Nuova escalation in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno colpito alcune postazioni radar iraniane situate a Goruk e sull’isola di Qeshm, sostenendo di aver agito per prevenire ulteriori attacchi nella regione. Washington ha inoltre comunicato l’abbattimento di quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato operazioni contro quelle che definiscono “basi nemiche”, mentre durante la notte Kuwait e Bahrain sono stati interessati da lanci di missili e droni. Le autorità kuwaitiane hanno riferito che le difese aeree sono entrate in azione per intercettare le minacce.
Sul fronte politico, Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema iraniana, ha dichiarato che una pace stabile può essere raggiunta solo attraverso un equilibrio di potere, criticando chi punta esclusivamente sulla diplomazia e sui compromessi.
Intanto proseguono i tentativi di mediazione. Il ministro dell’Interno del Pakistan, Mohsin Naqvi, è atteso a Teheran per una serie di colloqui dopo aver svolto un ruolo di collegamento tra Iran e Stati Uniti nelle ultime settimane.
Resta alta la tensione anche in Libano, dove l’esercito israeliano ha ordinato nuove evacuazioni in alcune località del sud del Paese. Nelle stesse ore l’esercito libanese ha denunciato la morte di diversi propri soldati in un raid attribuito a Israele.





