Un intervento della Regione Emilia-Romagna per affrontare le criticità che continuano a interessare lavoratori frontalieri e pensionati ex frontalieri tra Italia e San Marino. È la richiesta avanzata dall’Associazione Frontalieri Italia San Marino (A.F.I.S.) al presidente della Regione Michele de Pascale attraverso una lettera inviata il 5 giugno.
Nel documento il presidente dell’associazione, Massimo Ceccaroli, chiede la disponibilità del governatore a promuovere un confronto istituzionale sulle problematiche che, secondo A.F.I.S., continuano a colpire una parte significativa dei cittadini che hanno lavorato nella Repubblica di San Marino.
L’associazione esprime preoccupazione per la mancanza di sviluppi concreti dopo la firma dell’accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino.
“Come Associazione siamo fortemente preoccupati poiché, essendo trascorsi parecchi mesi dalla firma dell’accordo di collaborazione tra la Repubblica di San Marino e la Regione Emilia-Romagna, rileviamo l’assenza di interventi concreti e tangibili”, si legge nella lettera indirizzata al presidente de Pascale.
Al centro della richiesta vi è in particolare l’applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino, ratificata nel 2013. Secondo A.F.I.S., persistono infatti problemi interpretativi che riguardano il trattamento fiscale delle pensioni degli ex frontalieri.
“Nonostante la Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino contro le doppie imposizioni, ratificata con legge 10 luglio 2013, n. 88, permangono rilevanti criticità applicative”, scrive l’associazione.
Nel documento si evidenzia come “l’interpretazione non uniforme della nozione di ‘pensioni di sicurezza sociale’ continua a generare situazioni di incertezza, contenzioso e, in diversi casi, un aggravio fiscale pesante e difficilmente sostenibile per molti pensionati ex frontalieri”.
Per A.F.I.S. si tratta di una questione che richiede un intervento istituzionale chiaro e definitivo. “Si tratta di una questione che non può essere lasciata alla discrezionalità delle singole interpretazioni territoriali, ma che necessita di un chiarimento ufficiale, condiviso e definitivo, capace di garantire uniformità di trattamento, certezza del diritto e rispetto degli impegni internazionali assunti dall’Italia”, sottolinea la lettera.
L’associazione chiede quindi che venga avviato un percorso finalizzato a chiarire l’applicazione dell’articolo 18 della Convenzione del 2013, evitare fenomeni di doppia imposizione sulle pensioni, favorire indirizzi applicativi uniformi da parte dell’amministrazione finanziaria e ridurre il contenzioso.
Secondo A.F.I.S., il tema riguarda una componente importante del territorio romagnolo. “Il territorio da Lei amministrato conosce bene il peso sociale, economico e familiare del frontalierato. Parliamo di lavoratori e famiglie che rappresentano una componente essenziale del tessuto economico locale e che da troppo tempo attendono risposte chiare, concrete e definitive”, si legge ancora nel documento.
Per questo motivo l’associazione chiede a Michele de Pascale di farsi promotore di un confronto con il Governo italiano e i ministeri competenti. “Le chiediamo cortesemente di valutare la possibilità di farsi promotore, anche insieme ad altri rappresentanti istituzionali del territorio, di una richiesta di incontro con i Ministri del Governo italiano con la necessaria urgenza”, conclude la lettera.
A.F.I.S. si dichiara disponibile a partecipare a eventuali incontri istituzionali e a fornire ulteriore documentazione utile per approfondire le problematiche segnalate dai lavoratori frontalieri e dai pensionati coinvolti.





