Nuove polemiche scuotono il Pentagono. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth è finito al centro delle critiche dopo la modifica di una lista di promozioni della Marina che avrebbe portato alcuni ufficiali al grado di ammiraglio a una stella. Secondo diverse fonti militari, tra gli esclusi figurerebbero almeno due donne e due ufficiali afroamericani.
La graduatoria finale, pubblicata a fine maggio, comprende 22 candidati e non include alcuna donna. Una decisione che ha alimentato il dibattito sull’eventuale interferenza politica nei meccanismi di avanzamento delle forze armate, soprattutto perché gli ufficiali rimossi non avrebbero ricevuto rilievi disciplinari o valutazioni negative.
Le norme del Dipartimento della Difesa consentono al segretario di intervenire nelle promozioni solo in casi particolari. Per questo motivo la scelta ha suscitato perplessità anche all’interno dell’apparato militare.
La vicenda si inserisce nella linea adottata da Hegseth contro quelle che considera politiche troppo legate alla cultura “woke”. Nei mesi scorsi erano già stati allontanati da incarichi di vertice alcuni alti ufficiali, tra cui il generale Charles Q. Brown Jr. e l’ammiraglio Lisa Franchetti.
Dal Pentagono arriva però una netta smentita alle accuse. Il portavoce Sean Parnell ha ribadito che le promozioni vengono assegnate esclusivamente sulla base del merito, respingendo qualsiasi interpretazione legata a genere o appartenenza etnica.





