Sanità, pronta la svolta che può cambiare tutto: la maggioranza valuta la rivoluzione sulla libera professione

da | 2 Apr 2026

Potrebbe esserci una nuova riforma sanitaria in arrivo sul tavolo della maggioranza. Secondo quanto filtra in queste ore, infatti, sarebbe in fase di valutazione un progetto di legge destinato a intervenire su un tema da tempo molto delicato: la possibilità per parte del personale sanitario dell’ISS di svolgere attività libero professionale, all’interno di un quadro più ampio che punterebbe anche alla riduzione delle liste d’attesa.

Al momento si resterebbe ancora nel campo delle indiscrezioni e non ci sarebbe alcun percorso formalmente definito, ma l’impianto su cui si starebbe ragionando sembrerebbe abbastanza chiaro: provare a dare maggiore flessibilità al sistema, senza però – almeno nelle intenzioni – compromettere il funzionamento dell’attività ordinaria pubblica.

L’idea di fondo, da quanto emergerebbe, sarebbe quella di consentire alcune prestazioni a pagamento fuori dall’orario istituzionale, in forme regolamentate e con una cornice più precisa rispetto a oggi. In sostanza, alcuni professionisti dell’ISS potrebbero essere messi nelle condizioni di svolgere visite, consulenze o altre attività sanitarie al di fuori del normale orario di servizio, ma sempre entro limiti che dovrebbero essere rigidamente controllati.

Il punto politicamente più sensibile, però, resterebbe un altro: il legame con le liste d’attesa. Proprio qui si giocherebbe la partita più delicata. L’orientamento che trapelerebbe sarebbe infatti quello di subordinare ogni eventuale apertura alla libera professione al mantenimento dei tempi del servizio pubblico, con l’idea che prima venga garantita la risposta ordinaria ai cittadini e solo dopo possa trovare spazio l’attività extra.

Non solo. Tra gli elementi che sarebbero contenuti nell’impostazione del testo ci sarebbe anche la possibilità di prevedere prestazioni aggiuntive volontarie, richieste direttamente dall’ISS in situazioni di necessità, proprio per cercare di smaltire code e ritardi. Un meccanismo che, nelle intenzioni, dovrebbe servire a rafforzare la macchina sanitaria nei momenti più critici, soprattutto nei settori dove oggi si registrano le maggiori difficoltà.

Sul piano generale, la bozza che starebbe circolando punterebbe anche a definire con maggiore precisione chi può fare cosa, dove e a quali condizioni, con un sistema di autorizzazioni, controlli, limiti orari e possibili sanzioni in caso di irregolarità. Il messaggio politico che si vorrebbe far passare, almeno in questa fase, sarebbe quello di una riforma pensata per valorizzare i professionisti senza indebolire il servizio pubblico.

Resta però evidente che, se il testo dovesse davvero approdare nel confronto politico, il dibattito potrebbe diventare molto acceso. Perché il nodo è di quelli destinati a dividere: da una parte chi ritiene necessario rendere più attrattivo e moderno il sistema sanitario, dall’altra chi teme che una simile apertura possa finire per creare corsie parallele tra pubblico e privato.

Per ora, comunque, tutto si muoverebbe ancora su un terreno prudente. Ma il segnale, se confermato, sarebbe chiaro: nella sanità sammarinese qualcosa si starebbe muovendo davvero.

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