Venezuela sotto attacco, torna attuale l’Ordine del Giorno di San Marino: la Commissione aveva già chiesto democrazia e riconciliazione

da | 3 Gen 2026

L’attacco militare lanciato nella notte dagli Stati Uniti contro il Venezuela, con raid su Caracas e la cattura del presidente Nicolás Maduro, riporta al centro dell’attenzione internazionale una crisi che da mesi scuote il Paese sudamericano. Mentre la comunità internazionale reagisce con allarme all’escalation militare e diplomatica, riaffiora un precedente politico rilevante anche per la Repubblica di San Marino: già nel settembre 2024, infatti, la Commissione Consiliare Affari Esteri aveva preso posizione sulla situazione venezuelana, con un Ordine del Giorno del PDCS che chiedeva elezioni libere, il rispetto dei diritti umani e un percorso di riconciliazione democratica.

L’Ordine del Giorno era stato presentato da Lorenzo Bugli (Pdcs) in Commissione Affari Esteri e successivamente sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, in un contesto già segnato da forti tensioni politiche e dalla repressione del dissenso successiva alle elezioni venezuelane del luglio 2024, non riconosciute da Unione Europea, Onu e numerose organizzazioni internazionali.

Di seguito il testo integrale dell’Ordine del Giorno, che oggi assume un significato ancora più attuale alla luce degli eventi in corso.


ORDINE DEL GIORNO

COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE ED IMMIGRAZIONE,
SICUREZZA E ORDINE PUBBLICO, INFORMAZIONE

Seduta del 25 settembre 2024

OGGETTO: Ordine del Giorno sulla situazione politica in Venezuela e per impegnare il Governo ad un costante monitoraggio, in collaborazione con le Organizzazioni Internazionali, per favorire un percorso di riconciliazione democratica nel Paese

La Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione e Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione, nella seduta del 25 settembre 2024, con voti favorevoli 10, approva il seguente Ordine del Giorno:

“La Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione

Premesso che

a seguito delle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024 in Venezuela, si sono tenute diverse manifestazioni nel Paese, la cui risposta si è tradotta in un numero cospicuo di arresti, ferimenti e anche l’uccisione di diversi manifestanti e funzionari della Polizia venezuelana;

tra i detenuti ci sono più di 100 minori e diversi leader di partiti politici di opposizione, molti dei quali sono stati accusati di reati come terrorismo e incitamento all’odio;

oltre agli arresti, le forze di sicurezza venezuelane hanno eseguito numerosi raid in abitazioni senza mandati, basandosi semplicemente su attività social;

Human Rights Watch ha denunciato l’uso sistematico di torture e abusi nei confronti dei detenuti, compreso l’uso di violenza sessuale e di metodi di tortura fisica e psicologica;

considerato che

l’Alto Commissario per i Diritti Umani Volker Türk ha espresso profonda preoccupazione per l’elevato numero di detenzioni arbitrarie in Venezuela nonché per l’uso sproporzionato della forza e il conseguente “clima di paura” che regna nel Paese dopo le elezioni presidenziali;

il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in una sua chiamata con il Presidente venezuelano ha espresso “preoccupazione per le notizie di violenza postelettorale e le violazioni dei diritti umani”, sottolineando “la necessità di risolvere pacificamente qualsiasi controversia politica, attraverso un dialogo genuino e inclusivo”;

l’Unione Europea ha chiesto alle Autorità venezuelane di porre fine alla repressione, agli arresti arbitrari e alle molestie contro i membri dell’opposizione e della società civile, affinché tutti i prigionieri politici vengano presto rilasciati;

la Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione

impegna il Governo

a mantenere un costante monitoraggio sulla situazione politica del Venezuela, in collaborazione con le istituzioni internazionali, anche al fine di favorire un percorso di riconciliazione democratica nel Paese;

a sostenere le iniziative nell’ambito delle Organizzazioni Internazionali volte ad assicurare lo svolgimento democratico della vita politica nel Paese e l’esercizio di ogni diritto fondamentale.”

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