È cominciata davvero la nuova corsa alla Luna. La missione Artemis II ha acceso i motori della capsula Orion e ha lasciato l’orbita terrestre, imboccando la traiettoria che porterà i quattro astronauti verso il nostro satellite. È il passaggio simbolico e tecnico che segna l’inizio del viaggio nello spazio profondo, il primo con esseri umani a bordo dai tempi del programma Apollo.
L’obiettivo non è soltanto tornare a sorvolare la Luna. Questa missione serve soprattutto a preparare il terreno per la futura presenza stabile dell’uomo sulla superficie lunare, in vista della costruzione di infrastrutture e basi che dovranno diventare il banco di prova per le successive missioni verso Marte. Non a caso, dalla Nasa la definiscono già un ponte verso l’esplorazione del pianeta rosso.
Dopo il decollo dal Kennedy Space Center, avvenuto nella notte con un leggero ritardo tecnico poi risolto, la capsula si è separata correttamente dal razzo Space Launch System e ha iniziato il proprio viaggio autonomo. Un ruolo importante lo ha anche l’Europa: il modulo di servizio che alimenta e supporta Orion è stato infatti realizzato dall’European Space Agency, con il contributo dell’industria italiana.




