Una seduta lunga, con un fuoco politico ben preciso: l’accordo di associazione con l’Unione Europea, la riserva bulgara che ne sta rallentando l’iter, e una contestata interpellanza di Domani Motus Liberi che ha incendiato il dibattito. La Commissione Affari Esteri di mercoledì 3 giugno mattina ha messo in scena un confronto duro tra il Segretario di Stato Luca Beccari e il consigliere Fabio Righi, con tutte le altre forze politiche, opposizione inclusa, che si sono progressivamente schierate contro l’iniziativa di DML. Sullo sfondo, il passaggio del dossier UE al Coreper dell’8 giugno.
L’accordo UE e la riserva bulgara: il punto della situazione
È il secondo comma quello che ha occupato gran parte della seduta. Beccari ha confermato che permane la riserva espressa dal governo bulgaro, precisando però che “non esiste una posizione ufficiale di chiusura nei confronti di San Marino”, ma una “posizione di attesa e valutazione”. Il dossier sarà portato all’attenzione del Coreper l’8 giugno dalla presidenza cipriota, in quello che sarà il terzo tentativo dopo i due stop del 6 e del 20 maggio.
Sul fronte sammarinese, il punto di partenza politico è la mozione di sfiducia annunciata da Domani Motus Liberi contro lo stesso Beccari, e soprattutto una interpellanza della stessa forza politica che, al punto 8, fa riferimento a una presunta “trattativa stragiudiziale” da 60 milioni di euro tra il governo sammarinese e gli investitori bulgari coinvolti nella controversia, citando come fonte “informazioni assunte informalmente”. È questo il passaggio che ha innescato la reazione del Segretario di Stato.
Beccari ha attaccato senza giri di parole: “Si è veramente toccato il fondo”, ha detto, definendo l’interpellanza una “campagna di disinformazione e calunnie”. Ha negato categoricamente l’esistenza di qualsiasi trattativa parallela, ricordando che per cifre di quella portata servirebbero stanziamenti ufficiali, non operazioni informali. Ha poi difeso il lavoro dei funzionari che seguono il negoziato da anni e ha respinto le accuse mosse all’operato del governo.
Lo scontro con Righi e la difesa dell’interpellanza
Fabio Righi (Domani Motus Liberi) ha replicato difendendo lo strumento dell’interpellanza come “diritto legittimo dell’opposizione”. Ha sostenuto che il Paese ha diritto di conoscere tutti gli aspetti della vicenda Starcom e le possibili ricadute economiche e diplomatiche, e ha negato che il proprio gruppo stia cercando di danneggiare il percorso europeo. “Noi continueremo a fare domande”, ha affermato. Sul merito ha contestato la gestione governativa della vicenda, accusando la maggioranza di aver creato un problema da 150 milioni di euro (la richiesta arbitrale all’ICSID di Washington) che ora chiede all’opposizione di non sollevare. Ha rivendicato la coerenza della posizione del partito sull’Europa “dal 2018”.
Righi ha anche sollevato dubbi sulla preparazione dell’incontro della scorsa settimana con la delegazione della Commissione 14 della Camera dei Deputati italiana, sostenendo che la parte sammarinese si sarebbe trovata a discutere documenti e posizioni non preventivamente condivisi, descrivendo l’episodio come un “gioco delle tre carte”. Una ricostruzione respinta sia dal presidente Muratori sia da Manuel Ciavatta del PDCS, che hanno ricordato come due giorni prima dell’incontro fosse stata convocata una riunione preparatoria a Palazzo Begni aperta a tutta la Commissione, alla quale Righi non aveva partecipato.
L’isolamento di DML: anche l’opposizione prende le distanze
Il dato politico più rilevante della seduta è stata però la posizione delle altre forze di opposizione, che hanno tenuto le distanze da DML.
Gian Matteo Zeppa (Rete) ha rivolto direttamente a Righi una domanda secca: “Da dove vengono le informazioni assunte informalmente su una presunta trattativa da 60 milioni?”. Pur ricordando che il suo movimento ha presentato interpellanze “discutibili” in passato, ha definito grave il punto 8 dell’interpellanza, sostenendo che senza citare fonti si finisce per fare il gioco della disinformazione. Ha riconosciuto al Segretario Beccari “costante disponibilità” e ha apprezzato il lavoro dei diplomatici sul dossier.
Maria Luisa Berti (Alleanza Riformista) ha “stigmatizzato totalmente l’impostazione” dell’intervento di Righi, invitando tutte le forze politiche a gestire la vicenda in modo “corale”, evitando strumentalizzazioni che possano compromettere il percorso europeo.
Dalibor Riccardi (Libera) ha parlato apertamente di “isolazione totale” di Motus Liberi sul piano politico, e ha esortato il consigliere di DML a fare quadrato sull’obiettivo comune. Nicola Renzi (RF), pur confermando il sostegno della propria forza all’accordo, ha invitato il governo a fare piena chiarezza sulle ragioni della riserva bulgara: “Se alla fine della presidenza cipriota la riserva dovesse permanere, servirà una valutazione politica profonda”, ha avvertito.
Il contesto bulgaro e l’attacco all’interpellanza
A portare in commissione un blocco di dati specifici sulla situazione bulgara è stato Lorenzo Bugli (PDCS), per inquadrare il contesto reale del veto al di là della lettura sammarinese. Bugli ha ricordato che il nuovo Primo Ministro bulgaro Rumen Radev, eletto da poche settimane, ha messo tra i primi punti della sua agenda la stabilizzazione del bilancio, il rafforzamento dello Stato di diritto e l’eradicazione della corruzione. Il 28 maggio scorso Radev ha incontrato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per sbloccare circa 370 milioni di euro di fondi PNRR congelati, legati al completamento delle riforme anticorruzione (Commissione anticorruzione indipendente e riorganizzazione dell’Ufficio del procuratore generale) che i governi precedenti avevano lasciato in sospeso. Il punteggio bulgaro sull’indice anticorruzione, ha ricordato, è oggi di 40 su 100.
Tutti dati verificabili, e che inquadrano in modo concreto perché un governo bulgaro appena insediato possa avere ragioni interne di valutazione prima di esprimersi al Coreper, indipendentemente dal caso Starcom. Da lì Bugli ha attaccato l’interpellanza di DML, definendola “vergognosa” perché “non si limita a chiedere informazioni, ma accusa direttamente, fornendo strumenti che fanno passare San Marino per un Paese sommerso dalla corruzione e dalla parentopoli”. Ha invitato il consigliere Righi a “scaricare dal sito degli Affari Esteri le 60 pagine di documentazione semplificata preparata dal Dipartimento” prima di porre domande di cui le risposte sono già pubbliche, e ha parlato di una “schizofrenia politica” di Domani Motus Liberi: prima la richiesta di rallentare l’accordo, poi, quando l’iter si è effettivamente arenato, l’annuncio via stampa di una mozione di sfiducia contro il Segretario agli Esteri. “Se ama questo Stato non agisce così, ma lavora per portare alta la bandiera di San Marino”, ha concluso rivolgendosi a Righi.
Le ultime battute e la chiusura di Beccari
Matteo Rossi (PSD) si è soffermato sul punto 8 dell’interpellanza condividendo la lettura di Zeppa, e ha invitato tutte le forze a esercitare “senso di responsabilità” in un momento delicato. Righi, replicando in chiusura, ha respinto le accuse parlando di “narrazione costruita” contro DML e ha ribadito la posizione del partito a favore di un accordo che però “chiarisca tutti gli effetti concreti sul sistema economico e produttivo sammarinese”.
Beccari, nelle conclusioni, ha distinto il diritto dell’opposizione di presentare interpellanze (che ha ribadito non essere mai in discussione) dalla gravità di “infiltrazioni di notizie false” basate su fonti non verificabili. Ha invitato a una maggiore “riservatezza” nel trattamento del dossier, ricordando che “i nostri avversari sanno quello che pensiamo ancora prima che lo diciamo”. E ha riassunto con una frase la postura del governo nel passaggio del Coreper di lunedì prossimo: “Questa è una battuta d’arresto in un negoziato complesso, ma conta come la gestiamo”.
I lavori della Commissione si sono aggiornati alla prossima convocazione, prevista entro due settimane. Nel mezzo, il passaggio dell’8 giugno al Coreper, dove la riserva bulgara dovrà finalmente sciogliersi o trovare formalizzazione.





