Scoppia il caso NIAF: foto e polemiche infiammano la Commissione

da | 2 Giu 2026

Nel comma “comunicazioni” della III Commissione Consiliare del 2 giugno 2026, il dibattito si apre con una serie di polemiche politiche legate all’evento NIAF (National Italian American Foundation) che si è svolto a Milano nei giorni precedenti. Le opposizioni sollevano dubbi sull’opportunità della partecipazione di alcuni esponenti politici, in particolare della Democrazia Cristiana, dopo che la maggioranza aveva sostenuto la necessità di mantenere una netta separazione tra incarichi indipendenti e appartenenze politiche. 

Nicola Renzi (RF) è tra i primi a intervenire sul caso NIAF. Il consigliere richiama le fotografie circolate nei giorni scorsi, nelle quali compaiono l’avvocato Gigante, presidente dell’Authority per la protezione dei dati personali, insieme a esponenti della Democrazia Cristiana e della maggioranza. Osserva che “ci troviamo davanti a fotografie che mostrano chiaramente rapporti di conoscenza, vicinanza e stima reciproca” e aggiunge che l’opposizione non avrebbe sollevato alcuna polemica “se le regole valessero per tutti”. Il nodo politico, secondo Renzi, è l’esistenza di “due pesi e due misure”, dove “qualcuno può avere amicizie, frequentazioni e conoscenze, qualcun altro invece deve essere sottoposto a una sorta di ostracismo”. Una situazione che definisce “indegna”, soprattutto quando riguarda organismi che dovrebbero essere percepiti come pienamente indipendenti. 

Anche Emanuele Santi (Rete) interviene sul NIAF, richiamando la presenza tra i relatori di Paolo Catalfamo, imprenditore indicato nei mesi scorsi tra i soggetti interessati alla possibile acquisizione di Banca di San Marino, e si chiede quale sia stata l’opportunità politica della partecipazione di diversi esponenti della maggioranza a un evento che vedeva presenti figure coinvolte, direttamente o indirettamente, nella vicenda bancaria. Santi sostiene che ormai “Banca di San Marino è diventata un caso di Stato” e chiede chiarimenti sia sul possibile nuovo acquirente sia sull’arbitrato da 150 milioni di euro annunciato dal gruppo bulgaro. Gaetano Troina (Domani Motus Liberi) insiste soprattutto sul dossier bancario, affermando che ormai è impossibile continuare a considerare la vendita di Banca di San Marino una questione privata. Ricorda che da oltre un anno diversi esponenti politici avevano invitato alla prudenza e sostiene che gli sviluppi successivi abbiano confermato quei timori. Anche sul NIAF, però, ritiene che il principio debba essere semplice: se si invoca la necessità di mantenere una distanza tra politica e organismi indipendenti, questa regola deve valere sempre e per tutti.

La maggioranza replica con William Casali (PDCS), che respinge entrambe le letture proposte dalle opposizioni. Sulla banca sostiene che si stia attribuendo un rilievo politico eccessivo a una vicenda che rimane fondamentalmente privata. Sul NIAF invita invece a non costruire polemiche artificiali, ricordando che si tratta di un evento internazionale a cui partecipano abitualmente rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e professionisti. Secondo Casali, non esiste alcun collegamento tra quelle presenze e le polemiche sulle nomine dell’Authority Privacy.

Sara Conti (RF) contesta però questa ricostruzione e ribadisce che il nodo centrale è la coerenza politica. “Delle due l’una: o non siete coerenti oppure volete convincerci che si tratti di una semplice casualità”, afferma. La consigliera ricorda che la candidatura di Andrea Zafferani era stata respinta proprio per ragioni legate alla vicinanza politica e sostiene che le immagini provenienti da Milano mostrino una situazione difficilmente conciliabile con quei principi. Sul dossier Banca di San Marino Conti critica inoltre l’assenza del Segretario alle Finanze Marco Gatti e sostiene che ormai il destino dell’istituto non possa più essere considerato una questione esclusivamente privata.

Nel prosieguo della discussione il focus si sposta quasi interamente su Banca di San Marino. Luca Boschi (Libera) invita a distinguere tra il piano politico e quello economico, ricordando che la banca non si trova in una situazione di crisi ma necessita di un rafforzamento patrimoniale. Secondo Boschi è naturale che vengano ricercati nuovi investitori, purché affidabili e conformi alle regole europee. Allo stesso tempo auspica che Governo, opposizione e Banca Centrale lavorino a soluzioni di sistema per evitare nuove criticità. Iro Belluzzi (Libera) e Tommaso Rossini (PSD) allargano invece il ragionamento al futuro del settore finanziario sammarinese, richiamando la necessità di accelerare il percorso di integrazione europea e di rafforzare la vigilanza bancaria. Rossini ricorda che il PSD aveva già espresso forti perplessità sui tempi della vendita della banca e sottolinea la necessità di maggiore trasparenza anche nei confronti della stessa maggioranza.

Per il Governo, interviene il Segretario di Stato Federico Pedini Amati. Spiega innanzitutto che l’assenza di Marco Gatti è dovuta a impegni con il Fondo Monetario Internazionale e conferma che il Governo segue con estrema attenzione l’evoluzione del caso. “Tutto il Governo, ma anche tutta la maggioranza, è molto preoccupato rispetto a questa situazione”, dichiara riferendosi all’arbitrato internazionale. Pedini Amati parla apertamente del rischio che l’eventuale contenzioso possa trasformarsi in “una spada di Damocle” per il Paese e afferma che la priorità assoluta deve essere quella di evitare conseguenze economiche pesanti per San Marino.”Sono molto arrabbiato” afferma il Segretario, spiegando che quanto accaduto ha prodotto un danno d’immagine “drammatico” per la Repubblica. Pur ribadendo di aver sempre considerato la vendita della banca una questione privata, riconosce che gli effetti generati dal caso bulgaro hanno ormai assunto una rilevanza pubblica. Pedini Amati dichiara di non avere alcuna informazione sui nomi dei possibili nuovi acquirenti: “Non so nulla. Lo metto a verbale”. E aggiunge: “Non voglio nemmeno sapere nulla. Perché se la questione è privata, allora deve essere gestita tra privati”. Il Segretario precisa di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale né in Congresso di Stato né nel CCR e conferma soltanto che, secondo quanto riferito dai vertici dell’istituto e da Banca Centrale, permane la necessità di un rafforzamento patrimoniale della banca.

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