L’Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS) ha presentato il progetto per la realizzazione dell’Hospice, un servizio dedicato all’assistenza delle persone nella fase più avanzata della malattia e al sostegno delle loro famiglie. L’iniziativa è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Segretario di Stato per la Sanità Marco Gatti, del direttore amministrativo dell’ISS Manuel Canti, del direttore generale Claudio Vagnini e della presidente dell’Associazione Oncologica Sammarinese (AOS) Maria Grazia Angeli.
Il progetto sarà sviluppato in due fasi. La prima prevede la realizzazione di quattro stanze dedicate alle cure palliative all’interno dell’Ospedale di Stato, con i relativi spazi di servizio. I lavori inizieranno entro la fine dell’anno, una volta conclusi quelli del nuovo Day Hospital Oncologico, e interesseranno il secondo piano della palazzina dell’ex Casa di Riposo. Gli arredi saranno interamente donati dall’AOS.
La seconda fase riguarda invece la costruzione di un Hospice territoriale alla Fiorina, a Domagnano, accanto alla RSA – Casa di Riposo. La struttura disporrà di 10 stanze e degli spazi necessari per l’assistenza ai pazienti e l’accoglienza dei familiari. Il terreno è di proprietà dello Stato, mentre l’edificio sarà realizzato dall’Associazione Oncologica Sammarinese e successivamente donato allo Stato per essere destinato all’ISS.
Nel comunicato viene spiegato che l’Hospice “rappresenta un servizio di particolare valore per il sistema sanitario e socio-sanitario, perché consente di offrire una risposta più adeguata alle persone con malattia avanzata o terminale quando l’assistenza domiciliare non è più sufficiente o quando la famiglia necessita di un sostegno più strutturato. Non si tratta soltanto di un luogo di cura, ma di uno spazio in cui l’attenzione clinica si unisce alla dimensione relazionale, al controllo del dolore, alla tutela della dignità della persona e all’accompagnamento dei familiari”.
Secondo le stime riportate dall’ISS, ogni anno nella Repubblica di San Marino tra 160 e 220 persone concludono la propria vita con bisogni di cure palliative. Di queste, 65-90 sono pazienti oncologici e circa 100 presentano bisogni assistenziali complessi. Nei primi sei mesi del 2026, l’Unità Operativa Semplice di Medicina del Dolore, Cure Palliative e Hospice ha preso in carico 41 nuovi pazienti, con una proiezione di circa 80 nuovi ingressi nell’arco dell’anno. Tra gennaio 2025 e giugno 2026 l’équipe ha assistito 144 pazienti e famiglie, accompagnando nel fine vita 102 persone, di cui 80, pari a circa il 78%, nella propria abitazione.
Il Segretario di Stato Marco Gatti definisce il progetto “un passaggio significativo per il nostro sistema sanitario e socio-sanitario, in grado di rafforzare un ambito di assistenza che richiede competenza, sensibilità e capacità di presa in carico globale della persona”. Gatti aggiunge che “la Segreteria di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale sostiene con convinzione questo percorso, che nasce dalla collaborazione tra istituzioni, ISS e associazionismo, e che consentirà alla Repubblica di San Marino di dotarsi progressivamente di spazi sempre più adeguati per accogliere e accompagnare con dignità le persone e le loro famiglie nei momenti di maggiore fragilità”, ringraziando l’AOS “per il contributo concreto e per la disponibilità dimostrata nel farsi parte attiva di un progetto di grande valore per la nostra comunità”.
La presidente dell’AOS Maria Grazia Angeli ricorda che “l’Associazione Oncologica Sammarinese chiedeva da tempo la realizzazione di un hospice e aveva già lanciato una raccolta fondi specifica”, spiegando che “donare gli arredi delle prime stanze in ospedale e contribuire alla realizzazione della struttura alla Fiorina significa trasformare la solidarietà e la generosità dei sammarinesi dimostrata ogni anno verso l’AOS, in un servizio stabile per il Paese”.
Per il direttore generale dell’ISS Claudio Vagnini, “ci sono momenti della cura in cui la medicina deve saper essere, prima di tutto, presenza. L’Hospice nasce da questa consapevolezza: nessuna persona deve sentirsi sola quando la malattia diventa più difficile, e nessuna famiglia deve essere lasciata senza un sostegno adeguato”. Vagnini sottolinea inoltre che “per l’ISS questo progetto non è soltanto un intervento strutturale, ma un modo per dare forma concreta a una sanità che accompagna, ascolta e si prende cura anche quando non può più guarire”, ringraziando l’AOS per una collaborazione che consentirà di offrire ai pazienti “ambienti più accoglienti, dignitosi e vicini ai bisogni reali delle persone”.





