“Vergognati”: esplode la guerra in Aula tra Venturini e Zonzini, volano accuse su banche, clientele e Dc

da | 16 Mag 2026

Clima tesissimo mercoledì scorso nel comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale, dove il confronto politico si è acceso soprattutto sul tema dell’accordo di associazione con l’Unione Europea e sulle vicende legate al sistema bancario sammarinese. Protagonisti della schermaglia il segretario del Partito Democratico Cristiano Sammarinese Gian Carlo Venturini e il consigliere di Rete Giovanni Maria Zonzini.

Nel suo intervento, Venturini ha difeso il percorso dell’accordo di associazione con Bruxelles, invitando l’opposizione a evitare “speculazioni” sui rallentamenti dell’iter europeo. Secondo l’esponente democristiano, il negoziato concluso nel 2023 rappresenta un risultato importante ottenuto grazie al lavoro del Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, respingendo le richieste di dimissioni avanzate da alcune forze di opposizione.

Venturini ha sostenuto che le difficoltà con Italia, Francia, Spagna e Germania sarebbero state superate e si è detto fiducioso anche sulla soluzione del nodo Bulgaria. Nel suo intervento ha poi attaccato direttamente Zonzini sulle critiche relative al rollover del debito pubblico e alla vicenda di Banca di San Marino, accusando il consigliere di leggere “in modo strumentale” i documenti relativi all’inchiesta bulgara.

Parole che hanno provocato la durissima replica di Zonzini. Il consigliere di Rete ha accusato Venturini e la Dc di rappresentare “il simbolo del clientelismo e dei favoritismi” nella gestione della cosa pubblica sammarinese, richiamando le vicende delle licenze bancarie e il passato del sistema politico-finanziario del Titano. Zonzini ha citato anche la gestione dell’Ente Cassa di Faetano e le tensioni interne al Pdcs emerse, a suo dire, dalle chat relative alla possibile vendita della banca.

Lo scontro è poi degenerato sul piano personale e politico. “Non so davvero chi tra me e lei debba vergognarsi di più”, ha dichiarato Zonzini, aggiungendo amaramente che forse sarebbe il caso di lasciare il Paese “come tanti giovani che sotto la sua cappella non ci vogliono più stare”.

Venturini ha quindi replicato nuovamente, rivendicando di non aver mai avuto procedimenti penali a proprio carico e definendo le accuse di Zonzini “pregiudiziali” nei confronti della Democrazia Cristiana. Il dirigente del Pdcs ha inoltre ricordato come nel Ccr e nella gestione delle vicende bancarie siano state coinvolte, nel corso degli anni, tutte le forze politiche di maggioranza.

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