Restano fortissime le tensioni tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare. Secondo indiscrezioni rilanciate dai media internazionali, Teheran avrebbe aperto alla possibilità di un lungo stop del programma nucleare, con l’ipotesi di trasferire l’uranio in Russia. Una proposta che però, secondo Axios, sarebbe stata giudicata dagli Stati Uniti ancora insufficiente, con il rischio concreto di una nuova escalation militare.
Il presidente americano Donald Trump ha convocato i principali consiglieri per la sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere della situazione. Per martedì sarebbe inoltre prevista una riunione della Situation Room alla Casa Bianca. Trump è tornato a minacciare Teheran chiedendo di accettare un accordo «prima che non rimanga più nulla».
Nel frattempo si è svolta anche una telefonata tra Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Israele ha fatto sapere che, in caso di ripresa delle ostilità contro l’Iran, potrebbe essere coinvolto direttamente nelle operazioni.
Da Teheran è arrivata la conferma di una risposta all’ultima proposta americana. I media iraniani parlano di un piano articolato in 14 punti, concentrato soprattutto sulla fine della guerra e sulla riduzione delle tensioni nella regione. Le autorità iraniane hanno inoltre annunciato la creazione di un organismo incaricato della gestione dello Stretto di Hormuz, area strategica per il traffico mondiale di petrolio.
La crisi continua quindi a muoversi tra aperture diplomatiche, minacce reciproche e preparativi militari, in un quadro internazionale che resta estremamente fragile.





