Si terrà il 9 aprile il confronto tra la Repubblica di San Marino e le Regioni Emilia-Romagna e Marche per affrontare uno dei temi più delicati degli ultimi mesi: la gestione del lupo nei territori di confine, dove la presenza dell’animale è diventata sempre più frequente e visibile. A promuovere il coordinamento è il Segretario di Stato al Territorio e Ambiente Matteo Ciacci, che parteciperà a una call istituzionale con l’obiettivo di avviare una linea comune sulle strategie da adottare.
Il vertice arriva in una fase particolarmente sensibile, segnata dal recente declassamento europeo del lupo, passato da specie “particolarmente protetta” a specie “protetta”. Una modifica che ha riacceso il confronto tra chi chiede strumenti più incisivi per contenere le criticità e chi, invece, invita a non abbassare il livello di tutela.
Proprio su questo fronte è intervenuto il Wwf, che ha scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo al Governo italiano di non scegliere la strada degli abbattimenti selettivi come risposta ai casi problematici. L’associazione ricorda infatti che la nuova direttiva europea non obbliga gli Stati a ridurre le protezioni, lasciando a ciascun Paese la possibilità di mantenere una tutela più elevata.
Il nodo è particolarmente sentito in un’area come quella compresa tra Romagna, Marche e San Marino, dove negli ultimi anni si è registrato un aumento delle predazioni, non solo a danno degli allevamenti zootecnici ma anche di animali domestici, con episodi segnalati anche in contesti più vicini ai centri abitati.
Sul Titano il lupo resta, almeno formalmente, una specie “particolarmente protetta”, ma la normativa sammarinese consente comunque, in caso di urgenza o emergenza, il ricorso alla caccia di selezione. Un aspetto che rende ancora più centrale il confronto con i territori limitrofi, chiamati a confrontarsi su un fenomeno che non si ferma ai confini amministrativi.
Nel frattempo, San Marino ha già iniziato a rafforzare gli strumenti di osservazione. L’Osservatorio della Fauna Selvatica, infatti, ha deciso nei mesi scorsi di intensificare il monitoraggio sulla presenza del lupo, dotandosi di nuove fototrappole, dispositivi per il wolf howling e un termovisore notturno a infrarossi per migliorare l’attività di rilevazione sul territorio.
Il confronto del 9 aprile servirà quindi a mettere a fuoco una strategia condivisa in una fase in cui il tema della convivenza con il lupo è tornato con forza al centro del dibattito pubblico e istituzionale.




