Domani-Motus Liberi accende i riflettori sul futuro dello screening mammografico nella Repubblica di San Marino. Il movimento ha infatti depositato un’interpellanza per chiedere al Governo di chiarire le voci che parlano di una possibile revisione del programma di prevenzione, con il passaggio da controlli annuali a controlli ogni due anni per una parte delle donne oggi inserite nel percorso.
Secondo Domani-Motus Liberi, se l’ipotesi dovesse trovare conferma, si tratterebbe di una scelta difficile da comprendere. Il movimento ricorda come negli anni il sistema sammarinese sia stato spesso indicato come un modello efficace nella diagnosi precoce del tumore al seno, grazie anche all’alta adesione delle cittadine ai programmi di screening promossi dall’ISS.
“La domanda è semplice: perché?”, si legge nel documento. Il movimento chiede all’Esecutivo di spiegare se la possibile modifica sia supportata da nuove evidenze scientifiche oppure se sia legata alla necessità di contenere la spesa sanitaria.
Per Domani-Motus Liberi, la prevenzione rappresenta un investimento strategico e non una voce su cui intervenire con tagli. Individuare precocemente una patologia, sostiene il movimento, significa aumentare le probabilità di cura e ridurre nel tempo costi sanitari più elevati legati a terapie e interventi complessi.
Attraverso l’interpellanza vengono quindi chiesti chiarimenti sull’esistenza di un eventuale progetto di ridimensionamento dello screening, sulle valutazioni effettuate dagli organismi competenti, sui possibili risparmi attesi e sulle conseguenze che una riduzione dei controlli potrebbe avere sulla salute delle donne sammarinesi.
“La salute dei cittadini non può essere gestita con la logica dei tagli lineari”, afferma infine Domani-Motus Liberi, invitando il Governo a fornire risposte chiare prima di intervenire su uno dei programmi che il movimento considera tra i punti di forza della sanità della Repubblica.





