Si intravedono segnali di distensione, ma il quadro resta fragile. L’Iran ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e di parte dello spazio aereo, dopo gli sviluppi legati alla tregua in Libano. Una mossa che sembra aprire uno spiraglio, accompagnata però da un avvertimento chiaro: lo Stretto potrebbe essere nuovamente chiuso se gli Stati Uniti manterranno il blocco sui porti iraniani.
Da Washington, il presidente Donald Trump non arretra. Ha ribadito che le restrizioni resteranno in vigore finché non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran. Secondo il tycoon, le trattative sarebbero comunque vicine a una svolta, con l’Iran disposto a sospendere il programma nucleare e a trasferire l’uranio arricchito negli Stati Uniti.
Intanto, sul fronte operativo, l’Iran ha avviato una riapertura graduale dello spazio aereo, partendo dalla parte orientale del Paese e da alcuni aeroporti già pronti. Il ripristino dei voli avverrà progressivamente, in base alle condizioni tecniche e di sicurezza.
Resta alta anche la tensione politica. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe rimasto “scioccato” dalle dichiarazioni di Trump sul presunto stop ai raid in Libano, tanto da chiedere chiarimenti alla Casa Bianca.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno deciso di prorogare fino al 16 maggio l’autorizzazione per la vendita di petrolio russo già caricato, segnale di un contesto internazionale ancora complesso e intrecciato.
La situazione resta quindi in bilico: tra aperture diplomatiche e minacce reciproche, il rischio di una nuova escalation non è affatto escluso.




