A quasi tre anni dall’omicidio di Pierina Paganelli, il caso giudiziario che ha segnato la cronaca riminese si avvicina al suo momento decisivo. Martedì la Corte d’Assise di Rimini emetterà la sentenza di primo grado nei confronti di Louis Dassilva, unico imputato per il delitto avvenuto il 3 ottobre 2023 nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino.
Dopo un processo durato circa nove mesi, la Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo, sostenendo che Dassilva avrebbe ucciso la pensionata per evitare che venisse scoperta la relazione extraconiugale intrattenuta con Manuela Bianchi, nuora della vittima. All’imputato vengono contestate le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti, della crudeltà e della minorata difesa.
Di tutt’altro avviso la difesa, che ha chiesto l’assoluzione evidenziando l’assenza di prove dirette. I legali hanno sottolineato come non sia mai stata ritrovata l’arma del delitto, come non vi siano elementi scientifici che collochino Dassilva sulla scena del crimine e come resti ancora senza identità un profilo genetico maschile emerso nel corso delle indagini. Contestata inoltre l’attendibilità delle dichiarazioni di Manuela Bianchi, considerate invece centrali dall’accusa.
L’udienza conclusiva sarà dedicata alle ultime repliche tra accusa e difesa prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio. In serata è attesa una decisione destinata a chiudere uno dei procedimenti giudiziari più seguiti degli ultimi anni in Romagna.





