Da Sofia arriva il documento che il governo sammarinese non voleva leggere. Assen Christov, presidente di Starcom Holding, manda una lettera aperta ai tre vertici del dossier bulgaro: ministro Esteri Beccari, ministro Finanze Gatti, consulente legale di BSM Mularoni. Tredici domande senza filtri. E un annuncio che cambia tutto: l’arbitrato internazionale a Washington è in arrivo.
La lettera è datata 14 maggio 2026 e da poche ore sta circolando sui canali ufficiali di Starcom Holding. Christov è il presidente del gruppo bulgaro al centro del caso che lo scorso 6 maggio ha portato alla riserva di Sofia al gruppo EFTA e al blocco del voto al COREPER sull’accordo di associazione tra San Marino e Unione Europea. I destinatari sono tre nomi che a San Marino non hanno bisogno di presentazioni: Luca Beccari, Marco Gatti, Matteo Mularoni. Tono fermo, domande precise, nessuna risposta finora pervenuta.
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Il testo della lettera
Via “Cristoforo Colombo” 43
Sofia, Bulgaria
14 maggio 2026
Alla cortese attenzione di:
Luca Beccari, Ministro degli Affari Esteri
Matteo Mularoni, consulente legale di BSM
Marco Gatti, Ministro delle Finanze
Egregi Signori,
È passato un anno dalla firma del contratto con cui ECF ha acquistato la Banca di San Marino. L’operazione era stata approvata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione di ECF, con cinque voti su cinque, e un mese più tardi anche dall’Assemblea Generale degli azionisti, con oltre il 75% dei consensi. A firmare il contratto, da solo, è stato Marco Beccari (padre di Luca Beccari), il quale ha poi tenuto a precisare di non aver subito alcuna pressione e di aver deciso in piena autonomia.
Nell’ottobre 2025 è stata incriminata per corruzione una persona del tutto estranea a quel contratto di vendita: Andrea Delvecchio. Gli sono stati sequestrati 500.000 euro, peraltro destinati a investimenti che con BSM nulla avevano a che vedere.
Ed è qui, Sig. Beccari, che sorge una domanda inevitabile: perché mai si dovrebbe corrompere qualcuno che non ha alcun potere decisionale sulla vendita di BSM? Non sarebbe più ragionevole, semmai, ipotizzare la corruzione di Marco Beccari, Presidente di ECF e unico firmatario del contratto? È, fra l’altro, Suo padre, e in quanto tale L’aveva informata dell’operazione: operazione che, stando a informazioni a noi pervenute in via riservata, Lei aveva accolto con favore. Come si spiega, allora, che i Beccari neghino di essere stati corrotti, noi neghiamo di aver corrotto chicchessia, e ciononostante l’indagine prosegua nei nostri confronti? A che pro corrompere chi non decide e non può influire?
Veniamo alla seconda questione. Nel maggio 2025 la nostra società Starcom Holding AD ha erogato al San Marino Group il prestito necessario all’investimento di cui sopra. La provenienza dei fondi era documentata da più istituzioni, fra cui UniCredit, e BSM li aveva accettati nel pieno rispetto degli standard internazionali. Nel novembre 2025 quelle stesse somme sono state sequestrate per sospetto riciclaggio. A oggi, contro il sottoscritto Asen Hristov, contro Starcom Holding AD e contro qualsiasi altra società del nostro gruppo non pende alcuna accusa, né è stata pronunciata alcuna condanna per reati economici o penali, né a San Marino, né nell’Unione Europea, né altrove nel mondo.
Egregio Sig. Gatti, secondo il diritto internazionale si parla di riciclaggio quando qualcuno cerca di nascondere la provenienza di fondi derivanti da un reato economico o penale. Nei nostri confronti, né nel novembre 2025 né a oggi, nulla del genere è mai stato accertato. Non si capisce, dunque, perché un’indagine per riciclaggio sia tuttora in corso senza che il tribunale sammarinese abbia mai indicato il reato presupposto. Il quadro normativo europeo e internazionale è chiaro: non si confiscano somme sulla base di meri sospetti sulla reputazione del cliente. E mi spieghi, Sig. Gatti: com’è possibile che 15 milioni di euro siano stati trasferiti dal nostro conto alla banca centrale o ad altre strutture statali senza alcuna documentazione, senza l’indicazione del conto di destinazione, senza un beneficiario? Dove sono finiti, esattamente, quei soldi? Tutto questo contraddice apertamente le leggi e le prassi europee. Come si può sostenere, allora, che il sistema finanziario di San Marino sia allineato a quello europeo, quando convive con pratiche tanto opache?
Egregi Signori,
Tra il novembre 2025 e il febbraio 2026 il Vostro Stato ha intercettato illegalmente i propri cittadini. Da quelle conversazioni, semplici sfoghi di malcontento in cui ricorrevano i nostri nomi e iniziative del tutto pubbliche, è stata poi costruita un’accusa: l’esistenza di un fantomatico “piano parallelo” segreto, volto a minare la sovranità di San Marino. Su queste basi, nei nostri confronti sono state adottate diverse misure.
Egregi Signori: come mai, in ogni indagine aperta nei nostri confronti, il magistrato inquirente e il giudice sono sempre le stesse persone?
Sig. Mularoni, una domanda è d’obbligo: come può un’azione pubblica essere, al tempo stesso, segreta?
Lo ripetiamo con chiarezza: ogni nostra mossa è avvenuta alla luce del sole, davanti ai media e in presenza dei nostri legali, ai quali abbiamo illustrato nel dettaglio entrambe le vicende sopra descritte.
Nel frattempo, un giudice del Vostro stesso tribunale ha annullato tutte quelle misure, ribadendo che dichiarazioni pubbliche non possono, in alcun modo, ledere la sovranità o la libertà dello Stato.
Non riusciamo, inoltre, a capire perché un’indagine per “piano parallelo” continui a pendere sul nostro capo, in palese contrasto con qualunque standard europeo e internazionale in materia di libertà d’espressione e di diritto alla difesa. È una prassi che si ritrova soltanto negli Stati meno democratici del pianeta. Come potete, allora, sostenere che il Vostro ordinamento sia in linea con la normativa europea in materia di democrazia, uguaglianza e diritti umani?
Alla luce di tutto ciò, nell’aprile 2026 abbiamo formalmente comunicato a San Marino, e in particolare ai Sigg. Beccari e Gatti, la nostra intenzione di adire l’arbitrato internazionale di Washington per la violazione, da parte di San Marino, del trattato bilaterale sulla protezione degli investimenti sottoscritto tra Bulgaria e San Marino. Contestualmente, Vi avevamo invitati a un incontro per confrontare le rispettive posizioni e cercare un accordo stragiudiziale. È passato più di un mese: nessuna risposta. Anzi: il Sig. Beccari e altri rappresentanti istituzionali continuano a ripetere che il nostro è “un caso privato, non di Stato”. Allora la domanda è semplice: da quando il mancato rispetto di un trattato fra Stati diventa una questione privata? E perché si vogliono mascherare le responsabilità del Governo? Se davvero le cose stanno così, l’associazione di San Marino all’UE rischia di portare con sé molti altri problemi dello stesso tipo.
Confidiamo di ricevere risposta a queste domande nel più breve tempo possibile: solo così, con la propria associazione all’UE, San Marino potrà davvero godere di tutti i benefici che ne discendono.
Cordiali saluti,
Assen Christov





