CSdL: dubbi sullo stop della Bulgaria all’Accordo Ue-San Marino

da | 24 Mag 2026

Si allungano i tempi sul percorso che dovrebbe portare alla firma dell’Accordo di Associazione tra San Marino e l’Unione Europea. Dopo oltre due anni e mezzo dalla chiusura dei negoziati, emergono nuovi elementi che rischiano di rallentare ulteriormente l’iter. Al centro dell’attenzione ci sono il tema dell’addendum relativo al sistema bancario e, più recentemente, la vicenda che riguarda Ente Cassa di Faetano e Starcom Holding, con possibili riflessi anche sullo scenario politico internazionale.

A intervenire sul tema è Enzo Merlini, Segretario Generale della CSdL, che in una nota evidenzia i dubbi legati alla posizione della Bulgaria sul percorso europeo sammarinese.

Non vi sono ancora riscontri oggettivi, ma è difficile immaginare che lo stop della Bulgaria alla conclusione dell’iter per la firma dell’Accordo di Associazione di San Marino all’UE non sia connesso alla vicenda della tentata acquisizione della maggioranza delle azioni dell’Ente Cassa di Faetano, ovvero del controllo di Banca di San Marino“, si legge nel comunicato.

Secondo Merlini, al momento non sarebbero ancora chiare le ragioni che hanno portato alla posizione espressa dalle autorità bulgare. “Ad oggi non si conoscono le ragioni che stanno alla base di questa posizione e non mi pare che il Governo sammarinese stia dimostrando di avere leve efficaci affinché possa cambiare la prospettiva. Spero di sbagliare!“, prosegue la nota.

Il riferimento è alla vicenda legata alla tentata acquisizione del controllo di Banca di San Marino attraverso l’operazione che coinvolgeva Starcom Holding, tema che secondo il segretario della CSdL potrebbe avere ricadute più ampie rispetto alla sola dimensione economica.

Qualora le autorità della Bulgaria utilizzassero il proprio parere vincolante per “spingere” le Istituzioni sammarinesi a restituire le somme sequestrate e/o ad indennizzare gli investitori per il fallimento della scalata e ciò che ne è conseguito, peraltro senza attendere le risultanze delle indagini in corso, sarebbe gravissimo e sorgerebbero ulteriori interrogativi“, afferma Merlini.

Nel comunicato vengono poi poste alcune domande sul ruolo delle istituzioni bulgare e sulle eventuali motivazioni alla base della posizione assunta. “Il Governo bulgaro è in possesso di elementi certi secondo i quali la Starcom Holding avrebbe subìto un torto, meritando un sostegno incondizionato senza attendere le risultanze che emergeranno dai Tribunali? In caso contrario, direttamente o indirettamente, starebbe facendo da spalla a chi potrebbe aver commesso degli illeciti, creando al contempo un danno incalcolabile al nostro Paese. Sembra un’ipotesi inverosimile“, si legge.

Merlini sottolinea inoltre la necessità di fare chiarezza in tempi rapidi, sia sul fronte giudiziario sia su quello politico e amministrativo.

È quindi urgente che venga chiarito al più presto cosa è successo, sia sul piano giudiziario, che politico/amministrativo. Se a fine maggio ci sarà la conclusione delle indagini, come preannunciato dal Segretario di Stato per la Giustizia, a breve emergeranno nuovi elementi di valutazione“, prosegue il documento.

Nel testo viene richiamata anche la possibile apertura di un arbitrato internazionale. “Tenuto conto altresì che il nostro Paese potrebbe doversi sottoporre alla decisione di un arbitrato a Washington, è doveroso che vengano rese note anche le ragioni per le quali l’investitore bulgaro sia stato accolto a braccia aperte“, osserva Merlini.

Il segretario generale della CSdL ricorda inoltre alcuni elementi emersi in passato sulla vicenda. “Ricordo infatti di avere letto sui quotidiani alcuni stralci di una lettera inviata ai soci, da parte dell’allora Presidente dell’Ente Cassa di Faetano, dai quali emergeva come si affermasse esserci un ampio consenso all’operazione, sia a livello politico che da parte delle Autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni“, si legge.

Secondo Merlini, la situazione rischia di produrre conseguenze anche sulle prospettive economiche del Paese. “Nel frattempo, questo nuovo ostacolo allontana le possibilità di sviluppo economico che l’Accordo di Associazione all’UE porta con sé, oltre a rappresentare una gogna mediatica che spaventa gli investitori“, conclude la nota firmata dal Segretario Generale CSdL, Enzo Merlini.

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