Il Partito dei Socialisti e dei Democratici (PSD) interviene sull’approvazione all’unanimità dell’Ordine del giorno in Commissione Consiliare Permanente I dedicato alla riforma della cittadinanza, definendolo “un nuovo passo nel percorso di riforma della cittadinanza avviato in questa legislatura”.
Nel comunicato il PSD ricorda il recente intervento che ha eliminato l’obbligo di rinunciare alla cittadinanza d’origine per ottenere quella sammarinese. “Abbiamo risolto un problema che tanti aspettavano da anni. Ma la cittadinanza è un tema troppo importante per essere affrontato con interventi isolati”, afferma il partito.
Per questo motivo l’Ordine del giorno affida al segretario di Stato per gli Affari Interni Andrea Belluzzi il compito di promuovere un tavolo tecnico-politico aperto a tutte le forze consiliari con l’obiettivo di predisporre il primo Testo unico sulla cittadinanza della Repubblica di San Marino.
Secondo il PSD, “la cittadinanza è molto più di un documento: è il legame più profondo fra ciascuno di noi e il proprio paese. Ed è ancora più preziosa in uno Stato piccolo come il nostro, che custodisce la più antica Repubblica del mondo”. Il partito sottolinea quindi la necessità di trovare un equilibrio tra apertura e tutela dell’identità sammarinese. “San Marino deve continuare ad essere una comunità aperta, capace di attrarre persone che condividano i valori del Paese e vogliano costruire qui il proprio futuro. Ma, allo stesso tempo, deve saper proteggere con intelligenza il valore della propria cittadinanza, tenendo conto dei profondi cambiamenti che il mondo sta vivendo”, si legge nella nota.
Il PSD ritiene inoltre che “anche le preoccupazioni espresse in questi mesi dal Comitato Civico in Difesa della Cittadinanza meritino attenzione”, precisando che “ascoltare chi manifesta dubbi e sensibilità su un tema così delicato è un dovere della politica”.
Nel comunicato viene affrontato anche il tema dei giovani nati e cresciuti a San Marino, figli di un genitore sammarinese e di uno straniero. Il partito definisce “profondamente ingiusta” l’attuale disciplina che impone, al raggiungimento della maggiore età, una dichiarazione per confermare la volontà di mantenere la cittadinanza, con il rischio di perderla in caso di mancato adempimento. “È difficile comprenderla quando riguarda giovani che sono cresciuti nelle nostre famiglie, hanno frequentato le nostre scuole, hanno costruito qui le loro amicizie e si sentono sammarinesi da sempre. Su questo punto è giusto intervenire”, afferma il PSD.
Il partito precisa inoltre che l’Ordine del giorno non affronta le questioni relative ai figli delle coppie omogenitoriali, spiegando che il tema sarà discusso entro l’attuale semestre reggenziale attraverso le Istanze d’Arengo presentate dall’Associazione LGBT+ 121. “Sarà quella la sede per un confronto politico approfondito, capace di affrontare una materia complessa con la serietà e l’equilibrio che richiede”, evidenzia il comunicato.
In conclusione, il PSD ribadisce la propria posizione sulla riforma della cittadinanza: “Per il PSD la riforma della cittadinanza non è un tema identitario da usare per dividere, né un argomento da affrontare con leggerezza. È una responsabilità verso chi oggi è sammarinese e verso chi lo sarà domani. Per questo il lavoro continua, con l’obiettivo di consegnare al Paese una normativa moderna, coerente e capace di guardare al futuro senza smarrire ciò che rende unica la nostra Repubblica”.





