Sanità, dibattito acceso in Commissione: dalle liste d’attesa al caso del nuovo Segretario

da | 13 Lug 2026

Nel pomeriggio di lunedì 13 luglio 2026 prende avvio una nuova sessione della IV Commissione Consiliare Permanente. Nel comma “comunicazioni”, Giulia Muratori (Libera) pone l’accento sul futuro del Centro Salute Donna dell’ISS, che la commissaria ritiene debba essere rafforzato e valorizzato anche dal punto di vista organizzativo. Per Muratori il sostegno alla natalità passa non solo attraverso incentivi economici, ma anche da servizi efficienti e vicini ai cittadini: “Se vogliamo davvero contrastare la denatalità e sostenere le famiglie, credo che dobbiamo investire non solo in leggi importanti come quella sulla famiglia, ma anche ripensando i servizi che ogni giorno sono vicini alle persone.” L’auspicio è che la fase di riorganizzazione rappresenti un’occasione per rilanciare il Centro Salute Donna e consolidarne il ruolo nella rete territoriale dell’ISS. Miriam Farinelli (Repubblica Futura) interviene invece partendo dai recenti episodi di cronaca che hanno coinvolto il sistema sanitario, tra aggressioni agli operatori e violazioni della privacy all’interno del pronto soccorso. La commissaria evidenzia come la violenza contro il personale sanitario non possa essere affrontata esclusivamente sotto il profilo dell’ordine pubblico, ma richieda interventi politici, organizzativi e culturali. “Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti”, afferma, collegando il tema anche al crescente disagio giovanile dopo i recenti episodi di violenza avvenuti nel Paese. Per Farinelli è necessario interrogarsi sulle responsabilità della politica, delle famiglie e dell’intera comunità per arginare una deriva che rischia di diventare un problema sociale sempre più diffuso. Sulla stessa linea si colloca la presidente della Commissione Denise Bronzetti, che parla apertamente di un “allarme sociale” sottovalutato. Bronzetti richiama le segnalazioni relative a episodi di bullismo e violenza tra adolescenti – a cominciare dai recenti fatti di via Gino Giacomini – sostenendo che le leggi approvate negli ultimi anni non siano sufficienti senza un’adeguata risposta dei servizi competenti. Annuncia l’intenzione di riportare il tema anche nel prossimo Consiglio e invita il Congresso di Stato a verificare l’efficacia dell’attuale modello organizzativo dell’ISS e dei servizi di tutela dei minori. Per la presidente è necessario intervenire rapidamente, perché in una realtà come San Marino fenomeni di questo tipo non possono essere ignorati né lasciati senza risposte.

Aida Maria Adele Selva (PDCS) condivide le preoccupazioni espresse negli interventi precedenti e individua negli adulti la principale responsabilità del crescente disagio giovanile. Secondo Selva i giovani vivono una profonda mancanza di punti di riferimento perché sono gli stessi adulti a non trasmettere più valori e principi chiari. “Noi stessi, gli adulti, non rispettiamo più le regole”, afferma, sostenendo che il problema non riguardi soltanto i ragazzi ma l’intera società. Selva richiama inoltre l’attenzione sulla diffusione dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’abuso di alcol tra gli adolescenti, fenomeni che ritiene troppo spesso sottovalutati e che, a suo giudizio, incidono pesantemente sui comportamenti dei giovani. Matteo Casali (Repubblica Futura) prende spunto da un recente sondaggio commissionato dal proprio partito per sostenere come la sanità rappresenti oggi la principale preoccupazione dei cittadini. Nel suo intervento passa in rassegna le liste d’attesa, la carenza di personale medico, la crescita della spesa dell’ISS, la questione dello screening mammografico, il progetto dell’hospice ancora fermo e le recenti aggressioni e violazioni della privacy ai danni degli operatori sanitari. Secondo Casali, mentre questi problemi restano aperti, la maggioranza avrebbe concentrato le proprie energie sulle vicende politiche legate alla nomina del nuovo Segretario di Stato alla Sanità anziché sulle risposte da dare ai cittadini. 

Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi) condivide le preoccupazioni già espresse sulle liste d’attesa e sulla crescente difficoltà dei cittadini ad accedere alle cure, tanto da essere costretti sempre più spesso a rivolgersi al privato. Troina sostiene che il Comitato Esecutivo sia troppo concentrato sugli aspetti burocratici e poco sull’erogazione dei servizi, osservando inoltre che del progetto del nuovo ospedale “non se ne parla più”. Critica anche la gestione politica della sostituzione del Segretario di Stato alla Sanità, definendo “veramente imbarazzante” il susseguirsi di dichiarazioni e polemiche apparse sui giornali. Infine richiama l’attenzione sull’aumento degli episodi di violenza e microcriminalità, invitando la politica a riflettere su come preservare quel senso di sicurezza che ha sempre caratterizzato San Marino. Emanuele Santi (Rete) riprende il tema della sicurezza, ma invita a guardare oltre la cronaca. A suo giudizio il problema non riguarda soltanto l’ordine pubblico, bensì il crescente disagio giovanile, che merita un approfondimento specifico. Per questo propone che la Commissione organizzi audizioni con le autorità competenti per comprendere l’effettiva dimensione del fenomeno, sottolineando che gli episodi conosciuti potrebbero rappresentare solo una parte del problema. Santi torna poi sulle vicende politiche relative alla nomina del nuovo Segretario alla Sanità, parlando dello “psicodramma maturato in casa della Democrazia Cristiana” e definendo “una figura veramente molto barbina” la gestione della candidatura di Venturini. 

Pronta la replica di Gian Carlo Venturini (PDCS), che respinge con decisione le ricostruzioni dell’opposizione sulla mancata nomina a Segretario di Stato alla Sanità. Il segretario politico della Democrazia Cristiana sostiene che all’interno del partito non vi sia mai stata alcuna spaccatura e afferma che la sua candidatura era stata condivisa all’unanimità dagli organismi competenti a partire dal Consiglio centrale. “Vi voglio rassicurare perché all’interno del partito non c’è stata nessuna diatriba”, dichiara, accusando le opposizioni di aver cercato una polemica politica. Venturini ripercorre quindi la vicenda sotto il profilo giuridico, sostenendo che dal 2011 a oggi il quadro normativo sia cambiato alla luce delle più recenti pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte Costituzionale italiana sul tema della retroattività e del limite ai mandati. Secondo Venturini proprio questi nuovi elementi hanno portato a un approfondimento della normativa e alla decisione di rinunciare alla candidatura, pur ribadendo che fino a poche settimane prima esistevano interpretazioni differenti da parte degli uffici competenti. Rivendicando di non essere “attaccato alla poltrona”, Venturini spiega che la scelta è stata compiuta per evitare ulteriori polemiche e riportare l’attenzione sui problemi della sanità. “Per me viene prima la sanità”, afferma, sottolineando di voler continuare il proprio impegno come segretario politico del PDCS e ricordando di aver ricevuto nuovamente la fiducia degli organismi del partito. 

Paolo Crescentini (PSD) esprime “massima solidarietà” agli operatori dell’ISS vittime sia dell’aggressione sia della diffusione sul web di filmati registrati all’interno del pronto soccorso, definendo quest’ultimo episodio una “burla vergognosa” e auspicando che abbia conseguenze concrete. Sul piano più generale difende però il sistema sanitario sammarinese, sostenendo che “chi si lamenta della sanità sammarinese, dal mio punto di vista, fa peccato”. Pur riconoscendo il problema delle liste d’attesa, invita anche i cittadini ad assumersi le proprie responsabilità, ricordando come le mancate disdette delle visite prenotate contribuiscano ad allungare i tempi di attesa. Crescentini si dice inoltre favorevole a un’audizione sul disagio giovanile, convinto che la dimensione ridotta del Paese possa consentire di individuare più facilmente le cause del fenomeno e intervenire con efficacia. Guerrino Zanotti (Libera) allarga invece lo sguardo al contesto sociale, sostenendo che gli episodi di violenza non possano essere spiegati soltanto come un problema di sicurezza. A suo giudizio il disagio nasce da un “progressivo imbarbarimento della cultura dominante”, alimentato anche dai social network e da modelli culturali che coinvolgono giovani e adulti. Pur condividendo la necessità di rafforzare i servizi, ritiene che il fenomeno abbia radici molto più profonde e afferma che “dobbiamo prendere atto di un fallimento della nostra società”. 

Andrea Ugolini (PDCS) esprime piena solidarietà agli operatori sanitari vittime delle recenti aggressioni e delle violazioni della privacy avvenute all’interno dell’ospedale, osservando come non si tratti più di episodi isolati ma di “fenomeni strutturati che evidenziano un disagio sempre più diffuso”. Ricorda le iniziative già avviate dalla Commissione, tra cui un ordine del giorno sulla collaborazione tra Servizio Minori e Tutela Minori e un altro dedicato all’utilizzo dei social network. Sottolinea come il controllo dei figli sia diventato sempre più complesso nell’era digitale e richiama la politica a promuovere spazi di aggregazione, attività educative e interventi concreti, affinché le strutture competenti possano “mettere in campo con urgenza tutte le iniziative necessarie almeno per arginare questo fenomeno”.  Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) amplia la riflessione ricordando che la violenza non riguarda soltanto gli adolescenti, ma coinvolge anche adulti e giovani adulti. A suo giudizio la politica deve verificare se norme, servizi e strumenti oggi disponibili siano ancora adeguati o se sia necessario rafforzarli, valorizzando il lavoro già svolto dalla Gendarmeria e dai servizi socio-sanitari. Nella parte finale dell’intervento replica anche alle critiche dell’opposizione sulla mancata nomina del nuovo Segretario di Stato alla Sanità, assicurando che all’interno della Democrazia Cristiana vi sia sempre stata piena condivisione delle decisioni e che “nessuno ha mai cercato di forzare una norma”, ma che il partito abbia scelto di approfondire il quadro normativo nel pieno rispetto delle regole e delle istituzioni. Secondo il Segretario di Stato Matteo Ciacci, i fatti avvenuti in via Gino Giacomini e all’interno dell’ISS dimostrano come stiano emergendo difficoltà nella gestione dei conflitti anche in una realtà tradizionalmente caratterizzata da sicurezza e coesione sociale. Per il Segretario di Stato è necessario interrogarsi sul ruolo educativo di famiglie, scuola e comunità, favorendo la nascita di spazi sani per i giovani e rafforzando gli strumenti di prevenzione. Sul fronte sanitario ribadisce inoltre che “non si possa arretrare di un centimetro rispetto a tutta l’attività di prevenzione”, sottolineando che prima di affrontare il tema del nuovo ospedale occorre definire il modello di offerta socio-sanitaria che il Paese intende costruire. Solo successivamente, spiega, sarà possibile ragionare sulle nuove infrastrutture, mentre nel frattempo proseguirà la riqualificazione delle strutture esistenti. 

Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi) presenta quindi un ordine del giorno sottoscritto dalle opposizioni, che raccoglie molte delle sollecitazioni emerse nel dibattito. Dopo un momento di confronto, viene presentato un nuovo testo frutto della mediazione tra tutte le forze politiche. Troina presenta la versione condivisa dell’ordine del giorno, riformulata dopo il confronto. Il documento prende atto dei recenti episodi di violenza verificatisi nel Paese, dall’aggressione al personale del Pronto soccorso alle riprese effettuate all’interno dell’ospedale con dispositivi occultati, fino alle aggressioni avvenute nel centro storico, evidenziando come questi fatti siano il sintomo di un disagio sociale che richiede interventi coordinati e non possa essere affrontato soltanto sotto il profilo dell’ordine pubblico. L’ordine del giorno impegna il Congresso di Stato a riferire in Commissione sul fenomeno della violenza e sulle iniziative già adottate, a predisporre entro il 31 gennaio 2027 un piano organico di prevenzione del disagio giovanile, coinvolgendo ISS, associazioni, famiglie e terzo settore, a rafforzare le misure di tutela degli operatori sanitari e del personale dei servizi pubblici maggiormente esposto ad aggressioni e a presentare, entro sei mesi, una relazione al Consiglio Grande e Generale sullo stato di attuazione degli interventi e sui risultati conseguiti. L’Odg è approvato all’unanimità. 

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Al comma numero 2, vengono esaminate una serie di Istanze d’Arengo. La presidente Denise Bronzetti apre il dibattito esprimendo rammarico per il fatto che, nonostante i ripetuti solleciti alle Segreterie di Stato, siano arrivati riferimenti soltanto su poche istanze, assicurando però che continuerà a chiedere risposte sulle numerose pratiche ancora pendenti. Emanuele Santi (Rete) sottolinea come il problema riguardi tutte le Commissioni e diverse legislature, ricordando che la legge impone al Congresso di Stato di riferire entro sei mesi dall’approvazione delle istanze. Gian Carlo Venturini (PDCS) riconosce che il problema è storico e invita a garantire sempre una risposta ai cittadini, anche in presenza di difficoltà attuative, soffermandosi inoltre sulla necessità di individuare soluzioni equilibrate per le intitolazioni di vie e piazze, evitando disagi ai residenti. Matteo Casali (Repubblica Futura) propone una riflessione più ampia sul funzionamento dell’istituto delle Istanze d’Arengo, osservando che, se le istanze continuano a rimanere inevase o vengono considerate formalmente attuate senza esserlo nei fatti, è necessario ripensarne il meccanismo, anche valutando conseguenze per il mancato rispetto delle decisioni del Consiglio Grande e Generale. Guerrino Zanotti (Libera) condivide la necessità di valorizzare questo strumento di democrazia diretta, pur ritenendo opportuno introdurre un filtro che eviti di portare in Aula questioni di carattere esclusivamente amministrativo, lasciandole agli organi tecnici competenti. Anche Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi) ritiene indispensabile una riforma dell’istituto, sostenendo che oggi un singolo cittadino possa presentare un’istanza destinata a impegnare Parlamento e Governo senza dimostrare un reale interesse collettivo. Propone quindi di valutare l’introduzione di un numero minimo di firme, così da rafforzare il carattere pubblico delle richieste e, allo stesso tempo, rendere più stringenti gli obblighi di attuazione. Nelle conclusioni, il Segretario di Stato Matteo Ciacci condivide le osservazioni emerse durante il confronto, riconoscendo la necessità di rendere più tempestive le risposte del Congresso di Stato e di rivedere alcuni aspetti dell’istituto nell’ambito della Commissione per le riforme istituzionali. Si dice favorevole a una riflessione sui requisiti di presentazione delle istanze e sulla competenza degli organi chiamati a esaminarle, confermando inoltre che saranno individuate soluzioni per le intitolazioni ancora in sospeso e che proseguirà il lavoro per valorizzare uno degli strumenti più significativi della democrazia diretta sammarinese.

Con riferimento all’Istanza d’Arengo n. 22 del 2 aprile 2023, relativa all’intitolazione di una via, strada o piazza alla Compagnia Uniformata delle Milizie, la presidente Denise Bronzetti comunica che il Congresso di Stato ha dato seguito all’istanza individuando un tratto di strada in prossimità della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, modificando contestualmente la toponomastica con apposita delibera. L’istanza viene quindi dichiarata integralmente evasa. 

Si prosegue con un riferimento su due Istanze d’Arengo del 2025 in materia di disabilità: la n. 17, che chiede la realizzazione di indagini statistiche nazionali sulla disabilità, e la n. 18, relativa all’incremento del fondo per gli interventi sulla disabilità a sostegno dell’inclusione e della partecipazione sociale. Dai riferimenti emerge che il Governo ha già avviato un percorso di riforma della normativa sulla disabilità, con un tavolo tecnico dedicato, il coinvolgimento delle istituzioni competenti e la costituzione di un gruppo di lavoro incaricato di sviluppare un sistema strutturato di raccolta dati. Viene inoltre ricordato che il fondo per la disabilità dispone attualmente di una dotazione di 100 mila euro e che, sulla base dei progetti presentati entro il 31 agosto 2026, potrà essere valutato un eventuale incremento delle risorse in sede di assestamento di bilancio.  Emanuele Santi (Rete) giudica insoddisfacenti i riferimenti forniti dal Governo, sostenendo che le due istanze chiedevano risposte precise su due punti: la realizzazione di dati statistici aggiornati sulla disabilità e l’aumento delle risorse destinate al fondo per l’inclusione. Il commissario richiama inoltre i dati presentati dalla CSdL durante un recente convegno sulla disabilità, evidenziando come, a fronte di oltre 500 persone che percepiscono assegni o pensioni di invalidità, l’attuale normativa sull’inserimento lavorativo consentirebbe potenzialmente l’assunzione di un numero analogo di persone con disabilità, obbligo che però, a suo giudizio, rimane in larga parte inattuato. Per Santi è quindi necessario accelerare la riforma del settore e dare finalmente attuazione agli impegni già approvati dal Consiglio, senza limitarsi a rinviare le decisioni. 

Matteo Casali (Repubblica Futura) contesta con decisione i riferimenti presentati dal Governo, sostenendo che nessuna delle due istanze possa considerarsi realmente attuata. A suo giudizio, il semplice avvio di un percorso di riforma o di un gruppo di lavoro non equivale a dare seguito alle richieste approvate dal Consiglio Grande e Generale, che chiedevano risultati concreti sia sul fronte delle indagini statistiche sia sull’incremento del fondo per la disabilità. Aida Maria Adele Selva (PDCS) evidenzia che, pur rimanendo invariato a 100 mila euro, il fondo dispone oggi di maggiori risorse effettivamente destinabili ai progetti perché i costi di funzionamento della Commissione ONU sono stati spostati su un capitolo autonomo, lasciando inoltre aperta la possibilità di un ulteriore incremento in sede di assestamento. Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) riconosce il ritardo nella costruzione di un sistema statistico affidabile, ma considera positivo l’avvio del gruppo di lavoro e il nuovo meccanismo di valutazione dei progetti finanziati dal fondo, ritenendo che le istanze abbiano comunque stimolato un percorso di riforma. Anche Guerrino Zanotti (Libera) invita a non liquidare i riferimenti come inadeguati, osservando che riforme complesse come quella sull’inclusione lavorativa richiedono tempi più lunghi rispetto ad altre istanze e auspicando però un incremento già dal prossimo bilancio delle risorse destinate alle associazioni. Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi) concorda sulla necessità di rivalutare il fondo e soprattutto di accelerare il lavoro del gruppo incaricato di raccogliere dati e predisporre la riforma, sottolineando come la mancanza di statistiche rappresenti uno dei principali limiti nella programmazione delle politiche pubbliche. In chiusura Gian Carlo Venturini (PDCS) sostiene che le istanze abbiano comunque ricevuto una prima risposta, ricordando sia l’aumento delle risorse effettivamente disponibili per i progetti sia l’impegno del Governo a valutare ulteriori incrementi. Sul fronte statistico e dell’inclusione lavorativa ribadisce che è in corso un percorso di riforma condiviso tra le Segreterie competenti, finalizzato ad aggiornare una normativa ormai datata e a coinvolgere maggiormente anche il sistema produttivo nel percorso di inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

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Al comma 3 è in programma l’esame di due progetti di legge. Su richiesta dei promotori, la Commissione decide di soprassedere all’esame del progetto di legge di iniziativa popolare sulla disciplina delle alienazioni e concessioni dei terreni pubblici. La sospensione viene motivata dalla disponibilità del Segretario di Stato Matteo Ciacci ad aprire un tavolo di confronto per approfondire soprattutto la parte relativa alle concessioni e valutare un possibile recepimento delle proposte nell’ambito del progetto di legge sulla trasparenza degli atti. Viene quindi illustrato il progetto di legge di iniziativa popolare per l’istituzione delle guardie zoofile volontarie. I promotori chiedono il ritiro del testo, non per contrarietà ai contenuti, ma perché le stesse disposizioni sono già state recepite nel più ampio progetto di riforma della legge sul benessere animale, attualmente in fase conclusiva, così da garantire una disciplina organica e coordinata della materia.

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