità non c’è futuro. Proprio per questo, sottolinea il sindacato, le donne devono essere messe nelle condizioni di lavorare senza dover rinunciare alla famiglia.
Il problema, però, resta strutturale. Il lavoro femminile continua a essere meno diffuso, meno stabile e meno retribuitorispetto a quello maschile, con ricadute dirette sull’autonomia economica e sulle pensioni. Una situazione che, evidenzia USL, riguarda anche San Marino, nonostante i principi di uguaglianza siano già formalmente riconosciuti.
In Europa si stanno muovendo passi concreti, con l’attuazione della direttiva UE sulla trasparenza salariale che introduce regole più stringenti: retribuzioni chiare già in fase di selezione, stop alla richiesta della storia salariale e diritto a conoscere criteri e progressioni economiche.
Ma per il sindacato non basta la normativa. “La parità retributiva tra donne e uomini non è un principio nuovo, è già sancito da tempo – afferma la segretaria generale USL Francesca Busignani – ma troppo spesso resta sulla carta. Ci troviamo in un mercato del lavoro che non valorizza pienamente le persone e finisce per penalizzare le lavoratrici. Serve un cambio di mentalità, oltre che di regole, per costruire un futuro più equo per tutti”.
L’obiettivo, conclude USL, è quello di rendere il lavoro realmente inclusivo e capace di valorizzare le competenze, superando definitivamente gli squilibri di genere ancora presenti.




