Il gruppo consiliare Repubblica Futura annuncia un’interrogazione sulla nomina dell’avvocato Luciano Calamaro come Agente del Governo della Repubblica di San Marino presso la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU), una scelta che, secondo il movimento, rappresenterebbe una novità assoluta nella storia sammarinese.
Nel documento diffuso dal partito si sottolinea come, a seguito della recente visita governativa alla CEDU, sia stata individuata una figura esterna all’amministrazione per rappresentare lo Stato davanti alla Corte. “Per la prima volta nella storia della Repubblica avremo come Agente del Governo innanzi alla Corte Europea dei Diritti Umani una figura non sammarinese”, afferma Repubblica Futura.
Il movimento richiama quindi la normativa vigente e, in particolare, la Legge 28 gennaio 2022 n. 12. “Non ci risulta infatti che l’avvocato Luciano Calamaro sia dipendente dell’Avvocatura di Stato e quindi è difficile capire come il Congresso di Stato concili tale nomina con la Legge 28 gennaio 2022 n. 12 che al comma 1, punto a, recita: ‘L’Avvocatura dello Stato svolge le seguenti funzioni: a) rappresentare e difendere gli interessi, patrimoniali e non patrimoniali, sia in sede contenziosa, dinanzi agli organi della giurisdizione ordinaria civile, amministrativa e penale, sia in sede non contenziosa, nonché nei giudizi dinanzi al Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme ed a corti internazionali, dello Stato, dell’Ecc.ma Camera, dell’Amministrazione e degli Organi Istituzionali'”.
Repubblica Futura evidenzia inoltre ulteriori aspetti legati al profilo professionale del nominato. “Non ci risulta nemmeno che l’avvocato Luciano Calamaro sia iscritto all’Ordine degli Avvocati e Notai della Repubblica di San Marino, né che abbia mai esercitato presso l’Avvocatura di Stato della Repubblica italiana analoghe funzioni”. Per questo motivo il gruppo si chiede “dove si trova la ‘comprovata ed adeguata esperienza particolarmente qualificata, pienamente coerente con le funzioni di Agente di Governo presso la Corte Europea dei Diritti Umani’, indicata dal Congresso di Stato nella delibera del 26 maggio 2026 n. 7”.
Una parte consistente delle critiche riguarda i costi dell’incarico. “Di qualificato qui c’è solo la spesa”, scrive Repubblica Futura, quantificando il compenso in “euro 1250,50 al mese (12 mesi), in quota a parte da Agente di Governo, euro 35.000,00, consulenza annua”. Secondo il partito, la spesa complessiva potrebbe aumentare ulteriormente considerando “le spese di funzionalità, viaggi, vitto e quant’altro magari fino a 70.000, 80.000 euro l’anno”.
Nel comunicato viene inoltre richiamato il modello adottato in altri Paesi aderenti alla Convenzione europea. “Non è dato sapere se la scelta è allineata alla prassi dei paesi rappresentati alla CEDU. In Italia, ad esempio, le funzioni dell’Agente del Governo sono svolte dall’Avvocato Generale dello Stato che può delegare un avvocato dello Stato”. Da qui la critica alla decisione del Congresso di Stato: “A San Marino il governo sceglie la strada di esternalizzare a un italiano, si dice in pensione, con un aumento esponenziale dei costi attraverso la solita consulenza che non si nega più a nessuno”.
Il movimento si spinge poi a interrogarsi sulle ragioni della nomina. “C’è qualcosa o qualche patto dietro la nomina dell’Agente del governo a un consulente italiano?”, si legge nel comunicato, che definisce la scelta “un messaggio di sfiducia totale che il governo manda a tutta la PA ed ai suoi funzionari ed anche ai giovani sammarinesi ai quali si continuano a preferire pensionati forensi”.
Repubblica Futura conclude annunciando un’iniziativa istituzionale per ottenere chiarimenti sulla vicenda, ritenendo necessario fare luce su una decisione che, secondo il gruppo consiliare, solleva interrogativi sotto il profilo dei costi, delle competenze e della prassi amministrativa.





