Continua a dividere la politica sammarinese la Commissione d’inchiesta sull’affare bulgaro, approvata nei giorni scorsi secondo l’impostazione scelta dalla maggioranza. Le forze di opposizione Repubblica Futura, Domani Motus Liberi e Rete sono tornate all’attacco, contestando il metodo con cui si sta costruendo il percorso di indagine sulla mancata vendita di Banca di San Marino al gruppo bulgaro e sulle conseguenze politiche e internazionali emerse nelle ultime settimane.
Come riportato da L’Informazione di San Marino, durante una conferenza stampa congiunta le opposizioni hanno espresso forti perplessità sull’impianto della futura Commissione.
Per Enrico Carattoni di Repubblica Futura, i primi segnali critici sarebbero emersi già nella fase iniziale dell’iter. “Erano stati presentati tre progetti di legge e volevamo analizzarli nel merito, ma ci siamo trovati subito davanti a uno stop”, ha spiegato.
Tra gli aspetti contestati da Repubblica Futura ci sono il mancato accoglimento della proposta di una commissione paritetica e alcune norme sulle incompatibilità che, secondo l’opposizione, rischierebbero di limitare la partecipazione di determinati soggetti.
Carattoni ha inoltre parlato di un clima di “nervosismo nella maggioranza”, sostenendo che mancherebbe una reale volontà politica di approfondire fino in fondo eventuali responsabilità legate alla vicenda.
Il confronto politico resta quindi aperto attorno a uno dei dossier più delicati delle ultime settimane per la Repubblica di San Marino.





