IL REPORT DEL FMI – San Marino consolida la crescita e rafforza i conti pubblici, ma il rallentamento del 2026 impone prudenza

da | 5 Giu 2026

 

SAN MARINO – La fotografia scattata dal Fondo Monetario Internazionale al termine della missione svolta nella Repubblica dall’1 al 5 giugno restituisce un quadro complessivamente positivo per l’economia sammarinese, pur accompagnato da richiami alla prudenza e alla necessità di proseguire nel percorso di riforme. Il giudizio espresso dagli esperti del Fondo è infatti articolato: da una parte vengono riconosciuti i progressi ottenuti negli ultimi anni sul fronte della crescita economica, della gestione dei conti pubblici e della stabilità del sistema bancario; dall’altra vengono evidenziati alcuni fattori di rischio che potrebbero incidere sull’andamento dell’economia nel prossimo futuro.

Il primo elemento evidenziato riguarda la crescita economica. Dopo un 2024 chiuso con un incremento del Pil pari all’1%, nel 2025 l’economia sammarinese ha accelerato raggiungendo una crescita dell’1,5%. Un risultato che il Fondo attribuisce soprattutto alla ripresa dei settori orientati all’export. In particolare, il comparto manifatturiero è tornato a crescere dopo due anni di contrazione, mentre il turismo ha continuato a registrare numeri particolarmente positivi, con livelli record sia negli arrivi che nelle presenze.

IL REPORT INTEGRALE DEL FMI

Tuttavia il Fondo osserva come i segnali più recenti mostrino un rallentamento. Gli indicatori congiunturali registrati negli ultimi mesi suggeriscono infatti una crescita meno sostenuta nel 2026. Secondo le stime dell’FMI, il Pil dovrebbe aumentare dell’1,3%, un dato comunque positivo ma inferiore a quello dell’anno precedente. A pesare sono diversi fattori: l’aumento dei prezzi dell’energia, la crescente incertezza del contesto internazionale e il rallentamento della domanda proveniente dai mercati esteri.

Sul fronte dell’occupazione emergono segnali contrastanti. Se da una parte il mercato del lavoro ha continuato a creare occupazione nel corso del 2025, dall’altra il ritmo di crescita si è progressivamente attenuato. Il Fondo rileva infatti che il tasso di disoccupazione è salito al 4,5% nell’aprile del 2026, indicando una perdita di slancio rispetto alla fase di forte espansione vissuta negli anni successivi alla pandemia. Contestualmente l’inflazione è aumentata fino al 2,3%, spinta in particolare dall’incremento dei prezzi nei servizi.

Particolarmente significativo è il giudizio espresso sulla gestione della finanza pubblica. Il Fondo Monetario evidenzia come il risultato di bilancio del 2025 sia stato superiore alle attese. I dati preliminari indicano infatti un avanzo primario pari al 2,4% del Pil, in crescita rispetto all’1,5% registrato nel 2024. Secondo gli esperti internazionali, questo risultato è stato possibile grazie all’andamento favorevole delle entrate fiscali, in particolare dell’imposta sui redditi, e a una spesa pubblica rimasta inferiore alle previsioni.

L’FMI valuta positivamente anche la strategia adottata dal Governo per rafforzare la fiducia degli investitori. Un passaggio particolarmente importante è rappresentato dall’emissione dell’Eurobond avvenuta nell’aprile 2026, che ha consentito di allungare le scadenze del debito, ridurre il costo degli interessi e diminuire il rischio di rifinanziamento. Un segnale che, secondo il Fondo, testimonia il miglioramento della credibilità finanziaria della Repubblica sui mercati internazionali.

Il Fondo apprezza inoltre gli effetti della recente riforma fiscale e della disciplina mantenuta sul versante della spesa pubblica. Questi elementi dovrebbero consentire di portare l’avanzo primario strutturale attorno al 2,5% del Pil già nel 2026, in linea con le raccomandazioni formulate dagli stessi tecnici dell’organizzazione internazionale.

Accanto ai riconoscimenti arrivano però anche alcune indicazioni precise. L’FMI invita infatti San Marino a preservare i risultati ottenuti evitando nuove misure di sostegno generalizzate, mantenendo sotto controllo la crescita dei salari pubblici e limitando l’indicizzazione automatica di stipendi e pensioni. Proprio sul sistema previdenziale il Fondo lancia uno dei messaggi più chiari del report: saranno necessari ulteriori interventi correttivi per garantire la sostenibilità finanziaria nel lungo periodo.

Un altro capitolo importante riguarda il sistema bancario. Il Fondo riconosce che negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi. La qualità degli attivi è migliorata e il peso dei crediti deteriorati continua a diminuire. Il rapporto tra crediti deteriorati netti e impieghi è sceso all’11,1% nel 2025, confermando una tendenza positiva che prosegue ormai da diversi anni.

Anche il processo di recupero degli attivi affidati alla società di gestione creata per affrontare le eredità della crisi bancaria sta procedendo meglio del previsto. Secondo il Fondo, i titoli senior garantiti dallo Stato ancora in circolazione dovrebbero essere completamente rimborsati entro la metà del 2027, un risultato che fino a pochi anni fa appariva tutt’altro che scontato.

Nonostante questi miglioramenti, il sistema bancario continua però a presentare alcune fragilità. L’FMI segnala che diversi istituti mostrano ancora livelli di capitalizzazione limitati e una redditività insufficiente. Per questo motivo viene raccomandato di affrontare tempestivamente eventuali carenze patrimoniali attraverso piani credibili di rafforzamento del capitale e una vigilanza ancora più rigorosa.

Particolare attenzione viene inoltre richiesta sul controllo dei nuovi investitori e sull’aggiornamento delle norme che regolano i titoli collegati ai crediti deteriorati, ritenuti strumenti importanti per accelerare il processo di pulizia dei bilanci bancari. Le banche vengono anche invitate a proseguire nelle politiche di contenimento dei costi e miglioramento dell’efficienza operativa per aumentare la propria redditività.

Tra gli elementi di maggiore prospettiva individuati dal Fondo Monetario c’è poi l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Gli esperti ritengono che una rapida attuazione dell’accordo possa rappresentare un impulso significativo per l’economia sammarinese, favorendo investimenti, integrazione economica e nuove opportunità di crescita. Il report ricorda che il percorso istituzionale sta proseguendo dopo il sostegno politico espresso dal Parlamento europeo e che il Consiglio dell’Unione Europea sta preparando la decisione per autorizzarne la firma.

Nel complesso, il giudizio del Fondo Monetario Internazionale può essere considerato favorevole. San Marino viene descritta come un’economia che ha saputo rafforzarsi, migliorare la qualità della finanza pubblica e consolidare il sistema bancario dopo anni complessi. Tuttavia il messaggio finale è altrettanto chiaro: i risultati raggiunti non devono indurre a un eccesso di ottimismo. In un contesto internazionale caratterizzato da incertezza, tensioni geopolitiche e crescita più debole, il Paese dovrà continuare a mantenere una gestione prudente dei conti pubblici, completare le riforme strutturali e rafforzare ulteriormente la solidità del settore finanziario per consolidare i progressi ottenuti e affrontare con maggiore sicurezza le sfide dei prossimi anni.

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