La maggioranza ha depositato il progetto di legge che modifica il regolamento del Consiglio Grande e Generale, una riforma indicata fin dall’inizio della legislatura come uno degli interventi prioritari per rendere più efficiente l’attività parlamentare.
Tra le novità più significative figura il rafforzamento del ruolo delle commissioni consiliari permanenti. Saranno infatti questi organismi a esaminare nel dettaglio i progetti di legge, discutendo e votando articoli ed emendamenti prima dell’approdo in Aula. Al Consiglio resteranno il confronto generale sul provvedimento e il voto conclusivo. Restano escluse da questa procedura alcune materie considerate particolarmente delicate, come le norme costituzionali, la legislazione elettorale e il bilancio dello Stato.
La riforma interviene anche sui tempi degli interventi dei consiglieri, con l’obiettivo dichiarato di rendere il dibattito più snello ed evitare ripetizioni durante le sedute. Vengono inoltre introdotti nuovi strumenti per disciplinare la gestione dei lavori consiliari, delle repliche e delle questioni procedurali.
Cambiano anche le funzioni dell’Ufficio di Segreteria, che sarà ampliato con la partecipazione di dirigenti della Segreteria Istituzionale e della Ragioneria dello Stato. A questo organismo verrà affidato il compito di verificare preventivamente la legittimità e l’ammissibilità degli emendamenti presentati dai consiglieri.
Tra le altre modifiche previste c’è la possibilità per l’Ufficio di Presidenza di intervenire sull’ordine del giorno dei lavori con una maggioranza qualificata, oltre al superamento di alcune procedure che oggi obbligano il Consiglio a riprendere automaticamente nella sessione successiva i punti rimasti inevasi.
Il progetto ha già suscitato forti perplessità tra le forze di opposizione, che giudicano le modifiche come un ridimensionamento degli strumenti a disposizione delle minoranze e temono una compressione del confronto politico all’interno dell’Aula consiliare.





