Nuovo piano territoriale, opposizioni all’attacco alla vigilia della Commissione: “Così apriamo le porte alla speculazione”

da | 3 Apr 2026

Si accende il confronto politico a San Marino sul progetto di Pianificazione Strategica Territoriale, ormai vicino all’approdo in Commissione. A rilanciare il caso è stata San Marino RTV, che ha raccolto la posizione compatta delle opposizioni, molto dure nei confronti dell’impianto del provvedimento.

Nel mirino finisce prima di tutto la scelta politica alla base del testo. Secondo le forze di minoranza, il progetto rappresenterebbe una forte contraddizione rispetto a quanto sostenuto negli anni sul tema dell’urbanistica e della pianificazione generale del territorio. L’accusa è quella di aver rinunciato, ancora una volta, a un vero piano regolatore generale, sostituendolo con un’impostazione giudicata parziale e frammentata.

Uno dei punti più contestati riguarda proprio il metodo. Le opposizioni sostengono che si stia andando verso una pianificazione per temi, anziché verso una visione complessiva e organica del territorio. Un approccio che, secondo questa lettura, rischia di riportare in vita in modo indiretto vecchie logiche urbanistiche, prendendo ancora come riferimento l’impianto del Piano Regolatore del 1992.

Tra gli aspetti considerati più delicati c’è poi l’introduzione della cosiddetta funzione abitativa H, cioè una nuova categoria legata alla funzione abitativa comunitaria collettiva. Per le opposizioni si tratterebbe di uno strumento potenzialmente molto ampio, capace di aprire spazi interpretativi tali da consentire nuovi interventi edilizi in diverse zone del territorio, con il rischio di aumentare la discrezionalità politica e di favorire operazioni controverse.

Altro fronte caldo è quello delle zone a rigenerazione speciale, con particolare attenzione ad aree come l’ex Symbol e l’ex Conceria di Acquaviva. Anche qui, secondo le minoranze, il sospetto è che dietro alcune scelte non ci sia soltanto una logica urbanistica, ma anche l’esigenza di risolvere nodi politici e amministrativi rimasti aperti.

Forte preoccupazione viene espressa anche per il tema delle aree a rischio idrogeologico. Secondo l’opposizione, il testo aprirebbe margini troppo larghi sul fronte edificatorio, riducendo i vincoli e lasciando spazio a valutazioni prevalentemente tecniche, con conseguenze che potrebbero diventare molto pesanti sul piano della sicurezza e della gestione del territorio.

Il giudizio politico, insomma, è netto. Le opposizioni annunciano battaglia in Commissione e preannunciano la presentazione di emendamenti, pur ritenendo il progetto difficilmente correggibile nella sua struttura di fondo. Il nodo centrale, secondo la linea emersa, resta sempre lo stesso: il timore che la politica torni ad avere troppo margine nel decidere come e dove intervenire sul territorio, con tutti i rischi che questo comporta.

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