Più di 120 lavoratori irregolari o completamente in nero sono stati individuati dalla Guardia di Finanza di Rimini nel corso delle verifiche svolte nei primi mesi dell’anno contro il fenomeno del lavoro sommerso.
Le Fiamme Gialle hanno contestato violazioni a 22 datori di lavoro, accusati di aver impiegato personale senza regolare contratto, con sanzioni amministrative complessive comprese tra 150mila e 300mila euro. In 20 casi è stata inoltre avanzata la richiesta di sospensione dell’attività all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, provvedimento previsto quando i lavoratori irregolari superano il 10% del personale impiegato nell’unità produttiva controllata.
Nel corso degli accertamenti è emerso anche un episodio legato all’impiego di manodopera straniera priva delle autorizzazioni previste, con una segnalazione specifica da parte dei finanzieri.
I controlli proseguiranno nei prossimi mesi, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo in cui l’aumento delle assunzioni nei settori legati al turismo rende il fenomeno ancora più rilevante. La Guardia di Finanza evidenzia come il lavoro nero alteri la concorrenza tra aziende, sottragga risorse pubbliche e possa favorire situazioni lavorative prive delle necessarie garanzie e tutele.





