Il conflitto in Ucraina domina l’agenda del vertice Nato di Ankara, dove i leader dell’Alleanza si confrontano sul sostegno a Kiev, sull’aumento delle spese per la difesa e sui rapporti con la Russia. In apertura del summit, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che “Putin vuole finire la guerra, lo vuole fortemente”, aggiungendo che discuterà della situazione anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Le parole del presidente americano arrivano mentre la Russia continua gli attacchi con droni e missili contro Kiev, alimentando lo scetticismo di molti alleati europei sulla possibilità di un’imminente svolta diplomatica.
Sostegno all’Ucraina e spese militari
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha ribadito la necessità di mantenere il sostegno all’Ucraina, sostenendo che Mosca non sta ottenendo i risultati sperati sul campo di battaglia e che Kiev deve continuare a ricevere gli aiuti necessari. Anche il presidente finlandese Alexander Stubb ha affermato che gli attacchi con droni condotti dall’Ucraina hanno rafforzato la posizione negoziale di Kiev.
Uno dei temi principali del vertice riguarda l’obiettivo di portare la spesa per la difesa al 5% del Pil. Rutte ha chiesto ai Paesi membri di presentare piani “chiari, concreti e credibili”, sottolineando però che, considerando anche le spese per la sicurezza, Europa e Canada investono già in media il 4% del Pil.
Nel corso del summit è atteso anche un forum dedicato all’industria della difesa, dove potrebbero essere annunciati nuovi accordi miliardari e ulteriori iniziative a sostegno dell’Ucraina, compresa una maggiore cooperazione nella produzione di armamenti.





