Notte di pesanti attacchi in Russia, dove decine di droni ucraini hanno preso di mira obiettivi strategici tra San Pietroburgo, Mosca e altre regioni del Paese. Tra i bersagli colpiti figura il principale terminal petrolifero della Russia nord-occidentale, andato in fiamme proprio nel giorno di apertura del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.
Secondo le autorità russe, nella sola regione di Leningrado sarebbero stati abbattuti circa 50 droni. Colpito anche lo stabilimento Progress, nella regione di Tambov, specializzato nella produzione di apparecchiature per sistemi missilistici e aeronautici.
L’offensiva ha causato disagi al traffico aereo, con ritardi e cancellazioni all’aeroporto di San Pietroburgo e la temporanea sospensione delle operazioni negli scali di Mosca. Il Ministero della Difesa russo sostiene di aver intercettato complessivamente 354 droni durante la notte.
Sul fronte delle vittime, nel Donetsk controllato da Mosca un drone ha colpito un autobus di linea causando la morte di sette persone e il ferimento di altre undici. In Ucraina, invece, un attacco russo con droni sulla città di Kherson ha provocato la morte di una donna di 86 anni.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’operazione, affermando che sono stati centrati obiettivi energetici e militari russi, tra cui il terminal petrolifero di San Pietroburgo e installazioni nella base navale di Kronstadt, a oltre mille chilometri dal confine ucraino.





