Si è aperta con un confronto serrato la sessione consiliare di aprile, occupata in larga parte dal dibattito politico sui temi più urgenti. Al centro della discussione, le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Simoncini, che hanno condannato lo Stato sammarinese al pagamento di un risarcimento superiore ai 160mila euro.
Il punto più delicato riguarda ora la strategia del Governo. Il Segretario alla Giustizia Stefano Canti ha infatti annunciato la volontà di presentare ricorso alla Grande Camera della Cedu, nel tentativo di ribaltare la decisione. Una scelta che però non convince tutti: all’interno della maggioranza, il movimento Libera ha espresso forti perplessità, aprendo una frattura politica su come gestire il caso.
Il tema giudiziario ha così finito per intrecciarsi con il confronto politico più ampio. Le opposizioni hanno rilanciato le proprie critiche, chiedendo interventi concreti contro il caro vita e la crisi energetica, ritenendo insufficienti le risposte finora messe in campo dall’esecutivo.
Nel dibattito è riemersa anche la questione del debito estero, con richieste di chiarimenti su un possibile rollover e sulle condizioni dell’operazione. Sul tavolo pure il futuro di Banca di San Marino, con l’opposizione che lamenta scarsa trasparenza sulle eventuali proposte di acquisizione.
Sul piano internazionale, invece, il Consiglio ha registrato una posizione condivisa di sostegno al Santo Padre dopo le polemiche degli ultimi giorni. Un momento di unità che non è bastato però a smorzare le tensioni interne, emerse con forza soprattutto sul nodo del ricorso alla Cedu, destinato a restare uno dei temi più divisivi nelle prossime settimane.




