Sicurezza, cimiteri e cittadinanza: il Governo accelera sui dossier più caldi

da | 13 Lug 2026

La Commissione I apre i lavori dal comma “comunicazioni” con una riflessione sul tema della sicurezza e del disagio giovanile prendendo spunto dai recenti episodi di cronaca che hanno interessato San Marino. Il Segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi evidenzia come gli episodi rappresentino soltanto la manifestazione più visibile di un fenomeno già monitorato da tempo dalle forze dell’ordine e invita ad affrontarlo in modo sistemico. “Non possiamo pattugliare ogni angolo del territorio”, afferma, sottolineando che sarebbe un errore scaricare ogni responsabilità sulle forze di polizia. Belluzzi propone invece un lavoro condiviso che coinvolga famiglie, scuola, servizi sociali, Giunte di Castello e istituzioni, annunciando che porterà il tema all’attenzione del Congresso di Stato per avviare un percorso stabile di monitoraggio e prevenzione. Nel dibattito Carlotta Andruccioli (D-ML) collega il tema della sicurezza al rafforzamento delle Giunte di Castello, chiedendo aggiornamenti sulla riforma della normativa e sostenendo che istituzioni territoriali più autonome possano svolgere un ruolo decisivo anche nella prevenzione del disagio. Condivide l’impostazione del Segretario, osservando che “sarebbe un errore pensare che la risposta possa limitarsi al rafforzamento dell’azione delle forze di polizia” e ribadisce la disponibilità dell’opposizione a collaborare “senza fare allarmismi, ma anche senza sottovalutare il problema”. Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) rivolge un ringraziamento al lavoro svolto dalle forze dell’ordine e sottolinea che una rete di collaborazione tra polizia, servizi sociali e sanitari esiste già e va ulteriormente valorizzata, perché il disagio giovanile richiede interventi tempestivi e coordinati. Anche Giulia Muratori (Libera) ritiene che i recenti fatti dimostrino come San Marino non sia immune da fenomeni di questo tipo e richiama il “grido d’allarme arrivato proprio dai giovani”, sostenendo che sia necessario creare spazi sicuri di aggregazione e continuare a investire sul dialogo tra istituzioni e territorio. La commissaria amplia poi il confronto affrontando il tema della dirigenza pubblica, chiedendo una riflessione sul modello futuro e sulla valorizzazione delle professionalità interne, oltre a sollecitare chiarimenti sull’entrata in funzione dell’ICEE. Sulla stessa linea Barbara Bollini (PDCS) invita a guardare alle cause profonde del disagio, indicando nella collaborazione tra famiglia, scuola e Stato lo strumento principale per prevenire comportamenti devianti. Richiama inoltre il peso crescente dei social network e della tecnologia nell’influenzare i giovani e ribadisce il ruolo centrale dei Capitani e delle Giunte di Castello come punto di riferimento diretto per i cittadini e per il territorio. Nella replica conclusiva il Segretario Belluzzi aggiorna infine la Commissione sul percorso di riforma delle Giunte di Castello, spiegando che il confronto con i Capitani proseguirà nei prossimi mesi per arrivare a modifiche condivise della normativa e confermando la volontà di coinvolgerle sempre di più nei processi decisionali. Sul fronte della pubblica amministrazione annuncia l’intenzione di aprire una riflessione sulla futura riforma della dirigenza, puntando su formazione e ricambio generazionale, mentre sull’ICEE comunica che il 17 luglio si riunirà l’Osservatorio, che i provvedimenti attuativi sono ormai pronti e che l’applicativo entrerà nella fase conclusiva, con l’obiettivo di rendere lo strumento pienamente operativo durante il periodo di sperimentazione.

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Con il comma 2, il dibattito si concentra sull’emergenza dei cimiteri della Repubblica, tema introdotto dal Segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi, che descrive una situazione ormai critica per la saturazione di diversi camposanti, in particolare quelli di Domagnano, Acquaviva, Serravalle e Montalbo. Il Segretario spiega che il problema non è soltanto organizzativo, ma tocca direttamente la sensibilità delle famiglie, perché sempre più spesso un cittadino non riesce a essere sepolto nel proprio Castello. “Se questa non è un’emergenza assoluta, mi chiedo cosa lo sia”, afferma, ricordando che a fronte di circa 200 decessi l’anno restano disponibili soltanto 250 posti in tutta la Repubblica. Per questo il Governo presenta un piano straordinario che punta su una revisione del regolamento di Polizia mortuaria, una campagna massiva di estumulazioni, la realizzazione di nuovi loculi ossari e interventi infrastrutturali già finanziati, con l’obiettivo di garantire entro il 2027 disponibilità di sepolture in tutti i Castelli. Belluzzi sottolinea inoltre che il progetto vuole superare la logica dei continui ampliamenti dei cimiteri, introducendo un sistema stabile di sostituzione dei loculi, nel pieno rispetto delle famiglie coinvolte. Parallelamente richiama anche la necessità di investire nella manutenzione e nell’accessibilità dei cimiteri, citando ad esempio l’esigenza di ascensori e montacarichi a Serravalle, e invita ad affrontare con pragmatismo anche il tema degli appalti, affinché le emergenze possano essere risolte senza rallentamenti. Il Segretario di Stato per il Territorio Matteo Ciacci sottolinea che il piano dovrà conciliare l’urgenza degli interventi con il rispetto delle sensibilità religiose, familiari e affettive, annunciando una programmazione che prevede sia opere immediate sia interventi di più lungo periodo. “Il 2027 dovrà essere l’anno in cui destinare risorse agli ampliamenti delle strutture cimiteriali”, afferma, indicando come priorità l’ampliamento del cimitero di Domagnano, mentre ricorda che a Fiorentino i lavori sono già iniziati. Per Ciacci l’obiettivo strategico è fare in modo che ogni cittadino possa trovare sepoltura nel proprio Castello di appartenenza, considerato il forte legame della popolazione con il territorio.  Barbara Bollini (PDCS) insiste sull’importanza della manutenzione e dell’accessibilità dei cimiteri, affinché anche le persone anziane o con disabilità possano raggiungere le tombe dei propri cari.  Anche Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) evidenzia il valore identitario che il cimitero del proprio Castello riveste per i sammarinesi, ricordando come molti cittadini arrivino a chiedere loculi in prestito o scelgano la cremazione pur di non essere sepolti altrove. A suo giudizio l’emergenza non è più rinviabile e richiede una risposta condivisa: “È fondamentale affrontare con determinazione questa emergenza, senza sottrarci alle nostre responsabilità”, accompagnando le famiglie con un percorso di informazione e coinvolgendo attivamente le Giunte di Castello.  Sulla stessa linea Donatella Merlini (PSD) ringrazia i Segretari per il coraggio nell’affrontare un tema rimasto irrisolto per anni e auspica una gestione attenta del percorso, fondata sul confronto con le Giunte di Castello e su una comunicazione rispettosa della particolare sensibilità della materia.  Dall’opposizione, Carlotta Andruccioli (D-ML) condivide la necessità di intervenire con urgenza ma invita a trasformare l’emergenza in un’occasione per costruire una pianificazione stabile. “Garantire ai cittadini la possibilità di essere sepolti nel proprio Castello, nel rispetto della loro volontà e di quella delle famiglie, non è soltanto una questione amministrativa, ma rappresenta un dovere delle istituzioni nei confronti della dignità della persona”, osserva, ricordando che il fabbisogno di spazi cimiteriali è ampiamente prevedibile e che negli anni è mancata una programmazione di lungo periodo. Pur giudicando condivisibile il cronoprogramma illustrato dal Governo, invita quindi a dotarsi di un monitoraggio costante per evitare che, esaurita l’attuale emergenza, il problema si ripresenti negli anni futuri.

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Al comma 3, il Segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi ripercorre il lavoro svolto dalla Commissione sulla riforma della cittadinanza, ricordando che, dopo l’approvazione della norma sulla rinuncia alla cittadinanza d’origine, è stato avviato un confronto ampio con associazioni, tecnici, dirigenti e mondo politico, arricchito anche dall’audizione del professor Bruno Nascimbene. Dagli approfondimenti emerge la necessità di intervenire su una normativa stratificata nel tempo, nella quale permangono conflitti e criticità legati ai diversi interventi legislativi succedutisi negli anni. Belluzzi ribadisce che il tema della cittadinanza deve restare distinto da quello della legge elettorale e propone di procedere lungo due direttrici parallele: affrontare subito le questioni più urgenti con interventi mirati e, contemporaneamente, avviare il lavoro per arrivare a un testo unico capace di riordinare l’intera materia. “Personalmente ritengo che, laddove possibile, non debba essere considerato un tabù intervenire con provvedimenti puntuali per chiudere definitivamente queste questioni”, afferma, spiegando che un riordino complessivo richiederà invece tempi più lunghi, approfondimenti tecnici e un ampio confronto politico. Il Segretario propone quindi la costituzione di una commissione mista tra tecnici e politica incaricata di elaborare prima le linee guida e successivamente un progetto di legge organico, da sottoporre al normale iter consiliare. Conclude rimettendo però la decisione alla Commissione, chiedendo ai commissari di indicare se intendano procedere subito sulle criticità più urgenti oppure rinviare ogni intervento all’elaborazione del futuro testo unico, ribadendo la propria disponibilità a tradurre l’indirizzo politico che emergerà dal confronto in un’azione concreta. 

Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) sottolinea che il tema della cittadinanza accompagna l’evoluzione della società e ricorda come dalle audizioni sia emerso con chiarezza che “la cittadinanza è una prerogativa dello Stato” e che “ogni Stato mantiene quindi piena autonomia nel definire e regolare questa materia”. Per questo condivide l’orientamento del Governo: “Ritengo però altrettanto importante sciogliere rapidamente i nodi ancora rimasti aperti” e sostiene la costituzione di “un gruppo di lavoro strutturato nel quale politica e tecnici collaborino per arrivare a un testo che non lasci più spazio a dubbi interpretativi”. Anche Ilaria Baciocchi (PSD) invita a distinguere gli interventi immediati dalla riforma complessiva: “L’urgenza non deve impedirci di costruire una buona riforma, ma allo stesso tempo la prospettiva di una riforma complessiva non può diventare un alibi per rinviare problemi che possono essere risolti fin da subito”. A suo giudizio la Commissione deve dimostrare “la maturità” di affrontare separatamente le questioni più urgenti e quelle che richiedono un approfondimento più ampio. Carlotta Andruccioli (D-ML) ribadisce che la riforma sulla rinuncia alla cittadinanza d’origine è stata condivisa, ma osserva che “qualsiasi ulteriore intervento debba essere valutato nell’ambito di una riforma complessiva e non attraverso modifiche isolate”. Allo stesso tempo afferma di ritenere “corretto intervenire subito per risolvere queste criticità”, riferendosi alle sanatorie, ai dinieghi e agli altri problemi segnalati dagli uffici. La commissaria invita inoltre la politica a confrontarsi senza pregiudizi con le proposte del Comitato per la cittadinanza, soffermandosi in particolare sul limite alla trasmissione della cittadinanza oltre la terza generazione: “Mi domando quale possa essere, in questi casi, il reale legame con San Marino”. Per Giuseppe Maria Morganti (Libera) le audizioni “hanno aperto la mente anche rispetto ad aspetti ai quali, probabilmente, non avevamo nemmeno pensato” e hanno consentito di individuare con chiarezza le criticità della normativa. Ritiene tuttavia che “la nostra normativa, pur presentando alcune sperequazioni, è sostanzialmente equilibrata” e giudica “molto positivo avviare il lavoro di un gruppo tecnico che possa dare organicità a una legislazione che oggi è diventata piuttosto frammentaria”. Sulla stessa linea Gemma Cesarini (Libera), che condivide la necessità di “procedere parallelamente su due binari”, affrontando subito le criticità già individuate e lavorando contemporaneamente al futuro testo unico.

I lavori vengono quindi brevemente interrotti per consentire l’elaborazione di un ordine del giorno a conclusione del dibattito. Al termine del confronto la Commissione approva all’unanimità un ordine del giorno, illustrato da Ilaria Baciocchi (PSD) e sottoscritto da tutte le forze politiche presenti, che conferma il percorso avviato nei mesi scorsi per il riordino della normativa sulla cittadinanza. Il documento ribadisce l’obiettivo di arrivare a un testo unico che raccolga l’intera disciplina della materia, ma affida nel frattempo al Segretario di Stato agli Affari Interni il compito di intervenire sulle criticità più urgenti emerse durante l’attività istruttoria della Commissione. Tra le priorità indicate figurano il completamento dell’attuazione della legge che ha eliminato l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine, la definizione delle situazioni ancora pendenti derivanti dalle normative del 2019 e del 2021 e la revisione della disciplina relativa alla dichiarazione di mantenimento della cittadinanza. L’ordine del giorno stabilisce inoltre che tutte le questioni di carattere più generale confluiscano nella futura riforma organica e incarica il Segretario di Stato di promuovere, d’intesa con la Commissione, un gruppo di lavoro tecnico-politico aperto a tutte le forze consiliari, con il coinvolgimento degli uffici competenti e delle professionalità necessarie, per predisporre il futuro testo unico sulla cittadinanza. 

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