Intervista ad Alberto Gambuti*
Oggi tutti parlano di fitness: qual è il trend che funziona davvero e quale invece è solo moda?
Oggi il fitness è diventato molto diffuso, ma non sempre accompagnato da una reale comprensione di come funziona il corpo.
Quello che funziona davvero è un approccio strutturato: allenamento della forza, qualità del movimento, mobilità e gestione corretta dei carichi nel tempo. Non si tratta solo di allenarsi tanto, ma di allenarsi meglio, con uno stimolo preciso che permetta al corpo di adattarsi e migliorare progressivamente.
Sempre più persone stanno iniziando a spostare l’attenzione dal risultato immediato alla costruzione nel tempo. Ed è proprio lì che cambia tutto, perché la performance non nasce dall’intensità del singolo allenamento, ma dalla continuità e dalla coerenza del percorso.
C’è poi un tema che per noi è centrale: la longevità. Allenarsi bene oggi significa preservare massa muscolare, densità ossea ed efficienza metabolica negli anni. E questo ha un impatto diretto non solo sull’aspetto fisico, ma sulla qualità della vita: energia, autonomia e lucidità nel tempo.
Le mode, invece, sono quelle che promettono risultati senza un vero percorso dietro: allenamenti estremi, format copiati, programmi standardizzati.
Nella maggior parte dei casi mancano di una progressione chiara e di un reale adattamento alla persona. Senza questi elementi diventa difficile ottenere risultati duraturi o che abbiano un impatto concreto nel tempo.
MOVE nasce come qualcosa di più di una palestra: che energia si respira oggi lì dentro?
Dentro MOVE l’energia si percepisce appena entri: non è solo un luogo dove ci si allena, è uno spazio dove le persone si incontrano, si conoscono e costruiscono un percorso. L’idea alla base è proprio quella di creare una community, un ambiente in cui le persone non si limitano ad allenarsi nello stesso posto, ma condividono un’esperienza e un percorso comune.
C’è chi arriva per iniziare da zero, chi per migliorare la propria forma fisica, e chi invece entra con obiettivi molto specifici di performance anche individuale. Lavoriamo infatti con profili diversi: atleti di varie discipline sportive anche a livello agonistico, chi prepara gare o percorsi legati alla performance come HYROX, ma anche chi si prepara a sfide di endurance. In questi casi il lavoro è altamente individuale, costruito su misura, con obiettivi e progressioni precise.
Accanto a questo, c’è poi una dimensione più collettiva che negli anni è cresciuta molto. Con discipline come HYROX si sono creati gruppi di allenamento molto solidi, dove le persone condividono lo stesso percorso e si supportano a vicenda. È un aspetto importante perché aiuta la costanza e rende l’allenamento più sostenibile nel tempo.
Questa energia si vede anche fuori dalla sala pesi. Il MOVE Run Club e i soft club che abbiamo organizzato hanno portato il movimento fuori dalla palestra, trasformandolo in un’abitudine condivisa, quasi un appuntamento fisso nella settimana di molte persone.
Un esempio concreto sarà la simulazione completa HYROX che terremo in data sabato 25 Aprile nella Cava dei Balestrieri, nel cuore del centro storico di San Marino. È uno spazio unico, immerso nella storia della città, che per un giorno diventa un vero e proprio campo di gara. L’idea è proprio questa: trasformare la preparazione in esperienza reale, vissuta insieme, in vista dei prossimi appuntamenti come il Rimini Wellness.
E forse è proprio questo che oggi definisce MOVE: un luogo che riesce a tenere insieme la dimensione individuale della performance e quella collettiva del percorso, senza che una escluda l’altra.
Con MOVE Evolution hai alzato ancora di più l’asticella: che tipo di esperienza trova oggi una persona che decide di affidarsi a te come personal trainer?
MOVE Evolution è una seconda area all’interno della struttura, distaccata rispetto alla sala pesi, pensata per dare al lavoro di personal training una dimensione diversa e più specifica. Nasce da un principio molto chiaro: nessun percorso è uguale a un altro.
Dentro questo approccio lavoriamo con profili molto diversi: atleti anche di livello agonistico che preparano competizioni e persone che vogliono costruire o ricostruire la propria forma fisica in modo strutturato.
Quando una persona inizia questo tipo di lavoro non si parte dall’allenamento in sé, ma dalla comprensione di come si muove, di cosa può sostenere e di cosa invece va costruito nel tempo. Analisi, osservazione e raccolta di informazioni sono la base. Senza questo, non esiste programmazione, esiste solo esercizio.
Da lì si costruisce un percorso che ha sempre una logica precisa: progressione dei carichi, gestione dello stimolo, qualità del movimento e capacità di recupero. Ogni scelta ha un perché. Anche quando il lavoro sembra semplice, in realtà è inserito dentro una struttura più ampia che guida l’evoluzione nel tempo.
Un aspetto fondamentale è che il percorso non è mai statico. Si adatta. Cambia in base a come la persona risponde, a come evolve, a cosa emerge lungo il percorso. Questo richiede attenzione continua, non solo programmazione iniziale.
L’obiettivo finale non è “fare allenamenti”, ma costruire una condizione fisica che regga nel tempo e che sia trasferibile nella vita reale: più forza, più controllo, più efficienza nel movimento quotidiano e nello sport.
Ed è questo che alla fine fa la differenza: non il singolo allenamento, ma la struttura che c’è dietro ogni allenamento.
Dal neofita all’atleta: qual è l’errore più comune nell’allenamento?
Che si tratti di chi si approccia per la prima volta alla palestra o di chi si allena da anni o compete, l’errore più comune è lo stesso: pensare che allenarsi significhi automaticamente migliorare.
In realtà non è così immediato. Il corpo cambia solo quando riceve uno stimolo preciso, che lo costringe ad adattarsi. E qui nasce un primo fraintendimento molto diffuso: spesso si scambia la sensazione di aver fatto tanto con il fatto di stare realmente progredendo.
Poi c’è un altro aspetto che vedo spesso e che riguarda il tempo: si tende a cercare un riscontro immediato, una risposta rapida. È normale voler vedere risultati, ma il corpo non segue quella logica. Le vere trasformazioni arrivano quando lo stimolo è costante e coerente nel tempo.
E in questo processo entra anche un elemento più sottile: il corpo si adatta a tutto ciò che diventa abituale. Anche un allenamento ben costruito, se non evolve, dopo un po’ smette semplicemente di produrre lo stesso effetto.
La verità è che, nella maggior parte dei casi, il problema non è l’impegno. Le persone si allenano, anche tanto. Il punto è che spesso manca un filo che tenga insieme tutto, una direzione che dia senso a quello che si fa.
Quando quella direzione c’è, cambia tutto: l’attenzione si sposta dalla quantità del lavoro alla costruzione di un percorso coerente nel tempo.
San Marino sta diventando sempre più attenta a sport e benessere: avete in cantiere nuovi eventi, idee o progetti per coinvolgere ancora di più il territorio?
Sì, e la direzione è quella di continuare a rendere il movimento qualcosa di sempre più naturale nella vita delle persone.
Quello che stiamo cercando di fare non è semplicemente organizzare attività o iniziative, ma contribuire a creare una cultura del benessere che diventi parte della quotidianità. Non qualcosa legato al singolo evento, ma un’abitudine.
Il territorio in questo ha un ruolo fondamentale. San Marino ha una dimensione particolare, che permette di creare connessioni forti tra le persone e di costruire qualcosa che non sia dispersivo. L’obiettivo è proprio valorizzare questo aspetto.
In futuro continueremo a lavorare su format che mettano insieme allenamento, socialità e identità del luogo, ma soprattutto su un’idea più ampia: rendere il movimento qualcosa di accessibile, costante e riconosciuto come parte della vita delle persone, non come un’attività separata.
E credo che la vera evoluzione vada in questa direzione.
*Alberto è da sempre appassionato e a stretto contatto con il mondo del fitness nel quale lavora da anni. Si laurea in Scienze Motorie presso l’Università di Urbino e consegue una laurea magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate presso l’Università San Raffaele di Roma.
Forte del desiderio di creare un luogo in cui le persone potessero non solo allenarsi per raggiungere i propri obiettivi ma anche trovare un senso di comunità e incoraggiamento, decide di fondare MOVE Fitness Club nel 2022 insieme all’amico e collega Davide Macina.
Durante gli anni, per essere sempre costantemente aggiornato, ha continuato la sua formazione attraverso corsi privati che gli hanno permesso di avere vari attestati di Personal Trainer, Tecnico di allenamento funzionale.
Inoltre Alberto nel 2024 ha fondato Move Evolution, una nuova area dedicata al Personal Trainer all’interno di Move, dove crea programmi di allenamento su misura dei clienti per aiutarli a raggiungere al meglio i propri obiettivi di fitness. Inoltre è presente in sala pesi ad assicurarsi che ogni cliente sia attentamente seguito.




