“Forse è meglio andarsene da San Marino”; “Vergognati”: esplode lo scontro generazionale in Aula tra Zonzini e Venturini

da | 16 Mag 2026

Dal caso Bulgaria alle accuse di clientelismo, fino ai giovani che lasciano San Marino: il comma comunicazioni si trasforma in una guerra politica e generazionale

Tensione altissima mercoledì scorso nel Consiglio Grande e Generale, dove il comma comunicazioni è degenerato in un durissimo scontro verbale tra Gian Carlo Venturini del Partito Democratico Cristiano Sammarinese e Giovanni Maria Zonzini di Rete.

Al centro del dibattito c’erano inizialmente il rallentamento dell’accordo di associazione con l’Unione Europea, il rollover del debito pubblico e la vicenda legata a Banca di San Marino. Ma nel giro di pochi minuti il confronto si è trasformato in qualcosa di molto più profondo: un attacco frontale tra due visioni opposte del Paese.

Venturini ha difeso il lavoro del governo sull’accordo europeo, accusando parte dell’opposizione di usare il tema per fare polemica politica. “Io penso che il rallentamento dell’iter di approvazione dell’accordo debba essere analizzato con estrema obiettività e senza speculazioni”, ha dichiarato, sostenendo che San Marino abbia recuperato credibilità internazionale dopo gli anni difficili del governo Adesso.sm.

Poi l’affondo diretto contro Zonzini e le polemiche sulla vicenda bulgara: “Credo che si debba vergognare lui e coloro che stanno leggendo i documenti in modo strumentale invece di guardare alla realtà dei fatti”. Poco prima aveva anche ironizzato sui suoi studi negli Stati Uniti: “Forse gli hanno fatto male i suoi periodi di studio negli Stati Uniti”.

La risposta del consigliere di Rete è stata immediata e durissima. “Io ho ascoltato con molta attenzione l’invito del consigliere Venturini a vergognarmi e posso anche decidere di farlo, ma vorrei ricordargli alcune cose”, ha esordito Zonzini.

Da lì è partito un attacco frontale alla storia politica della Dc e al sistema di potere sammarinese. “Secondo me, Gian Carlo Venturini e il partito che rappresenta sono il simbolo stesso del clientelismo, dei favoritismi e dei concorsi truccati in questo Paese”, ha dichiarato, ricordando le vecchie vicende legate alle licenze bancarie e alle tangenti.

Il passaggio più forte è arrivato però nel finale, quando il consigliere di Rete ha collegato il tema politico alla fuga dei giovani dal Titano: “In conclusione, io non so davvero chi tra me e lei debba vergognarsi di più”. E subito dopo: “Forse è davvero il caso che io me ne vada da questo Paese, seguendo l’esempio di tanti altri giovani che sotto la sua cappella non ci vogliono più stare”.

Una frase pesantissima che ha dato al confronto il sapore di uno scontro generazionale più che politico. Da una parte chi rivendica continuità, stabilità e recupero della fiducia internazionale; dall’altra chi denuncia un sistema percepito come chiuso, clientelare e incapace di trattenere le nuove generazioni.

Venturini ha poi replicato difendendo il proprio operato e respingendo le accuse: “Mi cita in tanti casi, ma guarda caso io non ho mai avuto alcun procedimento penale a mio carico”, aggiungendo che gli attacchi contro la Dc sarebbero solo “pregiudiziali”.

 

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