USL: “I giovani cercano posti di lavoro di qualità e non tollerano più violenze e soprusi”

da | 2 Giu 2026

I giovani lavoratori sono sempre più attenti alla qualità dell’ambiente lavorativo e meno disposti ad accettare situazioni caratterizzate da soprusi, discriminazioni o mancanza di tutele. È il messaggio lanciato dall’Unione Sammarinese Lavoratori, che torna a porre l’attenzione sul tema delle molestie e delle violenze nei luoghi di lavoro, sottolineando come le nuove generazioni siano alla ricerca di occupazioni che garantiscano dignità, rispetto e benessere.

Secondo la USL, mentre in molte parti del mondo continua a diffondersi il fenomeno della cosiddetta “gig economy”, fatta di lavori temporanei, precari e spesso sottopagati, cresce anche la consapevolezza dei lavoratori rispetto ai propri diritti. Una maggiore attenzione che si traduce nella volontà di abbandonare quei contesti lavorativi dove comportamenti scorretti, pressioni indebite o forme di mobbing vengono considerati normali.

Proprio per contribuire a contrastare questi fenomeni, il sindacato ha istituito l’Osservatorio su Molestie e Violenze nel mondo del Lavoro, con l’obiettivo di informare e rendere le persone maggiormente consapevoli delle tutele a loro disposizione. Se da una parte esiste ancora un importante sommerso e molte vittime continuano a non denunciare, dall’altra la formazione e l’attività di sensibilizzazione stanno producendo risultati incoraggianti.

La USL evidenzia come siano numerosi i giovani che, pur avendo già un’occupazione, continuano a cercare nuove opportunità professionali, inviando curriculum e sostenendo colloqui per migliorare la propria situazione lavorativa. Per questo motivo, secondo il sindacato, la vera sfida per le imprese non è soltanto investire nelle nuove tecnologie o nell’intelligenza artificiale, ma riuscire a trattenere il capitale umano rendendo i luoghi di lavoro più attrattivi.

In questo contesto assumono un ruolo centrale fattori come la fiducia, il benessere psicologico e la trasparenza retributiva. La USL richiama inoltre l’attenzione sul tema del gender pay gap, il divario retributivo tra uomini e donne, fenomeno che interessa anche San Marino e che può trasformarsi in una forma di violenza economica quando una lavoratrice viene assunta a un livello inferiore rispetto a quello corrispondente alle mansioni effettivamente svolte.

Temi che, secondo il sindacato, non riguardano soltanto il benessere individuale ma anche la crescita del Paese, che non può permettersi di perdere competenze e professionalità a causa di ambienti lavorativi poco inclusivi o poco rispettosi della dignità delle persone.

Di questi argomenti ha parlato Samantha Santagada, una delle due responsabili dell’Osservatorio VeM della USL, intervenendo durante la serata “Adolescenza e prevenzione”, organizzata dall’Associazione 121. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dell’educazione al consenso, al rispetto dei confini personali, alla gestione delle emozioni e al riconoscimento delle relazioni disfunzionali.

“Educare al consenso, al rispetto dei confini, alla gestione delle emozioni, al riconoscimento delle relazioni disfunzionali serve anche a costruire futuri luoghi di lavoro più sani. La violenza non nasce adulta all’improvviso, spesso cresce dove si normalizzano diktat, svalutazione, umiliazione e silenzio”, ha affermato Santagada.

La responsabile dell’Osservatorio ha inoltre ribadito l’impegno della struttura nell’ascoltare le persone, rendere più accessibili i percorsi di aiuto, collaborare con la rete dei servizi e promuovere all’interno del mondo del lavoro i valori della dignità, del rispetto e della sicurezza psicologica.

In questo quadro si inserisce anche l’accordo raggiunto al Tavolo tecnico dedicato al contrasto delle molestie e delle violenze nei luoghi di lavoro tra Governo, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali. L’intesa sarà presto tradotta in un testo normativo che introdurrà nuove tutele, tra cui le dimissioni per giusta causa nei casi di violenza e i congedi retribuiti per le persone inserite in percorsi di protezione certificati.

Per la USL si tratta di un passaggio importante che consentirà di rafforzare concretamente la tutela delle vittime e di costruire ambienti di lavoro più sicuri, rispettosi e inclusivi.

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