Nella giornata di venerdì 17 luglio prosegue, in Consiglio Grande e Generale, il dibattito del comma “comunicazioni”, dominato quasi interamente dal confronto riguardante l’accordo di associazione con l’Ue.
Carlotta Andruccioli (D-ML) riconosce che lo sblocco dell’accordo rappresenta “un momento significativo”, ma sostiene che sia necessario interrogarsi sulle ragioni dello stallo degli ultimi mesi. Ricorda che Domani Motus Liberi ha sempre sostenuto l’integrazione europea e critica la scarsa informazione ai cittadini, ribadendo la posizione del suo partito: “Siamo sempre stati coerentemente favorevoli al referendum preventivo. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge e mi dispiace per chi ha cambiato idea. Cambiare idea è legittimo, ma è altrettanto legittimo mantenere una posizione coerente con quella che abbiamo sempre espresso. Non per bloccare l’accordo, ma per dare una valenza politica a una decisione di questa portata”. Aida Maria Adele Selva (PDCS) definisce il 16 luglio “una giornata che rimarrà sicuramente nella storia della nostra Repubblica” e respinge le polemiche sui festeggiamenti, sostenendo che il risultato appartenga all’intero Paese e non a una parte politica. Evidenzia che l’accordo non mette in discussione la sovranità sammarinese perché “si tratta di un accordo di associazione, non di adesione”, invitando comunque a rafforzare l’informazione pubblica e a lavorare insieme nella fase attuativa. Andrea Menicucci (RF), pur ribadendo le proprie critiche al Governo su altri fronti, afferma che “ieri è stato un giorno lieto per la nostra Repubblica” e ringrazia Beccari e i suoi predecessori per il risultato ottenuto. Sottolinea però che ora la politica deve affrontare le grandi questioni strutturali del Paese, dagli investimenti alle infrastrutture, ricordando che “ieri abbiamo indossato gli abiti della festa. Credo che da oggi bisognerà indossare la tuta da lavoro”. Maria Luisa Berti (AR) considera il via libera europeo il riconoscimento del lungo percorso che ha consentito a San Marino di recuperare credibilità internazionale dopo gli anni più difficili. Ringrazia il Segretario Beccari e osserva che ora sarà necessario affrontare un intenso lavoro di adeguamento normativo e di modernizzazione della Pubblica amministrazione. Nella seconda parte dell’intervento richiama inoltre l’attenzione sul disagio giovanile e sugli episodi di violenza, chiedendo un rafforzamento del sostegno a famiglie, scuola e comunità. Gian Carlo Venturini (PDCS) sostiene che il risultato ottenuto “offre prospettiva, fiducia e possibilità di rilancio al nostro Paese” e respinge le accuse dell’opposizione, ricordando il lavoro svolto con imprese, associazioni e sindacati. Afferma che il referendum del 2013 dimostra già l’orientamento dei cittadini verso un’integrazione europea e ribadisce che l’accordo rappresenta una grande opportunità per giovani e imprese, pur richiedendo ora un forte impegno nell’attuazione. Gerardo Giovagnoli (PSD) paragona il momento attuale alla “velocità di decisione” di un aereo, spiegando che ormai “non si può più tornare indietro”. Ritiene che il vero traguardo sarà l’entrata in vigore dell’accordo, ma sottolinea che nessuno potrà più bloccare il percorso europeo di San Marino. Invita quindi tutte le forze politiche a trasformare questa fase in opportunità concrete per il Paese. Per Giovagnoli ora “siamo un Paese capace di rispettare le regole e di applicarle, non soltanto di scriverle. Spetta a noi trasformare questo insieme di regole e l’appartenenza a un club molto più grande del nostro, con il quale già lavoriamo, in opportunità concrete”. Massimo Andrea Ugolini (PDCS) ringrazia il Segretario Beccari per aver portato a termine un percorso “tutt’altro che semplice”, frutto di una scelta autonoma della Repubblica. Critica la richiesta di referendum avanzata da D-ML, sostenendo che i consiglieri debbano assumersi direttamente la responsabilità politica di dire se sono favorevoli o contrari all’accordo. Conclude affermando che “ieri si sia chiuso un capitolo” e che ora si apre una fase ricca di opportunità per il Paese. Luca Beccari, Segretario di Stato agli Esteri, nella replica ringrazia l’Aula per il riconoscimento ricevuto e sottolinea che il risultato raggiunto è prima di tutto “un risultato del Paese”. Apprezza gli interventi che hanno saputo andare oltre le contrapposizioni politiche, ma critica chi continua a diffondere “narrazioni completamente distorte” sull’Accordo di associazione, sostenendo che i benefici siano stati spiegati per anni e che, più che una mancanza di informazioni, vi sia la volontà di non comprenderli. Richiama infine il precedente del mancato accordo con l’Italia di vent’anni fa, ricordando che “noi abbiamo detto un no vent’anni fa e ci abbiamo messo vent’anni per ottenere un sì”, e conclude affermando che ora si apre una nuova fase nella quale spetterà a San Marino trasformare questo traguardo in opportunità concrete per il futuro.
Nella prosecuzione del comma, Luca Beccari, Segretario di Stato agli Esteri, risponde all’interpellanza dell’opposizione sulla presunta posizione della Bulgaria nei confronti dell’Accordo di associazione. Spiega che San Marino non partecipa ai lavori di Coreper ed EFTA e riceve informazioni attraverso la Commissione europea. Ribadisce che la Bulgaria “non ha mai espresso una posizione di contrarietà né all’accordo né a San Marino”, ma soltanto una riserva tecnica legata alla necessità di ulteriori valutazioni. Sottolinea inoltre che è stato il nuovo Governo bulgaro a rimuovere quella riserva e afferma di non essere in possesso di alcun documento che dimostri un’opposizione formale di Sofia all’accordo. Nicola Renzi (RF) replica sostenendo che sia indispensabile chiarire fino in fondo le ragioni dello stop imposto dalla Bulgaria. Evidenzia la coincidenza temporale tra lo sblocco delle somme sequestrate e il successivo via libera all’accordo, affermando che sarà la Commissione d’inchiesta ad accertare se si sia trattato di una semplice coincidenza oppure no. Chiede inoltre di ricostruire il ruolo degli investitori, delle istituzioni sammarinesi e del Governo bulgaro durante tutta la vicenda. Matteo Ciacci, Segretario di Stato per il Territorio, risponde all’interpellanza di Domani Motus Liberi sui contributi concessi ai progetti di street art e rigenerazione urbana. Difende l’iniziativa spiegando che nasce dalla collaborazione tra più Segreterie di Stato con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso murales e opere artistiche. Ricorda che il progetto coinvolge diciotto opere distribuite nei Castelli e sostiene che nei due anni di attività siano stati investiti “meno di 60.000 euro”, definendo l’iniziativa un importante strumento di promozione culturale e turistica. Gaetano Troina (D-ML) precisa che l’interpellanza non mette in discussione la qualità artistica delle opere, ma l’entità delle risorse pubbliche destinate al progetto. Sostiene che, considerando anche altre delibere collegate, gli stanziamenti arriverebbero a circa 150 mila euro e si chiede se, in una fase di risorse limitate, questa sia davvero una priorità rispetto a settori come sanità e infrastrutture.
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Al comma 2, l’Aula procede alla designazione di Massimo Andrea Ugolini (PDCS) come nuovo Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale, chiamato a raccogliere l’eredità di Mariella Mularoni. La sua nomina è accolta con 38 voti favorevoli (2 non determinanti ai sensi della legge), 9 contrari e un non votante.
Ugolini (PDCS) ricorda anzitutto la figura di Mariella Mularoni, sottolineando che la sua sostituzione nasce da “un evento particolarmente drammatico”. Assicura che porterà avanti le linee già avviate nella legislatura, indicando come priorità la prevenzione, il rafforzamento della medicina territoriale, la riduzione delle liste d’attesa, il potenziamento del dipartimento sociosanitario, l’ampliamento della RSA La Fiorina, il sostegno alla disabilità, il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e la copertura dei posti vacanti all’ISS. Evidenzia inoltre l’importanza della formazione del personale sanitario e della collaborazione con le strutture italiane. Paolo Crescentini (PSD) conferma il sostegno del PSD alle priorità indicate. Difende il modello di una sanità pubblica, gratuita e universale, chiede interventi sulle liste d’attesa, un rafforzamento della medicina territoriale e maggiore collaborazione dei cittadini nel disdire le visite non utilizzate. Richiama inoltre l’attenzione sulla sicurezza del personale sanitario dopo i recenti episodi di aggressione al Pronto soccorso. Nicola Renzi (RF) premette il cordoglio per la scomparsa di Mariella Mularoni, ma ritiene inevitabile affrontare anche il piano politico. Definisce la vicenda della successione uno “psicodramma”, ricostruendo le tappe che hanno portato prima all’indicazione di Ugolini, poi a quella di Giancarlo Venturini e infine al ritorno sul nome di Ugolini dopo i dubbi sull’incompatibilità prevista dalla legge. Critica la gestione della vicenda da parte della Democrazia Cristiana, accusandola di non aver verificato preventivamente la normativa e di aver chiamato in causa impropriamente uffici pubblici e Reggenza. Sul piano sanitario osserva che i costi dell’ISS continuano a crescere senza un corrispondente miglioramento delle prestazioni, mette in discussione l’efficacia del Comitato esecutivo e invita il futuro Segretario di Stato a imprimere una svolta concreta, rilanciando la sanità pubblica, riducendo le liste d’attesa e dando finalmente piena attuazione all’organizzazione dell’ISS. Carlotta Andruccioli (D-ML) critica il metodo seguito dalla maggioranza nella scelta del successore, definendo discutibile la gestione politica della vicenda. Chiede al futuro Segretario di Stato un impegno concreto su prevenzione, attrattività del personale sanitario, organizzazione dell’ISS, nuovo ospedale e contenimento delle liste d’attesa, annunciando il voto contrario del proprio gruppo. Maria Luisa Berti (AR) invita a non trasformare il dibattito in una polemica sulle dinamiche interne ai partiti e richiama il rispetto dovuto alla memoria di Mariella Mularoni. Sottolinea la necessità di proseguire il percorso già avviato, migliorando l’efficienza dell’ISS, riducendo i tempi di erogazione dei servizi e mantenendo una sanità realmente universale e tempestiva, accompagnata da un maggiore rigore nella gestione della spesa. Emanuele Santi (Rete) rivolge un augurio di buon lavoro a Ugolini ma giudica negativamente la gestione della successione, parlando anche lui di uno “psicodramma” interno alla Democrazia Cristiana. Denuncia il progressivo peggioramento della sanità, l’aumento della spesa senza un miglioramento dei servizi, le lunghe liste d’attesa e il crescente ricorso al privato, chiedendo di rilanciare anche il progetto del nuovo ospedale. Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini invita l’Aula a ricordare che la sostituzione nasce da una tragedia umana e considera fuori luogo parlare di “psicodramma” senza tenere conto della perdita subita dal PDCS. Ammette che alcune comunicazioni del partito avrebbero potuto essere evitate, difende il lavoro degli uffici e della Reggenza e spiega che la disponibilità di Venturini era stata accolta per senso di responsabilità. Pur dichiarando di non condividere personalmente la legge sul limite dei dieci anni, ribadisce di rispettarla e conclude esprimendo piena fiducia nel lavoro che Ugolini sarà chiamato a svolgere alla guida della sanità sammarinese. Antonella Mularoni (RF) evidenzia le criticità della sanità sammarinese, sostenendo che l’aumento delle risorse non abbia prodotto un miglioramento dei servizi. Critica la gestione della successione e il tentativo di mettere in discussione la normativa sui dieci anni, augurando comunque buon lavoro a Ugolini pur confermando il voto contrario del gruppo. Gian Carlo Venturini (PDCS) interviene per rassicurare sia sulla situazione interna della Democrazia Cristiana sia sul futuro della sanità. Esclude tensioni nel partito, spiega che la propria disponibilità nasceva esclusivamente dalla volontà di dare un contributo in un momento difficile e chiarisce di aver rinunciato alla candidatura per non creare problemi alle istituzioni e alla Reggenza. Respinge le interpretazioni dell’opposizione sui comunicati del partito, ribadisce che non vi era alcuna intenzione di mettere in discussione il ruolo degli uffici o della Reggenza e sostiene che il riferimento a sentenze italiane e della CEDU riguardasse esclusivamente il tema della retroattività delle norme. Conclude affermando che la Democrazia Cristiana dispone delle competenze necessarie per affrontare questa fase e manifesta piena fiducia nel lavoro che Ugolini svolgerà alla guida della Segreteria alla Sanità.
Iro Belluzzi (Libera) rinnova il cordoglio per Mariella Mularoni e invita a superare le polemiche sulla nomina, sottolineando che il nuovo Segretario di Stato troverà il sostegno della maggioranza. Richiama l’urgenza di dare attuazione al programma di Governo, a partire dal riordino dell’atto organizzativo dell’ISS, dalla riduzione delle liste d’attesa e dal rafforzamento della medicina territoriale. Sara Conti (RF) definisce “goffa” la gestione della successione, accusando la Democrazia Cristiana di non aver verificato preventivamente la normativa e di aver poi cercato di giustificare l’accaduto richiamando interpretazioni e sentenze straniere. Sottolinea che il nuovo Segretario di Stato dovrà lavorare nell’interesse dell’intero Paese, affrontando le criticità della sanità e valorizzando anche il contributo delle associazioni di volontariato che oggi sostengono il sistema sanitario. Andrea Menicucci (RF) ritiene che la gestione della successione abbia dato vita a un vero e proprio “teatrino” politico, ricostruendo il passaggio dalla candidatura di Ugolini a quella di Venturini fino al ritorno sul primo nome dopo l’emersione dell’incompatibilità prevista dalla legge. Gaetano Troina (D-ML) giudica la sostituzione “gestita nel peggior modo possibile”, sostenendo che sia stata la stessa Democrazia Cristiana, con i propri comunicati, a trasformare una vicenda interna in un caso politico. Chiede che, conclusa la discussione sulle nomine, il Governo presenti finalmente una strategia chiara per la sanità, affrontando temi come il nuovo ospedale, le liste d’attesa e il crescente ricorso dei cittadini alla sanità privata.
Matteo Casali (RF) sostiene che la sanità sia oggi una delle principali preoccupazioni dei cittadini, richiamando i problemi delle liste d’attesa, della sostenibilità dell’ISS, delle mammografie, del nuovo ospedale e delle aggressioni al personale sanitario. Critica poi duramente la gestione della successione, definendola un “sirtaki” tra le candidature di Mussoni, Venturini e Ugolini, e accusa la Democrazia Cristiana di aver tentato di giustificare una nomina incompatibile con la legge. Mirko Dolcini (D-ML) augura buon lavoro a Ugolini, precisando che il suo operato sarà giudicato esclusivamente sui risultati. Individua nelle liste d’attesa il principale problema dell’ISS, denunciando il progressivo ricorso dei cittadini alla sanità privata, e definisce “poco edificante” la vicenda politica che ha accompagnato la successione, richiamando anche le parole del Segretario Lonfernini secondo cui alcune scelte della Democrazia Cristiana si sarebbero potute evitare. Michela Pelliccioni (indipendente) sceglie di non entrare nelle polemiche sulla successione, invitando l’Aula a concentrarsi sulle vere priorità della sanità. Rivolge un sincero augurio a Ugolini e indica come obiettivi principali la riduzione delle liste d’attesa, il rafforzamento dei servizi, gli investimenti nella prevenzione e nella medicina territoriale e le opportunità offerte dal percorso di associazione con l’Unione europea per rendere il sistema sanitario sammarinese più attrattivo ed efficiente. Rossano Fabbri, Segretario di Stato, ricorda la figura di Mariella Mularoni e difende la scelta di Giancarlo Venturini di rinunciare alla candidatura, definendola un gesto di responsabilità istituzionale. Coglie però l’occasione per aprire una riflessione sulla legge che limita a dieci anni l’esercizio dell’incarico di Segretario di Stato, sostenendo che la modifica del 2011 abbia introdotto possibili profili di criticità costituzionale, in particolare per gli effetti attribuiti a mandati svolti prima dell’entrata in vigore della norma. Matteo Zeppa (Rete) distingue tra il piano umano e quello politico. Da un lato accusa la Democrazia Cristiana di aver mancato di rispetto alla memoria di Mariella Mularoni trasformando la successione in una battaglia interna e contestando l’interpretazione data alla legge sui dieci anni; dall’altro affronta i problemi della sanità, denunciando il peso crescente dell’ISS sui conti pubblici, la gestione delle residenze ai medici, le delibere secretate, le pressioni politiche all’interno dell’ospedale e il peggioramento dei servizi. Gian Nicola Berti (AR) ricorda con commozione Mariella Mularoni e invita tutte le forze politiche a sostenere il nuovo Segretario di Stato nell’interesse della sanità pubblica. Difende la legge sui dieci anni, spiegando che nacque per favorire il ricambio della classe dirigente e non contro singole persone, ma riconosce il senso dello Stato dimostrato da Venturini nel rinunciare alla candidatura. Richiama quindi le principali criticità dell’ISS, dai tempi di attesa alla sostenibilità economica, proponendo anche di valorizzare maggiormente i medici sammarinesi e di ampliare il bacino di utenza della sanità pubblica per migliorarne la sostenibilità. Fabio Righi (D-ML) sostiene che il vero tema non sia la scelta tra Ugolini e Venturini, ma il rispetto della legge. Sul piano sanitario osserva che la Democrazia Cristiana guida il settore da gran parte degli ultimi trent’anni e ritiene che l’attuale crisi sia il risultato di una gestione che ha privilegiato logiche politiche rispetto a una reale programmazione. Chiede un controllo di gestione dell’ISS, una maggiore apertura alla libera professione e un progetto organico per il nuovo ospedale, sostenendo che senza una visione complessiva il semplice cambio del Segretario di Stato non produrrà risultati concreti. Luca Lazzari (PSD) ripercorre l’evoluzione della legge sui dieci anni, collegandola al clima politico dell’epoca e sostenendo che oggi il contesto sia profondamente cambiato. Difende la disponibilità manifestata da Giancarlo Venturini, definendola una scelta di servizio verso il Governo, e ne elogia il successivo passo indietro come un sacrificio personale compiuto per evitare tensioni istituzionali. Rivolge quindi l’attenzione alle sfide della sanità sammarinese, auspicando che Ugolini sappia rilanciare l’ISS mantenendone il carattere pubblico, universale e solidaristico. Michele Muratori (Libera) esprime pieno sostegno a Massimo Andrea Ugolini e difende il lavoro svolto da Mariella Mularoni e dalla governance dell’ISS, richiamando gli investimenti su prevenzione, assistenza territoriale e deospedalizzazione. Respinge inoltre l’equazione tra esternalizzazione e privatizzazione, spiegando che alcune specialità vengono affidate a strutture esterne per ragioni di sostenibilità senza rinunciare al carattere pubblico del sistema. Invita quindi a proseguire lungo una programmazione che elimini gli sprechi, valorizzi le eccellenze e renda l’ospedale capace di attrarre pazienti anche dall’esterno. Manuel Ciavatta (PDCS) difende il percorso seguito dalla Democrazia Cristiana, sostenendo che la candidatura di Giancarlo Venturini fosse stata valutata nella convinzione che la legge ne consentisse la nomina e che gli approfondimenti successivi fossero finalizzati esclusivamente a tutelare le istituzioni, la Reggenza e gli uffici pubblici. Respinge le accuse di divisioni interne al partito, rivendicando le decisioni assunte all’unanimità sia su Venturini sia su Ugolini, e sostiene la necessità di riflettere sulla disciplina dei dieci anni alla luce dei principi di proporzionalità e della giurisprudenza costituzionale. Conclude ribadendo la fiducia nelle capacità di Ugolini, del quale elogia l’esperienza maturata al Governo e il lavoro svolto alla Giustizia, assicurando il pieno sostegno della Democrazia Cristiana nell’affrontare le sfide della sanità sammarinese.





