Nuova presa di posizione pubblica nella vicenda relativa al tentativo di acquisizione del controllo di Banca di San Marino. L’avvocato Matteo Mularoni ha diffuso una replica alle dichiarazioni contenute nel comunicato del 14 maggio del dottor Assen, prendendo nettamente le distanze dalla vicenda e contestando alcune affermazioni che ritiene “false” e lesive della propria immagine.
“Mi riferisco al Suo comunicato stampa del 14 maggio u.s., l’ultimo di una confusa serie, riguardante la sfumata acquisizione del controllo di Banca di San Marino” – scrive Mularoni nella lettera -. “In merito alla vicenda, preciso anzitutto di essere totalmente estraneo ab origine e ad ogni titolo”.
L’avvocato contesta in particolare le accuse secondo cui avrebbe ostacolato la scalata alla banca attraverso il proprio ruolo nel Comitato di Consultazione di BSM. “Lei e le sue società avete ripetutamente rilasciato dichiarazioni scientemente false, quantomeno in relazione alla mia persona: avrei ostacolato la sua scalata in BSM, esercitando in modo “ostile” il mio ruolo all’interno del Comitato di Consultazione di Banca di San Marino” – si legge nel comunicato -. “Con tutta evidenza, Le sfugge che non faccio più parte di quel Comitato da circa 10 anni”.
Nel testo viene inoltre annunciato che la questione sarebbe già stata portata all’attenzione delle autorità competenti. “Conseguentemente, le sue responsabilità, al pari di quelle dei suoi accoliti, sono già all’attenzione delle Autorità, non solo giudiziarie”.
Mularoni respinge poi anche le accuse relative a un presunto sostegno alle istituzioni sammarinesi in un piano volto a danneggiare i diritti dell’investitore estero. “Mi contesta di aver supportato le Istituzioni Sammarinesi in un piano di lesione dei suoi diritti, quale investitore estero; un teorema tanto fantasioso quanto inverosimile”.
Nella parte finale della lettera, l’avvocato punta il dito contro le modalità comunicative adottate dalla società San Marino Group S.p.A.. “La sua società, San Marino Group S.p.A., dirama comunicati stampa oltraggiosi, firmandoli con denominazioni sbagliate, rendendosi poi irreperibile alle comunicazioni certificate di posta elettronica. Non di certo un segnale incoraggiante per chi, come San Marino Group, si era candidata a guidare una banca”.
La conclusione è affidata a un passaggio particolarmente duro nei confronti della strategia mediatica adottata dal gruppo. “Ad oggi, ciò che ha ottenuto con la sua strategia mediatica, è di indurre le persone come me, che non la conoscono, a ritenere provvidenziale il fallimento della sua scalata ad un noto e storico istituto di credito sammarinese: le persone si apprezzano e si manifestano anche nel modo in cui reagiscono a (presunte) ingiustizie”.





